μονάς (monás)

μονάς (monás)

La sostanza reale delle cose

A partire da un’indagine sul pensiero di Debord, Teatringestazione indaga lo statuto dell’immagine nell’epoca della “schermocrazia”. Monàs è un’opera ibrida tra installazione partecipata, composizione coreografica e live cinema, che dà vita ad una “micro società provvisoria”, uno spazio di coesistenza. Il dispositivo scenico a cui partecipa il pubblico è concepito come un ecosistema, all’interno del quale è possibile fare esperienza del differimento del proprio corpo in immagine, per riflettere sul rapporto tra spazio reale e spazio di rappresentazione; e come in questa frattura si subisca o si pratichi un esercizio di potere.

Monás tenta di mettere a fuoco lo statuto dell’immagine e la sua valenza politica e sociale, indagando lo scarto tra realtà e post verità, e come in questa frattura si subisca o si pratichi un esercizio di potere.

Gli spettatori “nomadi” entrano in uno spazio scenico scomposto in funzioni elementari. Essi possono scegliere spontaneamente di occupare le diverse frazioni dello spazio, abitandolo in azione, osservazione, lettura, ascolto e muovendosi liberamente tra una funzione e l’altra, sostando in una sola frazione o tornando all’occorrenza a quelle precedenti.

Il corpo del performer scrive e si inscrive tra la massa dei passanti “in una determinata unità di tempo”. Si dà vita ad una “micro società provvisoria” (Debord 1959). La danza porosa accoglie i gesti degli spettatori-partecipanti, in una reciproca interferenza, ridefinendo sullo schermo le figure, che insieme formano un panorama “antropico”: un paesaggio fatto di figure alla “deriva”, identità fittizie o copie di identità reali; volti irriconoscibili, corpi frammentati dall’apertura focale della fotocamera, presenze incompiute che di fronte allo schermo restano evocazione e rappresentazione. L’individuo concorre allo sfondo, la massa si fa eco, premonizione. “Essere” è una rincorsa alla sovrapposizione, alla cancellazione delle figure compresenti nello schermo. Sottrarsi significa eliminare la propria figura dal paesaggio, con tutto ciò che comporta. Si verifica una frammentazione dell’Io in un’infinita gamma di identità coesistenti. E quando il gioco si consuma in ripetizione appare la sostanza reale delle cose.

La ricerca si avvale del dispositvo spaziale e interattivo “Not Found”, nato da un’indagine su “la Società dello Spettacolo” (Debord, 1967). Uno spazio di azione, osservazione e contemplazione, che accoglie contemporaneamente i performer e i visitatori. Una dimensione di pubblicità e condivisione si costituisce in uno spazio disposto attorno ad uno schermo. Un elemento di separazione/trasmissione/differimento, la cui presenza separa e mette in relazione una serie di luoghi, definisce modalità asimmetriche di relazione, moltiplica le soglie fra azione e contemplazione. Questo dispositivo scenico ci offre un’occasione per esaminare le condizioni della propria presenza e il suo senso politico in uno spazio di coesistenza; un vero e proprio ecosistema, all’interno del quale è possibile ragionare sul rapporto tra spazio reale e spazio di rappresentazione.

Il dispositivo crea una eterotopia, un luogo in cui l’immagine trova la sua concretezza nella mediazione della macchina che costringe l’avventore a trovare la posizione ed il movimento che renda l’immagine significante. Il meccanismo si attua attraverso la sottrazione del movimento, così come lo intendiamo composto di istanti che segnano momenti consequenziali di un’azione, il dispositivo fluidifica il movimento creando una scia che cancella gli istanti rendendo visibili solo i momenti in cui il corpo è realmente fermo. Per esistere, per trovare una definizione dobbiamo deformare il nostro modo di muoverci o esasperare il movimento. In questo modo l’immagine si concretizza nello schermo; ma questa deformazione rende lo schermo una eterotopia, sottraendo al movimento reale il suo senso ed il suo significato. Ci troviamo quindi davanti alla scelta di esistere in un mondo oppure nell’altro poiché entrambi sono possibili solo nell’inazione, nella “posa”.

Golden Age

Golden Age

2024/26

Un progetto di Teatringestazione
ln cooperazione con Allianz Foundation
In collaborazione con la Casa circondariale – “Pasquale Mandato” Napoli Secondigliano

Progetto premiato nel 2024 con l’Allianz Kulturstiftung e nel 2025 con l’Art Explora – Académie des beaux-arts European Award. Sostenuto nel 2026 dal Ministero della Cultura.

Golden Age è un progetto di educazione teatrale, programmazione e produzione per detenuti adulti/genitori, con figli* adolescenti, che coinvolge artist* internazionali, espert* culturali, student* e cittadin*. Mira a creare in carcere uno spazio inedito di incontro.

Si affida al potere trasformativo dell’arte, ricostruendo poeticamente la relazione genitoriale detenuti-figli*, e quella società-detenuti e città-carcere, trasformando un atto di ricucitura relazionale in un atto di tessitura sociale.

Riqualificare il carcere come luogo di arte e socialità sperimentale contribuisce al suo superamento, aprendo interrogativi sulle condizioni sociali e politiche che definiscono il nostro tempo.

Sviluppato tra il 2024 e il 2026 presso il Carcere di Napoli-Secondigliano, il progetto include educazione teatrale continua, la produzione di uno spettacolo, laboratori intensivi condotti da professionist* internazionali delle arti performative e un programma di eventi di arti performative allestiti nel carcere e aperti al pubblico.

Il teatro rende tangibile e misurabile il percorso di ricostruzione delle relazioni e il suo impatto immediato e a lungo termine sulla società. Il laboratorio è il luogo concreto dove prende forma una nuova possibilità di vita. 

Il carcere costituisce un osservatorio privilegiato per interpretare la società in un dato momento storico. L’impressione è che, ad oggi, il sistema carcerario si concentri perlopiù su istanze di giustizia “securitaria”, spesso usate dai politici per distogliere l’attenzione dalle più urgenti istanze di “giustizia sociale”.

Come artist*, consideriamo gli effetti sociali e politici delle nostre azioni, riconoscendo che i cambiamenti possono avvenire solo attraverso un approccio onesto, soprattutto lavorando in un contesto sociale. Cerchiamo di evitare ogni possibile approccio assistenzialista. Cruciale è la postura con cui agiamo, collaborativa e non paternalistica. Questi principi sono la base del progetto Golden Age.

ln cooperation with


CALENDARIO ATTIVITÀ APERTE AL PUBBLICO

29-30 maggio 2026

Teatro Centrale dell’Istituto Penitenziario “P. Mandato” di Napoli-Secondigliano
Via Roma verso Scampia, 350

TUTTI GIÙ PER TERRA, ANTIGONE.
Riscrittura da Sofocle
di e con le persone detenute in media sicurezza, insieme alle figlie e ai figli minorenni


“Tutti Giù per Terra, Antigone”. Un girotondo tragico dove il mondo continua a cadere. Si gioca, e si muore. Si dibatte in assenza, dai salotti di casa, di fronte a schermi muti. Un movimento circolare e infinito dove la morte, il potere, la tracotanza infanticida si intrecciano fino al collasso. La tragedia antica si incrina dentro l’archivio visivo del presente. Il dispositivo scenico si compone di posture simboliche e rituali ludici. Il potere assume il volto rassicurante della normalità occidentale. La tragedia greca, come ha scritto George Steiner, è uno dei grandi dispositivi intellettuali dell’Occidente. Certo è che proprio in Occidente si è persa la misura della tragedia. – [Gesualdi | Trono]

Salgono in scena le persone detenute, insieme alle figlie e ai figli, parte del laboratorio teatrale condotto da Teatringestazione, ispirato all’Antigone di Sofocle.

