artisti 2024

Theatre for Magdalena (MKD)

ph. Thomas Lenden

My three sisters

Text: Adaptation of A. Chekov’s Three sister with texts by Biljana Radinoska, Ivo Andric
Dramaturgy and stage direction: Biljana Radinoska
Audio-visual and technical collaborator and designer: Nenad Tonkin
Collaborators in development: Liza Sprikovskaya, Nenad Tonkin, Dushica Nastova

Graduation work in production of DasTheatre, part of University of the arts, Amsterdam

Se c’è uno spazio tra l’assenza e il potenziale, è qui che si svolge questa performance. Una meditazione sulla solitudine e il distacco, allo stesso tempo divertente e tragica. Collegando la presenza passiva del pubblico, come si trova nel teatro “classico”, con la sensibilità cechoviana dell’attesa e del desiderio, e l’effetto intorpidente di un trauma familiare che nessuno dei coinvolti sa come affrontare, nemmeno anni dopo.

L’adattamento testuale è intrecciato con testi autobiografici di nuova scrittura, trascrizioni di conversazioni audio dal processo artistico e riferimenti alla drammaturgia di Cechov. Il testo è proiettato per essere letto sopra le teste del pubblico, trasformando i membri del pubblico in personaggi dello spettacolo, creando una performance gestita dalle proiezioni. Queste proiezioni, dai testi ai video di talent show su YouTube, creano una forma direttamente distillata dal contenuto della rappresentazione. Come nella pièce stessa, le relazioni tra i personaggi sono ombreggiate da “chi avremmo dovuto essere” in un misto doloroso di nostalgia e potenziale.

Messo in scena con una serie di strumenti teatrali che stimolano il pubblico a proiettarsi l’uno sull’altro mentre sperimenta di essere proiettato, i processi di alienazione vengono distribuiti e ridistribuiti continuamente, creando un potenziale tangibile affinché un gruppo di estranei diventi una famiglia, felice e infelice a modo suo, come tutte le famiglie.

BIO

Biljana Radinoska è una regista teatrale e drammaturga di Skopje, Macedonia, con sede ad Amsterdam, Paesi Bassi. Dopo aver conseguito il suo Master presso DASTheatre, parte dell’Università delle Arti di Amsterdam (2018), ha fondato Theatre for Magdalena. Approcciando il teatro come un ambiente, Biljana crea formati drammaturgici e tecniche performative in cui i tremori intimi e sociali possono essere esaminati collettivamente. Il suo lavoro si discosta dal teatro di repertorio e consiste nell’espandere la nozione di messa in scena con un particolare interesse per la relazione tra performer e pubblico, intimo e pubblico, soggetto e oggetto; spesso stimolando transizioni tra l’uno e l’altro.

Artemis Chrysostomidou (CYP)

ph. Artemis Chrysostomidou

Manipulation and other romantic stories

Written, Directed by Artemis Chrysostomidou
Music by Lia Stavropoulou
Performed by Leigh Sayers, Lia Stavropoulou, Matina Pergioudaki
Video by Demetra Chrysostomidou

Funded by Frankfurt LAB, Das Musik, Theater und Tanzlabor der Moderne für Frankfurt Rhein Main, Stiftung Polytechnische Gesellschaft Frankfurt am Main, Künstlerhaus Mousonturm, Embassy of Cyprus in Rome and Cyprus Deputy Ministry of Culture

Mentre le società continuano a giustificare la violenza con il pretesto dell’amore, la relazione di una coppia si rivela all’interno di un universo futuristico-barocco. Uno psicologo-DJ aiuta una donna a vedere quanto sia fortunata che suo marito le porga la mano quando devono ballare davanti agli altri o quando distingue i ragni dagli insetti. L’opera esplora la manipolatività della psicologizzazione e l’arroganza della conoscenza senza amore, attraverso una narrazione assurda sulle relazioni che necessitano di una revisione. La pressione sociale, le ideologie e le teorie del complotto coltivate dal patriarcato sono oscurate da una ribellione di testo originale, musica elettronica e canti polifonici, inneggiando all’utilità delle lavatrici o a un dipinto negli Uffizi. Il cambiamento climatico, i femminicidi e la vanità umana stabiliscono la necessità di coltivare uno sguardo teneramente coraggioso sul mondo, influenzando lo spettacolo che ricorda una sessione psichiatrica, un raduno mistico o un manuale, tre anni dopo la sua prima al Frankfurt LAB.

