ONDA PAZZA – Il filo della memoria

ONDA PAZZA – Il filo della memoria

ONDA PAZZA – Il filo della memoria,  progetto selezionato dal  bando del Ministero dell’Istruzione “Custodire la memoria delle vittime delle stragi di mafia. Iniziative scolastiche di promozione della legalità”.

Onda Pazza – il filo della memoria” è un progetto del Teatro dei Venti di Modena, che si propone di creare momenti di riflessione e divulgazione sul tema della legalità e della memoria coinvolgendo 35 scuole di 7 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna). Il programma prevede incontri con testimoni dell’antimafia che promuoveranno, negli istituti scolastici che hanno aderito al progetto, laboratori creativi con l’obiettivo di realizzare materiali originali, podcast, graphic novel in co-creazione con gli studenti, da diffondere a livello nazionale. 

Teatringestazione è partner operativo del Teatro dei Venti, e ha condotto l’attività in Campania, presso l’Istituto comprensivo G. Carducci a Mariglianella NA, l’Istituto comprensivo D. Alighieri a Marigliano NA, l’Istituto comprensivo statale Darmon a Marano di Napoli NA, l’Istitusto comprensivo statale 26° Imbriani – S. A. de’ Liguori a Napoli e il Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II – Garibaldi a Napoli.

I testimoni

Tra i testimoni, Luisa Impastato, nipote di Peppino, assassinato dalla mafia in Sicilia (Il titolo del progetto “Onda pazza” trae spunto proprio dall’attività giornalistica con “Radio Aut” della vittima della criminalità organizzata). Altri rappresentanti dell’antimafia sono: Arianna Mazzotti, nipote di Cristina, vittima innocente della ‘ndrangheta, Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, che nel 1996 venne ucciso dalla camorra dopo la denuncia per racket di due anni prima e Celeste Costantino, che si occupa da sempre di politiche culturali, tematiche di genere, comunicazione e mafie. Inoltre, è vicepresidente di “Una Nessuna Centomila”, la Fondazione che lavora sul contrasto alla violenza sulle donne. Tra i testimoni anche Alessandro Gallo che è parte integrante del progetto con l’associazione Caracò, figlio e nipote di due esponenti importanti della camorra napoletana degli anni ’80, grazie al teatro, capì ben presto da che parte stare, decidendo di tenersi lontano dalla malavita, anzi combattendola attivamente. Uno degli ultimi incontri in ordine di tempo si è tenuto ad Arzano, in provincia di Napoli, dove Beatrice Federico ha incontrato gli alunni dell’Iis “Don Geremia Piscopo”.

Le scuole e le associazioni coinvolte

L’iniziativa, curata da Teatro dei Venti, compagnia teatrale con base a Modena, attiva dal 2005, anche a livello internazionale nella creazione di spettacoli e nella realizzazione di progetti multidisciplinari, ha un partner d’eccezione: il ministero dell’Istruzione – Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico. Le altre realtà coinvolte sono: FNAS – Federazione Nazionale delle Arti in Strada, Stalker Teatro, CRAB Teatro (Piemonte), Teatro Invito, Pandemonium Teatro (Lombardia), Emiliano Valente, Emanuele Di Giacomo, Valentina Virgili (Lazio), ProPositivo (Sardegna), TeatrInGestAzione, Baracca dei Buffoni (Campania), Genìa Labart (Sicilia). La consulenza scientifica e progetto video è a cura di Caracò.

Report e Podcast delle singole attività

Conduzione dei laboratori e postproduzione
a cura di Giovanni Passariello

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “26° IMBRIANI – S. A. DE’ LIGUORINAPOLI
– gruppo misto seconde medie

La Scuola Media S. Alfonso Maria de Liguori ha coinvolto 17 ragazzi e ragazze di seconda media di tre classi diverse. Il gruppo ha ascoltato la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

La reazione e attenzione del gruppo sono state presenti e eterogenee. Ci sono state domande consapevoli, riguardo il pericolo della camorra, le modalità attraverso cui si manifesta e domande più ingenue, quasi come si fosse ancora all’oscuro di questa presenza, nel quartiere Vasto, in cui ha sede la Scuola Media, zona popolare dove le ferite dell’illegalità si perpetuano quotidianamente.