Il programma di maggio si articola in due giornate di spettacolo e in un incontro di studi, “Teatro in Carcere, un’eccezione divenuta regola”. Da decenni il teatro che si fa nelle carceri italiane viene raccontato come pratica virtuosa, sostanzialmente eccezionale; abbiamo voluto convocare alcune esperienze e voci autorevoli, per rovesciare il punto di vista e chiedersi se quella che chiamiamo eccezione non sia ormai, per estensione e per spessore, una pratica consolidata e parte fondamentale del percorso detentivo, nonché una delle forme più vitali e consapevoli del teatro contemporaneo italiano. Intorno al tavolo, accademici dell’Orientale e di Bari, il presidente del coordinamento nazionale Vito Minoia, lo psichiatra Adolfo Ferraro — che dell’OPG di Aversa è stato direttore in anni in cui chiudere gli ospedali psichiatrici giudiziari sembrava un’utopia tecnica — e il magistrato di sorveglianza Marco Puglia.

Moderazione di:
Salvatore Margiotta, professore associato, docente in Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo all’Università di Napoli L’Orientale
Mimma Valentino, Docente di Storia e modelli della produzione teatrale dell’Università Aldo Moro di Bari

Interventi di:
Vito Minoia
, Docente in Discipline dell’Educazione e dello Spettacolo all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo / Presidente Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere
Adolfo Ferraro, psichiatra, scrittore, fondatore Bar De.Fe, ex direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario F. Saporito di Aversa.
Fabiana Sciarelli, professore associato, docente in economia e gestione delle imprese all’Università di Napoli L’Orientale
Gaetano Battista, Ass. Polluce, Coordinamento regionale Teatro in Carcere Campania
Marco Puglia, magistrato di Sorveglianza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Golden Age è un gesto civile. Il progetto apre alla città un luogo percepito come distante, estraneo, isolato; trasforma il carcere in un teatro abitato da una nuova comunità, fatta di persone detenute, famiglie, cittadine e cittadini.


IL PROGRAMMA di Maggio

Venerdì 29 maggio 2026 – Ore 14:00 – 17:30 – (ingresso 13:30)
SPETTACOLO + INCONTRO
(non sarà possibile uscire prima della fine dell’incontro)

Sabato 30 maggio 2026 – Ore 11:00 – 12:30 (ingresso 10:30)
SPETTACOLO
(non sarà possibile uscire prima della fine dello spettacolo)


16 aprile 2026 Laboratorio
Inner Dynamics LAB – FRANTICS CO.

Iscrizioni entro il 31 marzo 2026

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350


ingresso ore 14:30
laboratorio ore 15:00/18:00

Inner Dynamics LAB è il risultato di oltre 15 anni di esplorazione del movimento, con radici nella breakdance (bboying), nella danza contemporanea urbana, nelle tecniche di improvvisazione e nel teatro immersivo. Questo workshop è un invito a coltivare connessioni profonde tra consapevolezza, tecnica e creatività. Attraverso esercizi guidati, svilupperemo la nostra sensibilità verso lo spazio, il ritmo e gli stimoli esterni, imparando a rispondere con spontaneità e precisione. I principi del floorwork verranno introdotti progressivamente, concentrandosi su forza, controllo, mobilità, musicalità ed efficienza nelle transizioni tra i diversi livelli. Inner Dynamics incoraggia la curiosità, l’attenzione e la libertà espressiva. L’obiettivo è creare uno spazio in cui ispirarsi a vicenda, scambiare energia e crescere insieme, in modo che il materiale strutturato emerga organicamente dall’improvvisazione.

FRANTICS CO. (DEU – ESP)

FRANTICS (DEU-ESP). Frantics è un collettivo di danza-teatro con sede a Berlino, fondato nel 2013 da Carlos Aller, Marco di Nardo, Diego de la Rosa e Juan Tirado. Insieme, questi artisti ridefiniscono i codici della performance su palcoscenici internazionali, in contesti site-specific e all’aperto, attraverso esperienze immersive e iniziative didattiche. Il loro lavoro fonde coreografie dinamiche, teatro fisico e drammaturgia visiva, per dare vita a produzioni che invitano il pubblico a confrontarsi con tematiche quali l’identità e la trasformazione. I Frantics hanno portato il loro lavoro in diversi paesi, in contesti internazionali, in Germania, in Svizzera, in Spagna, in Italia, in Irlanda, in Francia, nei Paesi Bassi, in Grecia, a Taiwan e in molti altri. Le loro produzioni sono state premiate, tra l’altro, al Burgos New York, al Concorso Coreografico di Hannover e al RIDCC. Hanno realizzato opere su commissione per il Teatro di Osnabrück e per Of Curious Nature (Brema). A titolo individuale, i fondatori hanno collaborato con lo Staatstheater di Kassel, Punchdrunk, Akram Khan, Wang Ramírez, lo Staatstheater di Brema e gli Iron Skullz in Spagna.

18 aprile 2026 – Spettacolo

Prenotazioni entro il 31 marzo 2026

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350


ingresso ore 10:30
spettacolo ore 11:00

ORDINARY PEOPLE
di FRANTICS CO. (DEU-ESP)

Direzione e creazione: Frantics Co.
Performer: Juan Tirado
Musica: Andrea Buttafuco, Mudra, Miguel Marín

Lo spettacolo ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi: terzo premio al 36° Concorso di Coreografia di Hannover 2022, Germania; finalista al RIDC 2022, Rotterdam, Paesi Bassi; Premio del pubblico al Prospettiva Danza Padova 2023.

«Ordinary People» nasce dall’osservazione di una tensione che attraversa silenziosamente ogni esistenza: quella tra il desiderio di affermarsi e il bisogno irrinunciabile dell’altro.
La performance indaga questo spazio liminale — né puro conflitto né piena armonia — in cui si costruisce, giorno dopo giorno, la trama della vita collettiva. Il corpo diventa strumento privilegiato di questa indagine: il gesto non illustra, ma incarna la contraddizione, portandola alla superficie con una precisione che la parola stenta a raggiungere.
L’artista abita la scena come un’entità al tempo stesso singolare e plurale — autonoma nella propria traiettoria, eppure costitutivamente formata da ciò che incontra, ostacola, attraversa. La danza che ne emerge non risolve la tensione tra competizione e cooperazione, ma l’abita con piena consapevolezza, trasformando il conflitto in forma, l’attrito in ritmo, la resistenza in dialogo. «Ordinary People» è, in questo senso, un atto di restituzione: restituire visibilità a ciò che solitamente si consuma nell’invisibile dell’ordinario. Non la straordinarietà dell’eroismo, ma la bellezza fragile e ostinata di chi — ogni giorno — sceglie di stare in relazione, nonostante tutto. Un inno all’umano nella sua accezione più autentica: imperfetto, relazionale, irriducibilmente vivo.

Link
ORDINARY PEOPLE
FRANTICS CO.


12 marzo 2026Laboratorio

Iscrizioni entro il 12 febbraio 2026

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350


ingresso ore 14:30
laboratorio ore 15:00/18:00

A cura di Beatriz Palenzuela e Rafael de la Lastra

Il workshop si propone di abitare la natura del movimento per generare uno spazio di relazione tra ciò che accade all’interno e all’esterno del corpo. Attraverso l’ascolto sensibile di ciò che ci circonda, creeremo una dimensione di intimità volta ad accogliere ogni stimolo senza resistenze.

Il corpo sarà lasciato libero di esprimersi seguendo linee guida chiare e concrete: un gioco coreografico per sperimentare la forza fisica e la capacità di trasformazione guidata dalle sensazioni. L’obiettivo è spogliarsi del giudizio per abitare un corpo più libero, efficace e fluido. In questa sede, verranno condivisi gli strumenti creativi e le metodologie di ricerca utilizzati nella genesi di “La naturaleza del silencio”, permettendo alle persone partecipanti di approfondire la pratica fisica che sottende la performance.

BABIRUSA DANZA (ESP)

Di base a Santander, fondata da Beatriz Palenzuela e Rafael de la Lastra, la compagnia Babirusa Danza sviluppa produzioni per teatri e spazi non convenzionali attraverso il linguaggio della danza contemporanea.

La compagnia intende l’evento scenico come un “artefatto complesso” in cui ogni elemento è fondamentale. Nelle loro opere, danza contemporanea, cinema e poesia si fondono in una fisicalità ricca di sfumature. La forza emotiva delle composizioni mira a rendere lo spettatore parte integrante dell’opera, utilizzando l’empatia come motore comunicativo. Le loro fonti di ispirazione spaziano dall’umano all’animale, dall’esistenza alla trascendenza. Diversi i contesti internazionali che hanno ospitato le opere della compagnia: Tanzmesse (Düsseldorf), Body Navigation Festival (San Pietroburgo), Mercat de les Flors (Barcellona), AltoFest (Matera, Capitale Europea della Cultura), Madrid en Danza. Riconoscimenti e Festival: Primo Premio AD Festival Molina de Segura (2014), Primo Premio Certamen DeUnaPieza (2013), Premio AISGE come Miglior Ballerina al Certamen Coreográfico de Madrid (2006).