BIO

Artemis Chrysostomidou è una scrittrice e regista teatrale. È stata premiata con il Premio di Stato per la Letteratura (CY) per il suo libro “I cani non abbaiano in Francia | Scultura”. Il suo libro “Oh, quella tua mano” è stato presentato alla Frankfurter Buchmesse (DE) in quanto è stato premiato con il Young Book Designers Award, typog. editing di A.Tzallas. I suoi pezzi originali per il teatro includono “Uova crude” all’Altofest (IT), Espaço da Penha Lisbona (PT); “Manipolazione e altre storie romantiche” FrankfurtLAB (DE); “Mortalità, evviva” EXPOfestival, English Theatre Berlin (DE); “Una guida su come prevenire gli incidenti nella vita quotidiana” BIOS Atene (GR) ecc. Ha collaborato con vari registi e il suo lavoro è stato presentato anche come site-specific, basato sul testo o conferenza a Lettrétage Berlino (DE), FluxIbell Berlino (DE), Temporars, Muzeum Susch (CH), Travers, Copenhagen Contemporary (DK) ecc. Ha ricevuto borse di studio presso O Rumo do Fumo (PT), FrankfurtLAB (DE), Art Stations Foundation Switzerland (CH) e European Theatre Convention (DE/EU).

www.artemischrysostomidou.com
facebook.com/artemis.chrysostomidou
instagram.com/artemis_chrysostomidou

Quotidianacom (ITA)

ph: Angelo Maggio

L’Anarchico non è fotogenico
2° Capitolo della trilogia “Tutto è bene quel che finisce”

by Roberto Scappin e Paola Vannoni
with Roberto Scappin e Paola Vannoni
produced by quotidianacom, Kronoteatro, Armunia/Festival Inequilibrio
in collaboration with con La Corte Ospitale/progetto residenziale
with the support of Regione Emilia Romagna

Il principio di “buona morte”, legato al concetto di fine o accelerazione di una fine certa, si intreccia con le eutanasie negate, riferite non solo al campo medico-scientifico ma anche a quello della politica, della biopolitica e della cultura.
Quale linguaggio può declinare e restituire valore ai tanti bàsta! che vorremmo pronunciare?
Un’esclamazione forte, quasi performativa, a segnare la fine di qualcosa, tracciando il limite della sopportazione. La forza dinamica di questa parola sta proprio nella sua autentica aspirazione a generare una cesura, una frattura fra presente e futuro.
Due cow-boy, poi improbabili danzatori, si affrontano in una partitura dialettico-gestuale dall’efficacia penetrante, incisiva, politica, sollecitando un intelletto disobbediente e operativo, complice un testo che passo dopo passo si oppone all’opinione comune e alle mistificazioni del buon senso.

BIO

Roberto Scappin e Paola Vannoni fondano nel 2003 a Rimini quotidianacom. La ricerca di un proprio linguaggio si intreccia al percorso di produzione dei testi. Nel 2008, con la Trilogia dell’inesistente, la compagnia esprime compiutamente la propria cifra artistica. Il Primo episodio della Trilogia, Tragedia tutta esteriore, vince il premio Stefano Casagrande -Teatri di Vita, Bologna.
Dal 2008 a oggi la compagnia ha prodotto circa venti spettacoli. Nel 2019 la compagnia ha presentato alla Biennale Teatro di Venezia un segmento della propria produzione.
Nel 2021 ha realizzato per Rai Radio3 il radiodramma originale dal titolo Dialogo al limite del volto.
Nel 2022 con Titivillus ha pubblicato i testi della seconda Trilogia Tutto è bene quel che finisce.
Sempre nel 2022 ha vinto il Premio Dante Cappelletti di Tuttoteatro.com con I greci, gente seria! Come i
danzatori.

quotidianacom.it
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Lucía Nacht (ARG)

ph. D. Hoffmann

Political Gesture

Prodotto diretto e interpretato da Lucía Nacht
Light design e drammaturgia degli spazi: Valeria Junquera
Graphic design: Mariana Rovito
Sostenuto da: Reina Sofia Museum, Pradillo Theater, Artea – scenic creation (Spain). National Arts Fund,
Patrocinatoda: Prodanza, National Bicentennial House, Chamber of Deputies of San Juan, National
Theater Institute, Cazadores Foundation (Argentina).