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling puo coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

Il tema principale da cui si è partiti nella costruzione del testo è stato la paura. Grazie all’immaginazione del gruppo si è costruita la visione fantastica di una città metaforica, in cui affrontare la propria paura, insieme, con il coraggio e la solidarietà, diventa un atto di forza, indispensabile per sconfiggere la maledizione che costringe la città a non avere colori ed essere minacciata dalle ombre del potere criminale.

Liceo Classico Statale Vittorio Emanuele II – Garibaldi Napoli
Classe IV E

La IV E del Liceo Classico Vittorio Emanuele ha ascoltato la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

Durante la testimonianza il silenzio è stato sintomo di estrema attenzione mista a curiosità; le domande sono state precise ed empatiche, sia per le cause e sia per gli effetti della vicenda. Il Liceo è nel centro storico di Napoli, la sua posizione geografica non si assolve dalla crudele prevaricazione e manifestazione della Camorra, ma mantiene una sua separazione netta, per motivi economici e sociali. 

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling puo coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di colmare un vuoto conoscitivo, grazie alla visione d’una intervista di uno storico della camorra, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

Grazie alla condivisione di un episodio di violenza realmente accaduto in un quartiere non lontano dal centro, il gruppo ha cominciato a elaborare una storia di finzione il cui protagonista viene imbrigliato nella rete illegale e ricattatoria della Camorra. Il livello di preparazione scolastica ci ha permesso di riflettere e innestare, nel tema della criminalità organizzata, concetti filosofici più ampi e affini alla loro formazione: la hybris e la teodicea su tutte. Rielaborati all’interno del progetto di Onda Pazza, sono stati utili per l’approfondimento dell’argomento e la definizione finale dello script.

Istitusto comprensivo statale Darmon, Marano di napoli NA
Classe IIIA

La III A della Scuola Media Statale DARMON Classico ha ascoltato, insieme ad altre classi e alla presenza di alcune madri invitate alla giornata, la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

La testimonianza ha lasciato tutti i presenti colpiti dal coraggio e dalle parole di Beatrice. Sollecitati ad uscire dalla propria timidezza, i ragazzi hanno cominciato a domandare gli aspetti che hanno caratterizzato l’emotività di quel momento e degli anni successivi.  L’Istituto è sito nella periferia nord di Napoli, un comune particolarmente coinvolto da episodi violenti e tragici come quello testimoniato. Infatti la presenza dei partecipanti al tema era molto consapevole, nelle loro domande la solidarietà era chiara e spontanea, interessata alla condivisione di un tema sempre più delicato.

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling può coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di esplorare le infinite strutture compositive di una storia, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

La classe partecipante è eterogenea, i contesti familiari sono in alcuni casi più fragili rispetto ad altri. Questa disparità ha però trovato una sua comunione collettiva nella creazione, soprattutto grazie a chi inizialmente mostrava un respingimento all’ obiettivo del progetto. Il tema centrale e fondante del loro lavoro è stato la solidarietà, attraverso la descrizione di un quartiere di sole case blu in cui la parte sana e legale della città decide di smettere di restare in silenzio e accettare l’illegalità quotidianamente, grazie ai giovani protagonisti della storia.