14 marzo 2026 – Spettacolo

Prenotazioni entro il 12 febbraio 2026

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350


ingresso ore 10:30
spettacolo ore 11:00

LA NATURALEZA DEL SILENCIO
di Babirusa Danza (ESP)

Il silenzio possiede molte qualità. Esiste il silenzio tra due rumori, il silenzio tra due note musicali e il silenzio che si espande nell’intervallo tra due pensieri. Esiste, anche, un silenzio peculiare, calmo, penetrante, che emana da un tramonto in campagna; c’è il silenzio attraverso il quale si ode il latrato di un cane che giunge dalla distanza, o il fischio di un treno; esiste il silenzio di una casa quando tutto il mondo dorme, e la sua peculiare intensità quando ci si sveglia a mezzanotte. C’è il silenzio di una vecchia casa deserta, il silenzio della montagna e il silenzio che condividono due esseri umani quando entrambi hanno visto lo stesso, hanno sentito lo stesso e hanno agito.

La naturaleza del Silencio nasce da un’esigenza di fermarsi. In un mondo così pieno di rumore, di stimoli esterni e di velocità, avevamo bisogno di trovare quel luogo dove il silenzio non è assenza di suono, ma uno spazio di ascolto profondo.

È una danza che non nasce dalla musica, ma da una ricerca interiore su come il corpo reagisce al vuoto. Si tratta di un dialogo invisibile tra i danzatori, una connessione che si manifesta solo quando si mette a tacere il caos esterno. Non è una danza statica, è una danza organica. Vogliamo che il pubblico esca con la sensazione di aver ripreso fiato, di aver trovato quel silenzio che portiamo dentro ma che spesso dimentichiamo di ascoltare.

Link
La naturaleza del silencio
Babirusa Danza


17 dicembre 2025Laboratorio

Iscrizioni entro il 20 novembre 2025

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350


ingresso ore 14:30
laboratorio ore 15:00/18:00

Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola propongono un lavoro sulle potenzialità espressive del performer, con un proprio metodo apprezzato in tutto il mondo e richiesto in numerose università e centri di ricerca internazionali.
Hanno diretto il programma di alta formazione, Atelier 2009, al Grotowski Institute di Wroclaw, in Polonia e sono stati invitati come maestri all’International Workshop Festival in Corea del Sud, al VIII e IX Incontro Internazionale delle Accademie teatrali promosso da ORMACC UNESCO – ITI a Città del Messico, all’International Physical Fest di Liverpool. Dal 2024 ad oggi, hanno tenuto seminari e conferenze durante importanti meeting e convegni internazionali tra cui: il World Theatre Forum di New Delhi e l’International Symposium di Mumbai, in India, le conferenze Grotowski – Theatre and Beyond, a Canterbury, e Awakening Practice a Berlino nell’ambito di UNESCO Year of Grotowski, l’Intercultural dialogue a Vienna, l’International Symposium on Theatre Discipline’s development a Shanghai.

Il laboratorio sarà l’occasione per condividere i principi del loro lavoro, radicato sull’indagine del corpo dell’attore caratterizzato da un diverso modo di essere “presente”. Questa “presenza” è un mutamento incessante del flusso energetico che rende vivo l’essere umano e, soprattutto, l’attore in scena. Il laboratorio mira ad amplificare le capacità d’ascolto in rapporto agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno e dal gruppo, attraverso esercizi individuali, a coppie e collettivi.


INSTABILI VAGANTI è un duo artistico dal respiro internazionale che affronta temi sociali e di impegno civile attraverso una continua sperimentazione dei linguaggi del contemporaneo. La compagnia lavora in tutto il mondo attraverso progetti di ricerca pluriennali che uniscono tradizione e innovazione, impegno civile e pratiche di attivismo sociale, partendo da indagini sul campo e generando opere che coinvolgono artisti di diverse discipline e pensatori provenienti da tutto il mondo.

Grazie al linguaggio fisico dei performer, alla drammaturgia originale in più lingue, alla sperimentazione musicale, visiva e multimediale e al costante lavoro di ricerca e formazione, il suo lavoro è apprezzato in tutto il mondo.

Instabili Vaganti ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali per la capacità di affrontare temi di scottante attualità e di veicolare importanti messaggi a livello globale, attraverso un linguaggio poetico e di forte impatto emotivo.

Bio
INSTABILI VAGANTI

20 dicembre 2025Spettacolo

Prenotazioni entro il 20 novembre 2025

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350


ingresso ore 10:30
spettacolo ore 11:00

MADE IN ILVA

di Instabili Vaganti
Regia Anna Dora Dorno
Con Nicola Pianzola
Musiche originali Riccardo Nanni
Canti originali e voce dal vivo Anna Dora Dorno
Produzione Instabili Vaganti
con il sostegno di Spazio OFF

Definito dalla critica un capolavoro di teatro fisico, un esempio di biomeccanica contemporanea, MADE IN ILVA è un assolo in cui l’attore interpreta un operaio, archetipo del lavoratore contemporaneo, che agisce ingabbiato in strutture metalliche compiendo azioni ripetitive e acrobatiche che lo portano all’alienazione.

La drammaturgia intreccia testimonianze dei lavoratori dell’ILVA a frammenti poetici dell’opera di L. Di Ruscio e testi appositamente composti. Le musiche, i ritmi ossessivi, i canti originali, l’approccio fisico, poetico e di forte impatto visivo fanno dello spettacolo un’opera d’arte totale. MADE IN ILVA esprime una critica universale al processo di brutalizzazione generato dal sistema di produzione contemporaneo.

Lo spettacolo è stato tradotto in tre lingue e presentato nei principali festival internazionali in più di 20 paesi.

Link
Made in Ilva
Instabili Vaganti


24 luglio 2025Laboratorio


Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350

Un viaggio tra corpo, voce ed emozioni. Un percorso aperto a tutt*, pensato per esplorare le potenzialità espressive del corpo e della voce, sviluppare la presenza scenica e stimolare la creatività individuale e di gruppo. Attraverso esercizi, improvvisazioni e giochi teatrali, i e le partecipanti verranno guidati in un’esperienza coinvolgente che favorisce l’ascolto, la fiducia e la libertà espressiva. Un’occasione per mettersi in gioco, riscoprire il piacere del racconto e coltivare l’arte dell’incontro.

Opera retablO è un collettivo di artisti di base in Svizzera. Propone creazioni in bilico tra l’innovativo e l’arcaico; opere che danno corpo a una moderna e destabilizzante catarsi. Si rivolge a quell’umanità proiettata verso il futuro che mette in discussione ogni tipo di classificazione e di pregiudizio trascendendo i generi, estetici, sessuali e intellettuali.

Bio
Opera retablO

23 luglio 2025 – Spettacolo

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350

Walser – Studio per una micro opera
di OperaretablO

con Ledwina Costantini e Daniele Bernardi

Uno spettacolo ispirato all’universo poetico di Robert Walser, scrittore svizzero dal destino fragile e visionario, capace di cogliere la bellezza nelle piccole cose e di scrivere con la semplicità di chi osserva il mondo con occhi di fanciullo. Un spettacolo che non grida ma ascolta, che si prende cura delle emozioni e invita a rallentare, a resistere con semplicità alla ferocia del presente. Un atto di cura, di profondità, che celebra la poesia e il coraggio della gentilezza.