Il Gesto Politico ti invita a costruire, nel tempo presente, altri futuri possibili. Identità multiple si intrecciano per far parte di un corpo collettivo che trova nuove forme di coesistenza come gesto politico: che tipo di mondo vogliamo abitare? Cosa vorremmo trasformare? Come ci auto-organizziamo per passare dal desiderio all’azione? Esercizi di partecipazione democratica, decisioni, utopie e possibilità si svolgeranno durante il nostro tempo insieme. Il pubblico è invitato a essere protagonista costruendo uno spazio comune in modo democratico, rispettando le singolarità. Si tratta di come stare insieme, allenando processi decisionali e di collaborazione attraverso la decisione collettiva. Il potenziale politico risiede nel modo di muoversi e rompere le strutture predefinite senza cadere in binarismi, identificazioni partitiche, ideologiche o dogmatiche. Si tratta di aprire nuovi spazi su ciò che ciascuno considera politico.

BIO

Lucía Nacht è un’artista della performance e coreografa argentina. Indaga le relazioni tra corpo, memoria, territorio, politica e comunità, generando esperienze partecipative che contribuiscono alla costruzione di una società democratica, affettiva e solidale. Ha sviluppato la performance territoriale Monuments in Motion, la conferenza performativa It’s not me, it’s the end of the world, la performance partecipativa Political Gesture, la performance immersiva Spatial Affections e la performance audiovisiva Apparitions. Coordina il laboratorio creativo e la piattaforma virtuale Desiderio fatto Azione: performance e memoria femminista. Ha presentato il suo lavoro in Argentina, Cile, Brasile, Messico, Portogallo, Spagna, Germania, Filippine e Russia. Ha partecipato a festival internazionali come FIBA, Bienal Sesc de Dança, Biennale delle arti performative di Lisbona, Biennale BoCa di arte contemporanea, tra gli altri.

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Dehors/Audela (ITA)

ph. Salvatore Insana

CC – Claude Cahun contre culture

di Salvatore Insana e Elisa Turco Liveri
musica e sound design Giulia Vismara
costumi Lucia Castellana
un progetto Dehors/Audela
prodotto da Ass.Cult.Dello Scompiglio
all’interno della stagione Assemblaggi Provvisori 2016

Una cornice vuota, immersa nell’oscurità. Le molteplici mancate o rimarcate identità di Claude Cahun riemergono come fantasmi da visitare, sembianti di cui fare esperienza. Claude Cahun, scrittrice, fotografa e attrice nata nel 1894 a Nantes, vicina al movimento surrealista, riscoperta solo da pochi lustri, fu un’artista controversa e perseguitata a causa della sua omosessualità e delle sue origini ebraiche. Tutta la sua vita/opera, minata da constanti aggressioni, fu una continua rincorsa all’identità mancata, concepita come resistenza e rivolta nei confronti di qualsiasi identificazione forzata.
Con CC approfondiamo la relazione simbiotica tra Cahun e Marcel Moore, la compagna di vita e di un’arte concepita nella vicendevolezza di ruoli e competenze. E andando oltre, facciamo riferimento agli studi di Barthes sul neutro e sull’informe, alla ricerca di questo “tertium”, occupandoci del neutro non come ciò che annulla i sessi e i generi, ma come ciò che li oltrepassa, sfidando la legge, la grammatica, i paradigmi.

BIO

DEHORS/AUDELA è un collettivo fondato da Elisa Turco Liveri (performer, coreografa) e Salvatore Insana (videomaker, fotografo, regista). In D/A arti visive e arti performative confluiscono nel segno di una ricerca continua, in cui i diversi codici artistici, pur mantenendo una loro specificità, diventano al contempo capaci di generare nuove forme espressive. D/A lavora da sempre sull’indagine dei luoghi di confine, laddove ibrido e indefinito si manifestano. Interstizi del presente, non solo concepiti come luoghi fisici, ma anche come aspetti sociali e antropologici. D/A s’interroga costantemente sulla natura delle immagini e sulle politiche dello sguardo. Negli ultimi anni hanno dato vita, in collaborazione con altri artisti, nel costante tentativo di superamento dei generi, a opere video-teatrali, performance di danza, progetti di ricerca audiovisiva, documentari, lavori di videodanza, installazioni urbane, percorsi d’indagine fotografica e workshops sperimentali.

dehorsaudela.com
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Collettivo Treppenwitz (CHE)

ph: Camilla Parini

Je suisse (or not)

