Che ne sarà dei fiori

Una suggestione scenica da Donna Rosita Nubile di Federico García Lorca.

 

 

 

Il tempo di Donna Rosita, col corpo a marcire a Granada, e il cuore in volo, appeso a una promessa. E il tempo passa e il progresso ti invecchia, scolora il futuro. Perfino il cemento sfiorisce. Che ne sarà dei fiori? Cosa accadrà il 31 marzo 2013, giorno designato per la definitiva chiusura degli OPG?

Il 26 gennaio 2012 l’aula del Senato, in sede di approvazione del decreto 3074 detto “Svuota carceri” ha approvato un emendamento secondo cui gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Manicomio Criminale), “le cui condizioni offendono la coscienza civile del Paese”, chiuderanno entro il 31/3/2013. Si può leggere nel testo della legge:

Entro il 31 marzo 2013 gli istituti penitenziari già sede di ospedale psichiatrico giudiziario sono definitivamente chiusi o, in alternativa, riconvertiti ad altra funzione penitenziaria.

Il decreto diventa legge il 14 febbraio 2012. Il conto alla rovescia inizia. Alle Regioni, che hanno la competenza in materia sanitaria, restano 12 mesi per dotarsi di nuove strutture capaci di accogliere i degenti. Cosi’ recitava la previsione di spesa:

per il 2012 120 milioni per strutture e 38 milioni per attività, per il 2013 60 milioni per strutture e 55 per attività.

Dalla previsione al primo bilancio il decreto ministeriale e’ fermo in conferenza Stato Regioni con un ritardo ad oggi di 6 mesi, nessun fondo e’ stato stanziato. L’anno 2012 volge al termine e il rischio evidente è che i 158 milioni (120+38) tornino nel bilancio pubblico e vengano destinati ad altri fini.

La data del 31 marzo 2013 si avvicina e la chiusura degli OPG si allontana, inesorabilmente. Per l’articolo 222 del codice penale i ricoverati sono tutti cittadini prosciolti per infermità psichica da un’accusa di reato ma che, in quanto socialmente pericolosi, devono essere sottoposti ad una misura di sicurezza riesaminabile entro due, cinque o dieci anni. Concretamente questo si traduce nell’internamento in un OPG per un tempo potenzialmente prorogabile all’infinito.

 

Il tempo di Donna Rosita si è mescolato con quello della promessa della chiusura definitiva di questi orrori. Ma dopo… cosa resta? Sono pronte le alternative per prendersi cura di queste PERSONE? I manicomi criminali verranno dismessi, ma che ne sarà degli internati?

Tutto questo affaccendarsi passa sulle loro vite senza che essi possano intervenire. L’unica cosa che possono fare è coltivare la speranza, vivere nell’illusione, mentre il corpo continua ad accasciarsi sotto il peso del futuro rubato ad una promessa.

Il lavoro è stato condotto affinché gli internati stessi fossero autori delle scene, delle immagini, dei contenuti di questo studio, cercando di dare loro quella libertà di espressione e visione che gli è negata. Del testo di Lorca hanno mantenuto l’illusione di una promessa a cui credono ancora.

Gesualdi / Trono

 

Che ne sarà dei fiori (2012)
di TeatrInGestAzione, ispirato a Donna Rosita Nubile di F. G. Lorca

itinerario pedagogico, cura della visione
Gesualdi | Trono

con gli internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario F. Saporito di Aversa (CE)