Link:
Walser – Studio per una micro opera
OperaretablO


17 luglio 2025 – Laboratorio

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350

A partire dalla loro ultima creazione “Barrani” i Corps Citoyen conducono un laboratorio di ricerca, tra suono, parola e corpo, in una dimensione esperienziale.
Grazie a un sistema di produzione sonora basato su riverberi ed echi, *Barrani* è una performance-concerto in cui danza, poesia e multimedialità permettono una nuova auto-narrazione, fondendo passato, presente e futuro.
CORPS CITOYEN è un collettivo artistico pluridisciplinare basato tra Tunisi e Milano.
La pratica del collettivo si compone di diversi strumenti disciplinari (danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica) per creare nuove narrazioni contemporanee. L’obiettivo del gruppo è quello di rafforzare i valori della cittadinanza attraverso la pratica artistica, la formazione, la ricerca e la partecipazione attiva della società civile al fine di promuovere un cambiamento politico e sociale. L’obiettivo principale del gruppo è attivare la riflessione sociale attraverso le potenzialità espressive dell’arte e del corpo in particolare, territorio di una battaglia politica e spazio per una resistenza creativa.

Bio
CORPS CITOYEN

16 luglio 2025 – Spettacolo

Casa Circondariale Napoli-Secondigliano
via Roma Verso Scampia, 350

BARRANI

di Corps Citoyen

Con: Rabii Brahim, Manuel D’Onofrio
Regia: Anna Serlenga
Dramaturg: Tolja Djokovic
Coreografia: Hafiz Dhaou and Aicha M’Barek
Luci: Manuel D’Onofrio
Musica: Manuel D’Onofrio e Rabii Brahim
Testi: Tolja Djokovic, Rabii Brahim e frammenti liberamente tratti da Bayo Akomolafe, Anna Akhmatova, Mahmoud Darwish, Niccolò Macchiavelli, Forough Farrokhazad
Costumi: Lucia Gallone
Producer: Alessandra Di Pilato
Produzione: CORPS CITOYEN
Coproduzione: BASE Milano; Operaestate; Milano Mediterranea
Con il supporto di Archive Milano e Zona K

In tunisino, Barrani significa “lo straniero”, letteralmente “colui che viene da fuori (el barra)”, colui che ha intrapreso il viaggio verso l’Europa.

Noi tutti, persone che hanno attraversato una diaspora, cerchiamo ciò che abbiamo lasciato nel nostro paese d’origine, senza mai trovarlo qui, nel paese ospitante. Non siamo né qui né là, intrappolati tra più lingue, molteplici culture, tra il passato e il futuro, alla ricerca di uno spazio identitario allo stesso tempo presente e altro, che oscilla costantemente tra i due poli.

Grazie a un sistema di produzione sonora basato su riverberi ed echi, Barrani è una performance-concerto in cui danza, poesia e multimedialità permettono una nuova auto-narrazione, fondendo passato, presente e futuro. Una narrazione che si produce in un terzo spazio, tra i due poli del viaggio; uno spazio che esiste solo durante la performance: lo spazio della narrazione.

Link
BARRANI
Corps Citoyen

INFO E PRENOTAZIONI

Entro e non oltre il 17 maggio 2026

Inviare un’email come segue:
Oggetto: [Antigone (indicare la data scelta) + nome cognome + telefono]
Corpo: per ogni singola persona prenotata, indicare luogo e data di nascita + numero di documento d’identità + numero di telefono
Allegati: allegare documento d’identità in corso di validità per ogni singola persona prenotata

CONTATTI
info@teatringestazione.com
+39 320 0304861

NOTA BENE

La partecipazione agli spettacoli e ai laboratori è soggetta all’autorizzazione all’accesso in carcere da parte della direzione dell’Istituto Penitenziario; pertanto, è necessario allegare un documento d’identità in corso di validità all’email di iscrizione e prenotazione. Nel caso di email di prenotazione di gruppo, si prega di inviare i documenti di tutti i componenti del gruppo.

La partecipazione sarà confermata e comunicata via email e telefono, una volta ricevuta l’autorizzazione della direzione dell’Istituto Penitenziario.

Radiant Rebellion

Radiant Rebellion

«Quid est quod est? Ipsum quod fuit. Quid est quod fuit? Ipsum quod est. Nihil sub sole novum»
(Cos’è ciò che è? La cosa che fu. Cos’è ciò che fu? Ciò che è. Niente di nuovo sotto il sole.)

Giordano Bruno De la causa, principio et uno

Un’azione collettiva che lasci una traccia, una drammaturgia dei corpi e dello spazio, in una combinazione di memoria e immaginazione.
Il moto dei pianeti attorno al Sole prende il nome di “rivoluzione”. A partire dai moti del sistema solare, esploriamo il movimento collettivo come scrittura dello spazio, l’interazione tra i corpi che dà vita ad un sistema in divenire. Nell’avvicendarsi delle stagioni rintracciamo miti, rituali, danze. Giro dopo giro si generano nuove relazioni, le vite si moltiplicano, le storie si scrivono nell’alternarsi della notte e del giorno. In questo rincorrersi, prende forma uno spazio comune di azione, un movimento solo all’apparenza spontaneo, che risponde alle leggi che regolano l’universo. Dinamiche che superano la dimensione umana, misurata dai ricordi che si accumulano, ci illuminano e poi scolorano come foto bruciate dai raggi implacabili dell’estate. Nulla potremo allo spegnersi del sole, ma vivere in rivoluzione ogni attimo e sorprenderci ad essere ognuno necessario all’altro: finché si vive cerchiamo di splendere. La rivoluzione è radiosa!

Il movimento dei corpi celesti è determinato dalle relazioni che hanno l’uno con l’altro, fin dall’1800 lo studio di queste relazioni ha portato al problema noto come “il problema dei tre corpi”. La formulazione del problema dei tre corpi è semplice: tre punti materiali si muovono nello spazio, sottoposti a mutua attrazione gravitazionale; fissate le loro condizioni iniziali, si tratta di determinarne il moto negli istanti successivi.

Per quanto la sua formulazione sia semplice, il problema dei tre corpi è stato uno dei primi contesti in cui è stata scoperta la presenza di caos deterministico nelle leggi della fisica. In molti sistemi a tre corpi, anche se le leggi di Newton sono deterministiche, piccole variazioni nelle condizioni iniziali possono portare a risultati completamente diversi nel tempo, rendendo il sistema caotico e aprendo una domanda rispetto alla stessa stabilità del sistema solare.
Vogliamo proporre una struttura di relazioni tale da rendere impredittibile il risultato dell’interazione tra più corpi, generando, tuttavia, le condizioni necessarie perché si crei un equilibrio, in cui ogni corpo interagisce con gli altri senza minare la stabilità della struttura.
Come i corpi in rivoluzione, ogni individuo in ogni società si muove in uno spazio relazionale agendo una perturbazione e subendo un’attrazione, immerso in una comunità entangled “aggrovigliata”, in cui nessuno può veramente sentirsi non responsabile del movimento collettivo.

La nostra stabilità e la possibilità di affrontare collettivamente i problemi di sopravvivenza che il global warming ci pone innanzi, dipendono dalla nostra capacità di trovare nella complessità un equilibrio dinamico proattivo, in cui nessuno si senta deresponsabilizzato.


21-30 June 2024, Faro (PRT)

Performance

Radiant Rebellion – The dinner before

“A dinner before” is an action that invites the audience to participate in the dinner before the revolution.
Before starting, the headwaiter will give them instructions. The spectators will have to remain silent during the duration of the dinner and will have to listen to an audio composition elaborated from a series of interviews collected among the citizens of Faro.

Instructions and a QR code, through which the audio file can be accessed, will be printed on the napkins. Participants will be asked to bring their phones and headphones to listen to the audio.

The duration of the dinner will end exactly with the end of the audio file, after the dinner guests will be asked to leave in silence and will then have the opportunity to share their experiences outside.

At the end of the dinner, spectators will be given a sheet of paper with the lyrics of the symbolic song of the Carnation Revolution, Grândola, Vila Morena by José Afonso.

Someone will probably leave singing.

Installation

De Sol A Sol

The “De Sol A Sol” is an installation inspired by the Solar System and serves as a reminder of the revolution’s sunrise and sunset.

In front of Arquente’s panorama, a golden disc with a printed QR code has been placed. People can sit within a circular space surrounded by transparent balloons containing fresh carnations that gradually wither daily. 

The audience can scan the QR code to listen to the audio using headphones, and remain seated for all its duration.