[performance per uno spettatore alla volta]

di e con : Camilla Parini
collaboratori artistici : Francesca Sproccati, Simon Waldvogel
supporto drammaturgico: Jessica Huber
foto e video : Amos Pellegrinelli, Francesca Sproccati
grafica e stampa : Complice Press, Lugano
tecnica : Alessandro Macchi
collaboratrici: Monica Muraca, Anahì Traversi
produzione : Collettivo Treppenwitz
coproduzione: far° Nyon e Südpol Luzern nell’ambito del programma Extra Time Plus
in collaborazione con: LAC Lugano Arte e Cultura, Cima Città, FIT Festival Internazionale del Teatro e
della Scena Contemporanea
con il sostegno di: Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, DECS Repubblica e Cantone Ticino –
Fondo Swisslos, Fondazione Ernst Göhner, Fondazione Landis&Gyr, Fondazione Edith Maryon,
Fondazione Johnson, Città di Lugano, Comune di Agno
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato volontariamente o involontariamente alla creazione del
materiale, a cominciare dalla mia famiglia.

« Mia nonna si divertiva a raccontare bugie, o almeno, a me piaceva pensare che per lei era un divertissement, e che infondo, il suo era solo un modo per raccontare la sua verità. Un giorno mi ha detto : ricordati di cercare l’orso ! Poi in mezzo è passata la vita, e io mi sono dimenticata di tante cose. »
Attraverso una narrazione del ricordo e un incontro uno-a-uno, Camilla Parini compone e scompone un’idea di famiglia, di appartenenza identitaria e di memoria. Siamo ciò che ricordiamo? Quanto è importante il luogo da cui proveniamo? E le storie che ci raccontiamo? Tagliando e ricucendo ricordi fotografici e indossando un costume da orso polare, Camilla condivide una versione inedita della sua storia personale giocando tra il reale ed il fantastico, tra l’incapacità di definirsi ed il bisogno di dirsi.

BIO

Le persone che animano Collettivo Treppenwitz creano un’eterogeneità concorde di individui, pensieri, pratiche ed arti in ambiti espressivi molto diversi. Camilla Parini svolge i suoi primi studi e le sue prime esperienze lavorative in ambito sociale, affascinata soprattutto dalla relazione con persone che leggono il mondo e si esprimono attraverso altri schemi mentali e percettivi. Nel 2009 si sposta a Milano per studiare teatro-danza, pratica che ad oggi non è ancora in grado di definire e forse neanche di comprendere appieno, ma che è stata il punto di partenza per cominciare a costruire/decostruire una sua personale ricerca artistica. Nel 2014 inizia la sua pratica autoriale che si muove tra spettacolo, performance, fotografia ed installazione, ponendo al centro della sua ricerca una riflessione sfaccettata sull’identità e la sua vulnerabilità. Nel 2021 co-crea il movimento “Ticino is burning”, Premio svizzero delle arti scenicche 2022.

collettivotreppenwitz.com
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facebook/collettivotreppenwitz
camillaparini.com
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Ira Brand (DEU)

ph. William van der Voort

Like the party has been cancelled

Lead artist, concept, text & performance: Ira Brand
Sound design: Fernanda Libman
Dramaturgy: Aukje Verhoog
Lighting & technical design: Casper Vriens
Produced by Festival Cement, in co-production with Frascati Producties

“La festa è stata cancellata, e restiamo a casa. Fuori sembra un caos.” Questo è uno spettacolo sul desiderio di portare ordine nel caos e sul desiderio di disruptare l’ordine. Sul desiderio di costruire cose nuove con vecchia roba. È una riflessione sul controllo, sulla perdita di sé e sul desiderio. Esplora i desideri contrastanti di essere al controllo – di avere padronanza, di essere efficaci – e di perdere il controllo – con la sua evocazione di liberazione e libertà. Esplora l’idea che tutto possa essere reinventato, e poi il problema che tutto ci arrivi carico di significato, storia, emozione. Chiede: cosa significa sapere di volere, ma non cosa si vuole? ‘Come se la festa fosse stata cancellata’ è una performance collage dal vivo di corpi tagliati, animali innestati, paesaggi a metà, storie ricomposte, mondi dissezionati. Un viaggio intuitivo, meditativo, di immagini, che cerca di esplodere i propri confini e allagare la stanza. Con te al suo interno.