Istituto comprensivo D. Alighieri, Marigliano NA
Gruppo composto da alunni provenienti da diverse classi

Il gruppo della Scuola Secondaria di I° “Dante Alighieri”, di Marigliano, ha ascoltato, insieme ad altre classi, nella Sala Consiliare del Comune, la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

La presenza di più di 50 studenti all’evento si è rivelato molto positivo, sia nell’ ascolto, attento, sia nel momento delle domande, in special modo sulle reazioni della comunità di Torre Annunziata dopo l’omicidio di Raffaele, e sulla ragione che vede Beatrice portare avanti la sua testimonianza. L’Istituto si trova nella provincia napoletana, al centro di lotte intestine tra numerosi clan per il controllo del territorio tra la provincia di Caserta e quella di Napoli. 

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling può coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di esplorare le infinite strutture compositive di una storia, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

Il gruppo è numeroso, molto attento e interessato alle tematiche trattate dal progetto Onda Pazza. È gratificante vedere in loro il desiderio di conoscere sempre più da vicino le modalità e la struttura attraverso cui si forma e agisce un clan camorristico, grazie a questa curiosità il lavoro ne ha beneficiato nella fase di costruzione della storia. L’immaginario creativo finora elaborato attraverso il tempo, lo spazio, i personaggi e l’azione narrativa ha subito deliberatamente una biforcazione distopica: come sarà nel 2040 il nostro mondo senza camorra? Come sarà nel 2040 il nostro mondo con la camorra?

Istituto comprensivo G. Carducci, Mariglianella NA
Classe IIA

Nell’istituto comprensivo “G. Carducci Alighieri” la classe di seconda media, di Mariglianella, ha ascoltato, insieme ad altre classi, la testimonianza di Beatrice Federico, moglie di Raffaele Pastore, imprenditore ucciso dalla camorra a Torre Annunziata nel 1996. La storia ha inizio nel 1994 quando nel loro negozio due uomini entrano e chiedono una somma di 50 milioni di lire. Raffaele rifiuta di essere vittima di estorsione e denuncia: dopo alcuni mesi i due uomini vengono arrestati. Due anni dopo però altre due persone, appartenenti allo stesso clan: Gallo-Cavalieri, entrano nel negozio e sparano Raffaele e sua madre, il primo muore, la seconda rimane ferita. 

Mariglianella è adiacente a Marigliano, il confine che li divide è solo politico-amministrativo, la fragilità di fronte le barbarie della criminalità si indebolisce in egual modo, nonostante la forte rete legale della comunità. Le domande dei ragazzi e delle ragazze hanno sorpreso un po’ tutti, il loro focus si è soffermato sulla forza di Beatrice, come madre, come moglie e come donna. Nonostante la tragedia vissuta è riuscita a fare crescere due bambini, ha continuato a parlare di suo marito affinché nessuno dimenticasse il suo coraggio e combatte, tra mille impegni lavorativi, con diverse associazioni per portare in luoghi di fragilità i valori della sua testimonianza, tra cui la solidarietà.

La scelta del podcast è stata decisa perché consci di un’ epoca in cui lo storytelling può coinvolgere tutti alla riflessione e all’esplorazione dei temi legalità e memoria in maniera differente, stimolando la loro capacità immaginativa e creativa. Il laboratorio podcast ha permesso loro di esplorare le infinite strutture compositive di una storia, e attivare la propria creatività per la costruzione di un testo collettivo, attraverso letture testuali nuove, utili all’esercitazione e alla scoperta della voce come strumento di trasmissione. 

La classe è molto partecipativa, siamo ancora nella fase di conoscenza e costruzione, ma i partecipanti si mostrano felicemente coinvolti negli esercizi laboratoriali finora proposti. Abbiamo esercitato la nostra immaginazione attraversando le immagini e i modi rappresentativi dei camorristi, usando come punto di innesto fantastico Il Paese dei Balocchi di Pinocchio. I camorristi sono stati allora descritti come asini con tatuaggi, sempre in compagnia del proprio motorino e di catene d’oro. In questo mondo il Paese dei Balocchi ha preso il sopravvento, un mondo bugiardo dove le regole sono solo a favore di chi commette atti illeciti.

Consulenza scientifica
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