Go to the audio file


5-19 July 2024, Kåseberga (SWE)

Performance

Radiant Rebellion – Turning point

Site-specific performance for Ale’s stones, developed with young inhabitants from Ystad and South Sweden.

The sun is the spark, the initial movement, the energy that simmers, waiting for someone to spark the revolt. It illuminates our path as being part of a complex system.
But waiting for it, the only chance to survive is to turn our gaze around, look at each other, and gather in a community:

“Act Now or Swim Later”
“System Change, Not Climate Change”
“Make the Earth Cool Again”
“Respect Existence or Expect Resistance”

These slogans encapsulate the urgency, seriousness, and activism-driven spirit of the “Fridays for Future” movement, conveying strong messages that resonate globally.
The sun is a radiant symbol of energy, life, and continuity in our solar system’s vast expanse. Similarly, the revolution for climate justice, epitomised by movements like “Fridays for Future,” burns brightly with the same intensity and purpose, demanding change and renewal.
Both the sun and the revolution illuminate paths forward. The sun’s light dispels darkness, guiding life through its cycles. The climate movement sheds light on the pressing issues of our time, dispelling ignorance and denial and guiding humanity toward a sustainable future.

Young dancers represent the global youth movement, each embodying the energy and passion of the climate justice revolution. We bring the power of this movement into dance, involving a group of young student dancers.

Installation

Waiting for the Sun

A golden disc with a printed QR code. The audience can scan the QR code to listen to the audio using headphones.

The audio file will consist of original audio combining imaginary scenarios, the “Friday for Future” slogan, songs, sounds, texts, and testimonies collected from young individuals, a legacy of “Radiant Rebellion: Turning Point”.

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23-28 Sep 2024, Bari (ITA)

Performance

Radiant Rebellion – Il suo passo stupiva la terra

Il suo passo stupiva la terra
a cura di Teatringestazione, in collaborazione con Daniela Allocca.

Ci si sveglia un mattino che è morta l’estate,
e negli occhi tumultuano ancora splendori
come ieri, e all’orecchio il fragore del sole
fatto sangue. Ѐ mutato il colore del mondo.
[Mito – Cesare Pavese]

Camminare è un gesto sovversivo ci dice Erling Kagge – “dilata ogni attimo e dà un senso di libertà. […] Per governi e imprese è più facile controllarci finché siamo seduti. Camminare può rivoluzionare un’intera nazione. […] C’è qualcosa di antidemocratico nel tenersi a distanza dalla natura, dall’asfalto e dagli individui sulle cui vite si decide. […] Se da lontano il mondo può apparire omogeneo, da vicino la mappa non corrisponde al terreno.”

Radiant Rebellion è una performance che prende forma di cammino lungo la costa che va da Bari a Polignano a Mare. Un’azione collettiva e partecipata che chiama a raccolta cittadinə, attivistə, viandantə, a farsi corteo luminoso, scrivendo un orizzonte comune, poetico e politico. Un sistema di corpi in movimento, un “corpo celeste”, brillante, che a passo d’uomo illumina e “stupisce la terra”.

Il moto dei pianeti intorno al Sole è chiamato “rivoluzione”. Le città mediterranee sono regolate dai ritmi del sole (Lefebvre). Come i corpi celesti in rivoluzione, ogni individuo in società si muove in uno spazio relazionale agendo una perturbazione e subendo una attrazione, immerso in una comunità “aggrovigliata”, in cui ognuno è responsabile del sistema in cui si muove e che tutto muove. Questo movimento è poliritmico. Ma per dargli volume bisogna farsi cassa di risonanza, compiere un gesto comune, all’unisono, far convergere le istanze pur nelle differenze, moltiplicare le forze.

Non possiamo fare nulla quando il sole si spegne, ma vivere in rivoluzione ogni momento e sorprenderci di essere necessari gli uni agli altri: finché viviamo, cerchiamo di brillare. La rivoluzione è radiosa!

Ci accompagneranno alcune letture fondamentali ed esperienze locali di resistenza e partecipazione.

La partecipazione al cammino è aperta ad un massimo di 45 persone.

Preparazione richiesta ai partecipanti: carico leggero, abiti comodi con un cambio; scarpe da running o hiking; un taccuino e una penna; borraccia; asciugamano; frutta secca o snack per ristorarsi; pranzo a sacco; impermeabile in caso di pioggia.


INSTALLATION
Radiant Rebellion – Invictus

a cura di Teatringestazione

Dove: Fondazione Pino Pascali

“Invictus” è un’installazione che consiste in un disco d’oro con un codice QR stampato al centro che rimanda ad un ambiente digitale sonoro e visivo. L’installazione raccoglie la traccia della performance “Il suo passo stupiva la terra”, un cammino da Bari a Polignano a Mare. Il cammino si compone di interventi di associazioni e attivistə locali, osservazioni del paesaggio e testimonianze di rivendicazioni manifestate sul e per il territorio. Inquadrando il QR code i vistatori potranno connettersi ad un ambiente digitale dove troveranno le istruzioni e la mappa per ripercorrere il cammino lungo la costa, accompagnati dal file audio. Invictus è un’esortazione a riappropriarsi dell’orizzonte, spesso negato dall’esercizio indebito della proprietà privata. Camminiamo per riconciliarci con lo splendore del pianeta “invictus”, che resterà dopo di noi e nonostante noi, almeno fino a che il sole stupirà la terra.


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Con|Tè|Sto:Liberazione

LIBERAZIONE

Se pensiamo alla liberazione pensiamo ad un agire libero che si libera nel suo agire, così come si diviene umani in ogni istante in cui il verso si tramuta in parola nell’atto dell’articolazione. La libertà è controintuitiva. Agire liberamente è agire contro il proprio istinto. Richiede fatica, volontà, autodeterminazione.

Uno dei luoghi in cui liberiamo la nostra azione poetica è di sicuro l’istituzione carceraria, in cui operiamo dal 2006, prima nell’OPG di Aversa, poi nel carcere di Napoli-Poggioreale e ora nel carcere di Napoli-Secondigliano.
Il contatto con la complessità del carcere, e ancor più con la condizione dei detenuti e della mancata genitorialità grazie all’ultimo progetto Bar-Abba, ci permette di radicare l’azione artistica nelle pieghe della società.

Il teatro in carcere inaugura spazi ibridi a valenza sociale, artistica, poetica e politica; crea un cortocircuito che libera nuove energie e ispira buone pratiche e nuove interazioni, rinnovando le estetiche degli artisti e l’immaginario atrofizzato dei detenuti, attivando dinamiche relazionali e collaborative inedite e infine richiamando un pubblico trasversale ed eterogeneo. Il cammino di formazione non esclusivo, radicato in un ambiente di solito inaccessibile, basato su un’esperienza impattante dal punto di vista emotivo, permette di estendere le competenze e le sensibilità dei partecipanti, contribuendo alla formazione di una cittadinanza consapevole con un accresciuto senso di responsabilità civile e politica.
Riqualificando il penitenziario come luogo di socialità sperimentale e di cultura si contribuisce al suo superamento aprendo domande sulle condizioni sociali e politiche che definiscono il nostro tempo. – [Gesualdi | Trono]


| Correlazioni |

Compagnə affini per processo, interessi, orizzonti.
I contributi sono collegati alle pagine in rete dove potete seguire i loro percorsi.

Liberate Amore. mix media su carta. A3. Opera di Federica Terracina

Federica Terracina è pittrice e tessitrice di relazioni e materia.
https://incrediblefox.com


Da Parole sotto sale. Piccolo vocabolario poetico (2020), edizioni animaMundi

Claudia Fabris è poetessa, artista dello spazio e performer
https://www.animamundiedizioni.com/manufacturers/claudia-fabris


| Connessioni |

Articoli in rete riferiti alla parola chiave; ulteriori e non lineari spunti di riflessioni.

“Mimma” Cornelia Quarti, una vita antifascista

Tecnologia della liberazione o dell’assoggettamento

Palestine’s Freedom Theater has been nominated for the Nobel Peace Prize

Il Carcere Liberale? Non Esiste


| Per-Forma |

Progetti e opere in cui riverbera la parola chiave.