BIO

Ira è un’artista, scrittrice, regista e curatrice di origini tedesche e cresciuta nel Regno Unito. Si è laureata al Dartington College of Arts in Inghilterra nel 2007 e nel 2019 ha completato il Master in DAS Theatre ad Amsterdam. Realizza performance interdisciplinari dal vivo: spettacoli teatrali solisti, pezzi one-to-one, duetti o lavori partecipativi. Il lavoro di Ira è stato ampiamente presentato a livello internazionale, incluso a Malavoadora Porto; Matadero Madrid; Kanagawa Arts Theatre Yokohama; Festival Theaterformen Braunschweig; Theaterszene Europa Colonia; Arnolfini Bristol; The Yard, Shoreditch Town Hall, The Wellcome Collection e Ovalhouse London; Buzzcut Festival Glasgow; Frascati Amsterdam; Monty Kultuurfaktorij Antwerp; CAMPO Ghent; e The Basement Auckland. Dal 2022 è Associate Maker presso Frascati Producties ad Amsterdam. È anche uno dei Co-Dire

irabrand.co.uk
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Giovanni Onorato (ITA)

ph. Chiara Corradini – setting Ileana Alesi

A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui

ideazione e direzione di Giovanni Onorato
con Giovanni Onorato e Mario Russo
musiche di Mario Russo e Lorenzo Minozzi
disegno luci Fabrizio Cicero
costumi di Chiara Corradini
consulenza alla drammaturgia Claudio Larena e Giulia Scotti
produzione, organizzazione e amministrazione Valentina Bertolino, Silvia Parlani e Grazia Sgueglia
comunicazione Francesco Di Stefano
si ringrazia Daria Deflorian per il prezioso sguardo
vincitore della menzione speciale Premio “tuttoteatro.com” Dante Cappelletti
finalista Biennale College e Premio Alberto Dubito
prodotto da Index Muta Imago e Romaeuropa Festival
residenza produttiva Carrozzerie n.o.t
con il sostegno di Angelo Mai Occupato, Ex-Mercato di Torre Spaccata, Fienile Fluò, Settimo Cielo e
Teatro Biblioteca Quarticciolo

Arduino Luca Degli Esposti era un nostro amico. Diciamo “era” perché una serie di circostanze hanno fatto sì che si gettasse contro un treno in corsa fra le fermate di Fidene e Montelibretti, sulla linea del treno regionale diretto a Fara Sabina, nel Lazio. Arduino era un poeta. Scrivere era l’unica cosa che lo facesse sentire al sicuro, che lo facesse sentire reale. Su uno dei suoi quaderni ha appuntato la frase: “La vita non è quella che si vive, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”. A.L.D.E. è uno spettacolo/concerto sull’impersonalità della poesia, sul farsi voce per l’altro, sull’altro che si fa voce per noi, sul farsi comunità e insieme farsi senso. Ci sembra che la figura del poeta, con il suo efferato bisogno di conoscere e fare esperienza, non può che esserci maestro e fratello, in particolar modo in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la vita sembra tutta da riscrivere.

BIO

Nato a Roma nel 1995, approfondisce il teatro fuori dalle accademie. Fondativo per la sua pratica teatrale è il laboratorio performativo di Adriano Mainolfi, che frequenta per tre anni. Oltre a questo lo sono gli incontri con il teatro di Roberto Latini, Daria Deflorian e Antonio Rezza, la formazione con Massimiliano Civica e il Teatro Valdoca. Nel 2016 si trasferisce a Berlino dove studia danza contemporanea per un anno presso il Tanzfabrik Berlin. Tornato a Roma lavora con Dante Antonelli, Filippo Timi e la compagnia Fettarappa/Guerrieri. Nel 2022 debutta il suo primo lavoro, “Suck my Iperuranio”, nello spazio Carrozzerie n.o.t di Roma dopo aver vinto il bando di produzione #pillole del Teatro Studio Uno. Lo spettacolo arriva in finale al bando Direction Under30. Sempre nel 2022 esce “Questo poco che sono”, il suo primo progetto musicale. Il suo nuovo progetto “A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui” è stato finalista al bando Biennale College e al premio Alberto Dubito, oltre a vincere la menzione speciale del premio “tuttoteatro.com” Dante Cappelletti. Questo lavoro debutta infine al Romaeuropa Festival nel 2023, nella rassegna Anni Luce. Ha organizzato, sempre per il Romaeuropa Festival una serata di poesia intitolata “Ghost Track 1” ed è stato coinvolto dalle compagnie Deflorian/Tagliarini e Muta Imago a far parte del progetto “Index”, con cui ha messo in scena una performance situazionista di fronte alla stazione di Roma Termini intitolata “In una qualunque parte del pianeta”. Sempre con i Muta Imago lavora in “Ashes”, spettacolo vincitore di un premio Ubu, al fianco di Monica Piseddu e Marco Cavalcoli. In questo momento segue il corso alta formazione Malagola, organizzato da Enrico Pitozzi ed Ermanna Montanari. Studia filosofia. Ha lavorato come cameriere, fornaio, detective e autista.

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