Bar-abbâ

a cura di Teatringestazione
con la direzione e la guida di Gesualdi|Trono
l’assistenza di Giovanni Passariello

Il progetto prende vita nel 2020 già presso la Casa Circondariale di Poggioreale, dove ha concluso il suo ciclo a novembre 2023.
A partire dall’aprile del 2024, il progetto si rivolge ai detenuti della Casa Circondariale Napoli Secondigliano, e alle loro figlie e ai loro figli minorenni, compresi in una fascia di età 12-16 anni.

I Detenuti insieme alle figlie e ai figli adolescenti si ritrovano in carcere a seguire un percorso al tempo stesso di cura, formazione e creazione artistica, che si compie con la produzione di uno spettacolo.
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| Nello Spazio |

Prossimi appuntamenti per ritrovarci dal vivo, laddove il nostro lavoro si fa presente.

2 maggio – 31 ottobre | Napoli e Online | ArtEco Nexus
TOCC Capacity Building rivolto ad artistə, studentə d’arte e opertatorə della cultura
ISCRIVITI QUI

10 maggio | Bari | Radiant Rebellion
Laboratorio Gratuito per Sunplugged Festival
ISCRIVITI QUI

6 – 10 maggio | Bari | Radiant Rebellion
Residenza Artistica per Sunplugged Festival
INFO QUI

9 – 12 maggio | Andria | Lo Stato dei Luoghi
Assemblea nazionale dei soci
INFO QUI

17 – 18 maggio | Italia | Giornate Nazionali di C.Re.S.Co.
Eventi dei promotori diffusi sul territorio nazionale
INFO QUI

21 maggio | Online | Progetto Onda Pazza
Presentazione esiti con le scuole
INFO QUI

22 – 25 maggio | Foggia | Poietés
Laboratorio Gratuito con esito per UniFG “La Città che Vorrei”
INFO QUI


| Nel Tempo |

Dove abbiamo lasciato traccia del nostro passaggio, nell’anno in corso.

  • 6 – 19 aprile | Ystad (SWE) e Faro (PRT) | Radiant Rebellion
    Residenza Artistica per Sunplugged Festival
  • 20 marzo | Catania | “Farsi Teatro in Carcere”
    Seminario per gli studenti dell’UniCT Scienze Politiche
  • 12 – 13 marzo | Foggia |”Riconoscersi cittadinə per appartenenza poetica
    Convegno Teatro e Cittadinanza presso UniFG

ONDA PAZZA – Il filo della memoria

ONDA PAZZA – Il filo della memoria

ONDA PAZZA – Il filo della memoria,  progetto selezionato dal  bando del Ministero dell’Istruzione “Custodire la memoria delle vittime delle stragi di mafia. Iniziative scolastiche di promozione della legalità”.

Onda Pazza – il filo della memoria” è un progetto del Teatro dei Venti di Modena, che si propone di creare momenti di riflessione e divulgazione sul tema della legalità e della memoria coinvolgendo 35 scuole di 7 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna). Il programma prevede incontri con testimoni dell’antimafia che promuoveranno, negli istituti scolastici che hanno aderito al progetto, laboratori creativi con l’obiettivo di realizzare materiali originali, podcast, graphic novel in co-creazione con gli studenti, da diffondere a livello nazionale. 

Teatringestazione è partner operativo del Teatro dei Venti, e ha condotto l’attività in Campania, presso l’Istituto comprensivo G. Carducci a Mariglianella NA, l’Istituto comprensivo D. Alighieri a Marigliano NA, l’Istituto comprensivo statale Darmon a Marano di Napoli NA, l’Istitusto comprensivo statale 26° Imbriani – S. A. de’ Liguori a Napoli e il Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II – Garibaldi a Napoli.

I testimoni

Tra i testimoni, Luisa Impastato, nipote di Peppino, assassinato dalla mafia in Sicilia (Il titolo del progetto “Onda pazza” trae spunto proprio dall’attività giornalistica con “Radio Aut” della vittima della criminalità organizzata). Altri rappresentanti dell’antimafia sono: Arianna Mazzotti, nipote di Cristina, vittima innocente della ‘ndrangheta, Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, che nel 1996 venne ucciso dalla camorra dopo la denuncia per racket di due anni prima e Celeste Costantino, che si occupa da sempre di politiche culturali, tematiche di genere, comunicazione e mafie. Inoltre, è vicepresidente di “Una Nessuna Centomila”, la Fondazione che lavora sul contrasto alla violenza sulle donne. Tra i testimoni anche Alessandro Gallo che è parte integrante del progetto con l’associazione Caracò, figlio e nipote di due esponenti importanti della camorra napoletana degli anni ’80, grazie al teatro, capì ben presto da che parte stare, decidendo di tenersi lontano dalla malavita, anzi combattendola attivamente. Uno degli ultimi incontri in ordine di tempo si è tenuto ad Arzano, in provincia di Napoli, dove Beatrice Federico ha incontrato gli alunni dell’Iis “Don Geremia Piscopo”.

Le scuole e le associazioni coinvolte

L’iniziativa, curata da Teatro dei Venti, compagnia teatrale con base a Modena, attiva dal 2005, anche a livello internazionale nella creazione di spettacoli e nella realizzazione di progetti multidisciplinari, ha un partner d’eccezione: il ministero dell’Istruzione – Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico. Le altre realtà coinvolte sono: FNAS – Federazione Nazionale delle Arti in Strada, Stalker Teatro, CRAB Teatro (Piemonte), Teatro Invito, Pandemonium Teatro (Lombardia), Emiliano Valente, Emanuele Di Giacomo, Valentina Virgili (Lazio), ProPositivo (Sardegna), TeatrInGestAzione, Baracca dei Buffoni (Campania), Genìa Labart (Sicilia). La consulenza scientifica e progetto video è a cura di Caracò.

Report e Podcast delle singole attività

Conduzione dei laboratori e postproduzione
a cura di Giovanni Passariello

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “26° IMBRIANI – S. A. DE’ LIGUORINAPOLI
– gruppo misto seconde medie

La Scuola Media S. Alfonso Maria de Liguori ha coinvolto 17 ragazzi e ragazze di seconda media di tre classi diverse. Il gruppo ha ascoltato la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

La reazione e attenzione del gruppo sono state presenti e eterogenee. Ci sono state domande consapevoli, riguardo il pericolo della camorra, le modalità attraverso cui si manifesta e domande più ingenue, quasi come si fosse ancora all’oscuro di questa presenza, nel quartiere Vasto, in cui ha sede la Scuola Media, zona popolare dove le ferite dell’illegalità si perpetuano quotidianamente.

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling puo coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

Il tema principale da cui si è partiti nella costruzione del testo è stato la paura. Grazie all’immaginazione del gruppo si è costruita la visione fantastica di una città metaforica, in cui affrontare la propria paura, insieme, con il coraggio e la solidarietà, diventa un atto di forza, indispensabile per sconfiggere la maledizione che costringe la città a non avere colori ed essere minacciata dalle ombre del potere criminale.

Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II – Garibaldi Napoli
Classe IV E

La IV E del Liceo Classico Vittorio Emanuele ha ascoltato la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

Durante la testimonianza il silenzio è stato sintomo di estrema attenzione mista a curiosità; le domande sono state precise ed empatiche, sia per le cause e sia per gli effetti della vicenda. Il Liceo è nel centro storico di Napoli, la sua posizione geografica non si assolve dalla crudele prevaricazione e manifestazione della Camorra, ma mantiene una sua separazione netta, per motivi economici e sociali. 

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling puo coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di colmare un vuoto conoscitivo, grazie alla visione d’una intervista di uno storico della camorra, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

Grazie alla condivisione di un episodio di violenza realmente accaduto in un quartiere non lontano dal centro, il gruppo ha cominciato a elaborare una storia di finzione il cui protagonista viene imbrigliato nella rete illegale e ricattatoria della Camorra. Il livello di preparazione scolastica ci ha permesso di riflettere e innestare, nel tema della criminalità organizzata, concetti filosofici più ampi e affini alla loro formazione: la hybris e la teodicea su tutte. Rielaborati all’interno del progetto di Onda Pazza, sono stati utili per l’approfondimento dell’argomento e la definizione finale dello script.

Istitusto comprensivo statale Darmon, Marano di napoli NA
Classe IIIA

La III A della Scuola Media Statale DARMON Classico ha ascoltato, insieme ad altre classi e alla presenza di alcune madri invitate alla giornata, la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

La testimonianza ha lasciato tutti i presenti colpiti dal coraggio e dalle parole di Beatrice. Sollecitati ad uscire dalla propria timidezza, i ragazzi hanno cominciato a domandare gli aspetti che hanno caratterizzato l’emotività di quel momento e degli anni successivi.  L’Istituto è sito nella periferia nord di Napoli, un comune particolarmente coinvolto da episodi violenti e tragici come quello testimoniato. Infatti la presenza dei partecipanti al tema era molto consapevole, nelle loro domande la solidarietà era chiara e spontanea, interessata alla condivisione di un tema sempre più delicato.

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling può coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di esplorare le infinite strutture compositive di una storia, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

La classe partecipante è eterogenea, i contesti familiari sono in alcuni casi più fragili rispetto ad altri. Questa disparità ha però trovato una sua comunione collettiva nella creazione, soprattutto grazie a chi inizialmente mostrava un respingimento all’ obiettivo del progetto. Il tema centrale e fondante del loro lavoro è stato la solidarietà di un gruppo di ragazzi che riesce a togliere dalle grinfie della camorra un terreno destinato allo sversamento dei rifiuti. Coinvolgono la cittadinanza, costituiscono un’associazione e trasformano il terreno in un parco – Green Park – per la comunità intera. 

Istituto comprensivo D. Alighieri, Marigliano NA
Gruppo composto da alunni provenienti da diverse classi

Il gruppo della Scuola Secondaria di I° “Dante Alighieri”, di Marigliano, ha ascoltato, insieme ad altre classi, nella Sala Consiliare del Comune, la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

La presenza di più di 50 studenti all’evento si è rivelato molto positivo, sia nell’ ascolto, attento, sia nel momento delle domande, in special modo sulle reazioni della comunità di Torre Annunziata dopo l’omicidio di Raffaele, e sulla ragione che vede Beatrice portare avanti la sua testimonianza. L’Istituto si trova nella provincia napoletana, al centro di lotte intestine tra numerosi clan per il controllo del territorio tra la provincia di Caserta e quella di Napoli. 

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling può coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di esplorare le infinite strutture compositive di una storia, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

Il gruppo è numeroso, molto attento e interessato alle tematiche trattate dal progetto Onda Pazza. È gratificante vedere in loro il desiderio di conoscere sempre più da vicino le modalità e la struttura attraverso cui si forma e agisce un clan camorristico, grazie a questa curiosità il lavoro ne ha beneficiato nella fase di costruzione della storia. L’immaginario creativo finora elaborato attraverso il tempo, lo spazio, i personaggi e l’azione narrativa ha subito deliberatamente una biforcazione distopica: come sarà nel 2040 il nostro mondo senza camorra? Come sarà nel 2040 il nostro mondo con la camorra?

Istituto comprensivo G. Carducci, Mariglianella NA
Classe IIA

Nell’istituto comprensivo “G. Carducci Alighieri” la classe di seconda media, di Mariglianella, ha ascoltato, insieme ad altre classi, la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

Mariglianella è adiacente a Marigliano, il confine che li divide è solo politico-amministrativo, la fragilità di fronte le barbarie della criminalità si indebolisce in egual modo, nonostante la forte rete legale della comunità. Le domande dei ragazzi e delle ragazze hanno sorpreso un po’ tutti, il loro focus si è soffermato sulla forza di Beatrice, come madre, come moglie e come donna. Nonostante la tragedia vissuta è riuscita a fare crescere due bambini, ha continuato a parlare di suo marito affinché nessuno dimenticasse il suo coraggio e combatte, tra mille impegni lavorativi, con diverse associazioni per portare in luoghi di fragilità i valori della sua testimonianza, tra cui la solidarietà.

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling può coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di esplorare le infinite strutture compositive di una storia, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

La classe è molto partecipativa, i studenti si mostrano felicemente coinvolti negli esercizi laboratoriali proposti. Abbiamo esercitato la nostra immaginazione attraversando le immagini e i modi rappresentativi dei camorristi. L’esito della scrittura collettiva ha prodotto differenti storie inventate, in contesti temporali e spaziali differenti. Il podcast conterrà punti di vista e spunti di ascolto variegati.

Consulenza scientifica
Un progetto di

Poietes

Poietes

a cura di Gesualdi | Trono

“Dar da leggere all’altro significa anche lasciar desiderare, o lasciare all’altro il posto di un intervento con il quale potrà scrivere la sua interpretazione: l’altro dovrà poter firmare nel mio testo. Ed è qui che il desiderio di non essere compresi significa semplicemente ospitalità alla lettura dell’altro”

Derrida, Il gusto del segreto, 1997

La lettura comunitaria ad alta voce può dare luogo ad uno spazio di “ri-conoscenza” – intesa come gratitudine, reciprocità, rivelazione, sapere, promessa, incontro, risonanza, comprensione. La pagina del libro si fa casa comune. Le parole ci confortano e allo stesso tempo ci sollecitano domande nuove. Nell’ascolto reciproco si rinnova quel patto poetico che ci chiama tutti alla responsabilità dello sguardo.

A partire dall’analisi del meccanismo di evocazione e apparizione affidato alla parola, che è alla base dell’opera Chorea Vacui e di molte altre opere di Teatringestazione, condividiamo un percorso di creazione, che decontestualizzato dalla sua funzione produttiva, dà luogo ad un incontro inedito, volto a fare della vista una esperienza collettiva. Ci affideremo alla pratica della lettura partecipata, per poi muoverci dal testo allo spazio che ci circonda, dove la parola si fa geometria e la visione si manifesta. Ci eserciteremo alla descrizione del visibile e dell’invisibile. Scopriremo che vedere è scrivere, nominare è creare.

Chiamiamo a raccolta i partecipanti per compiere un gesto atletico collettivo, lanciati a capofitto tra le righe, nello slancio aerobico della voce, portati dal flusso del discorso, rincorrendo le parole; pronti a cambiare andatura, articolando la lunghezza dei passi nella cadenza dei capoversi. E in un ultimo scatto, passare ad altra bocca la testimonianza delle immagini evocate, di un paesaggio nuovo.

L’obiettivo è recuperare la vista, dilatare lo sguardo, stravedere insieme, dare voce agli occhi.

Intendiamo la genesi dell’opera non come atto autarchico, realizzazione di un disegno concepito a priori, ma come disposizione a formulare la domanda viva e impellente che si impone fra gli elementi e le fonti a disposizione.

Nel momento della creazione scenica gli elementi che si offrono nello spazio vengono letti e disposti come parti del discorso in un processo ermeneutico condiviso, che porta a disvelare un livello sempre più articolato e complesso della domanda che sta all’origine della struttura del lavoro.

La parola scritta viene osservata come spazio, dove trovar posto. Tra gli occhi che la scrutano, il fiato che la spinge e la lingua che l’addomestica, si fa statura e corpo il poietès.

Il laboratorio si rivolge ad ogni fascia di età, interesse, esperienza, comunità di cittadini o soggetti fragili, professionisti della scena e non, performer e non.

La sua articolazione e declinazione si adatta al tipo di destinatari, spazi e tempi, da concordare con la struttura ospitante.

Può svolgersi in spazi formali e non, al chiuso o all’aperto.

La durata può condensarsi in una formula intensiva di due o più giorni, o declinarsi in più appuntamenti lungo l’arco di un periodo più lungo.

In accordo con lo spazio ospitante e in sintonia con la sua programmazione, è possibile prevedere o meno un esito aperto al pubblico.

INFO

In due appuntamenti distinti e indipendenti, incontreremo un massimo di 16 partecipanti.
Aperto a chi abbia esperienza anche minima di scena, resistenza fisica e attitudine al movimento.
Non importano l’età, la lingua, la provenienza geografica.


I sessione/ 60 euro
– 23 e 24 aprile, dalle 10:00 alle 17:00


II sessione/ 60 euro
– 28 e 29 maggio, dalle 10:00 alle 17:00

Dove:
La Serra – art & theater nursery
Napoli, vicoletto II Santa Maria ad Agnone


Per iscriversi:
inviare una email a info@teatringestazione.com
Oggetto email: animali lab – sessione (specificare se prima o seconda) – nome e cognome.
Corpo email: breve nota biografica, accompagnata dai dati anagrafici e di contatto.
info@teatringestazione.com
+39 320 0304861

Ad Occhi Aperti

Ad Occhi Aperti – α/ω dream 

«Noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.»

Michelangelo Antonioni

Ad occhi aperti – #sogno A/Ω è un progetto di ricerca che combina cinema e performance: un’operazione cinepoietica partecipata, site-human-specific, che coinvolge le comunità di abitanti di una determinata area urbana, o di un più vasto territorio, nella elaborazione di una performance di live streaming cinema, di lunga durata, e condivide con il pubblico il processo di significazione.

La struttura della performance è specifica ed esclusiva per ogni luogo protagonista della tappa del progetto.

La performance finale si compone di uno o più episodi, disposti lungo una giornata, innestati nello scorrere abituale della vita di un determinato luogo. Lo spazio quotidiano diventa naturale set cinematografico, dove si combinano la dimensione reale e la finzione.

Le riprese si sviluppano lungo un’area definita, all’aperto, e in alcuni interni laddove reso possibile dalla partecipazione dagli abitanti del territorio.

I singoli episodi si presentano come brevi percorsi a piedi che il pubblico segue con un ritmo regolato dall’andamento del piano sequenza. Gli spettatori, camminanti, seguono lo sviluppo del film dal vivo e allo stesso tempo guardano la sua resa cinematografica sugli schermi dei loro dispositivi mobili, grazie allo streaming simultaneo.

Scene riprese dal vivo e scene registrate si compongono in un montaggio istantaneo, restituendo sui dispositivi mobili il film.

Il rapporto tra l’individuo e il paesaggio, naturale, urbano o umano che sia, determina il tema visivo di ogni #sogno. Le storie locali e le memorie personali degli abitanti, nutrono la scrittura di una sceneggiatura site-specific, da mettere in atto con la comunità. L’architettura umana e quella paesaggistica si fondono in una composizione discontinua, ispirata all’innovazione formale introdotta nel cinema da Michelangelo Antonioni, alla cui poetica il progetto si ispira.

L’impianto narrativo si sviluppa secondo quel “neorealismo interiore”, attribuito dai critici francesi alle prime opere di Antonioni. Non una sequenza di avvenimenti, ma uno sguardo che indugia sui silenzi e sull’assenza, sulle conseguenze personali e sugli effetti sociali di un intreccio di esistenze.

La trama emerge come sintomo di accadimenti evocati, collocati in un tempo indefinito, ispirati ad eventi realmente accaduti in seno alla comunità e legati alla memoria storica del luogo, ma decontestualizzati e rielaborati in un soggetto di fantasia. Il particolare e l’universale si combinano nell’alternanza tra profondità di campo e soggettive, in un unico piano sequenza, ad occhi aperti.

Chorea Vacui

Chorea Vacui

L’essenza propria del visibile è di avere un doppio di invisibile in senso stretto, che il visibile manifesta sotto forma di una certa assenza.

Dobbiamo prendere alla lettera quello che ci insegna la visione: che per suo mezzo tocchiamo il sole, le stelle, che siamo contemporaneamente ovunque, accanto alle cose lontane come a quelle vicine, e che perfino la nostra facoltà di immaginarci altrove, di mirare liberamente a esseri reali ovunque essi si trovino, attinge anch’essa alla visione, riutilizza mezzi che ci vengono da essa.

Merleau-Ponty, L’occhio e lo spirito

L’occhio privato di ogni riferimento nello spazio scenico, di fronte alla vertigine del vuoto, affonda nella propria orbita, la vista si ritrae e l’immagine evocata appare.
Lo spettatore è chiamato a prendere parte al processo di costruzione del visibile: un guardare capace di non separare; una frattura nel nostro modo di vedere che sovverte la gerarchia fra soggetto e oggetto facendoci riconoscere corpi fra i corpi, parte “guardante” della materia guardata.

NA-Creature

Na-Creature

Long Play Track

ideazione e cura
Teatringestazione

regia
Gesualdi | Trono

dramaturg
Loretta Mesiti

ambienti sonori e musiche dal vivo
Alessandro Pezzella

regia video
Antonio Arte

assistente alla regia
Giovanni Passariello

photo ©Fondazione Feltrinelli

co-produzione
Fondazione Feltrinelli e Teatringestazione
nell’ambito del progetto Atlante degli immaginari

I nostri bambini partecipano alle lotte dei grandi così come partecipano di fatto alle condizioni dipendenti dalla loro emarginazione. Se possibile, vi partecipano e vi parteciperanno, speriamo, con maggiore coscienza e chiarezza della generazione che li precede. 

La mensa dei bambini proletari – Ombre Rosse – Nuova Serie – n 6 – 1974

Siamo nello sguardo di Dioniso bambino di fronte allo specchio, un attimo prima che i Titani sopraggiungano a sbranarlo. Dove ha luogo la seduzione dell’immagine riflessa. Il dio bambino scorge il suo corpo indistinguibilmente confuso con quanto lo circonda; preda della pulsione vorace, rivelatrice, abbagliante che muove il divenire. 

Cemento e lamiere impastati con cristalli liquidi e panni stesi al “sole mio” seccano la fantasia dei ragazzi di strada, che vivono nelle pieghe asfittiche di una società insufficiente. Si insegue una vita immaginaria, produzione seriale di uno stato di privazione, vuoto da colmare, vita cava, come la Napoli greca. L’immaginario dei ragazzi è inquinato da una sovrabbondanza di immagini di successo, legate all’ostentazione del superfluo, composte in una falsa narrazione, in cui chi non lavora vince, oppure ottiene ciò che vuole con la forza. La percezione di un pericolo incombente porta ad accettare un permanente stato di emergenza: educativa, abitativa, lavorativa, criminale, in virtù del quale si abdica alle proprie libertà piegandosi ad una vita condizionata. Nessuno può dirsi innocente.
La povertà educativa è una precisa strategia politica. Non riguarda soltanto l’insufficienza della scuola, ma l’indifferenza di un intero paese.
Di povertà educativa è morto Ugo Russo, a soli 15 anni: la scuola, impotente, che si abbandona appena si può, un’adolescenza tra lavoretti mal pagati e umilianti, un tentativo di rapina finito in tragedia. 


NA Creature è dedicato ad Ugo, ai ragazzi di Napoli e di tutte le periferie culturali.
Ci uniamo alla voce del Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo e dei suoi familiari, per rivendicare la verità sull’omicidio, e far emergere dopo un anno e mezzo di attesa se gli sia stata applicata una pena di morte senza processo.

ideazione e cura
Teatringestazione

regia
Gesualdi | Trono

dramaturg
Loretta Mesiti

ambienti sonori e musiche dal vivo
Alessandro Pezzella

regia video
Antonio Arte

assistente alla regia
Giovanni Passariello

photo ©Fondazione GianGiacomo Feltrinelli

co-produzione
Fondazione Feltrinelli e Teatringestazione
nell’ambito del progetto Atlante degli immaginari

Atlante degli Immaginari è un progetto di innovazione culturale tra i territori italiani promosso da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, in ascolto dei fermenti creativi più innovativi. Un viaggio che nasce dall’incontro tra le sensibilità artistiche, le urgenze locali e un network di comunità tra le città di Milano Genova, Napoli, Taranto. UN percorso di co-progettazione – con il sostegno di Fondazione Cariplo – che culmina nella messa in scena in anteprima nazionale al festival Welcome to Socotra 2021.

Si ringraziano per il fertile dialogo:

Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo; Bianca Verde (DAMM e Lo sgarrupato); Giuseppe Carini (Mensa dei Bambini Proletari) con Roberto (Cyop&Kaf); Giovanni Laino (Fondatore di AQS – Associazione Quartieri Spagnoli), con Alessandro Pezzella (Educatore – AQS), insieme a Giovanni; Valeria Anatrella (Cooperativa il Grillo Parlante) con Gaetano (Educatore di prossimità – Centro Altra Casa), insieme ai ragazzi Marika, Luca, Anna; Nicola Laieta con Giuseppe di Somma (Maestri di Strada – Associazione Trerrote)