Il Corpo Animale

Il Corpo Animale
a cura di Gesualdi | Trono

Il laboratorio è per noi il tempo della conoscenza reciproca, del nutrimento, il tempo dell’onestà, della fragilità; il luogo della cura, dell’allenamento che mira a costruire una presenza che si fonda su una forma di agilità dell’ascolto, sulla ricezione e sulla reazione; un’occasione per riconoscerci e dare luogo a un progetto comune, e forse scoprire di poter condividere nel futuro un tempo più lungo.
L’osservazione e lo studio degli animali e del loro habitat, applicato all’allenamento del performer e al processo di creazione, di composizione, di scrittura di scena, è un elemento diventato costitutivo della ricerca di Teatringestazione: il corpo umano, svuotato del dato biografico, attraversando l’anatomia delle specie esplorate ad esso estranee – accade ad una nuova figura e si fa evento. Accade finalmente di essere un corpo, libero dal possederlo.
Come scrive Roberto Marchesini in Etologia Filosofica (2016): «l’uomo ha un corpo, l’animale è un corpo». In questo essere della figura animale si appare in scena, venendo meno la biografia. Il corpo del performer quindi si fa evento a-storico: se salta è il salto e se parla è la parola. “Incorporare l’animale” è dunque una via verso l’abbandono, l’accadere, per uscire dalla storia e farsi paesaggio.


L’uomo è dopo l’animale. Lo segue. Questo “dopo” della sequenza, della conseguenza, o della persecuzione, non è nel tempo, non è temporale: è la genesi stessa del tempo

J. Derrida, L’animale che dunque sono


Quando un animale compie un movimento, ad esso partecipa il corpo intero nella sua complessità.
Esso si trasfigura già nella proiezione del salto prima ancora di compierlo. Alla stessa interezza deve puntare il corpo in scena. Questo lavoro permette al corpo di esplorare e attraversare delle

anatomie che non gli appartengono, che portate in movimento offrono la possibilità di studiare la spinta propulsiva, la resistenza statica, la capacità reattiva, il respiro che si adatta alle condizioni proprie di ogni specie.
Potremo percepire la forza di gravità distribuita orizzontalmente e non verticalmente, per prendere coscienza del reale peso di ogni parte del corpo ed affinare la propriocezione.
L’indagine sugli animali ci permette dunque di maturare una presenza scenica multi-direzionale, dal carattere sferico, capace di una ricezione più acuta, forte nell’affermarsi nello spazio e agile nel disegnare senso.
Attraverso l’imitazione dell’immagine animale, il corpo si svuota del suo soggetto, per incorporare oltre che un diverso respiro anche una disposizione all’atto, non pensata, fondata su un abitare il corpo nello spazio. Nella pratica, l’imitazione parte dalla visualizzazione per incorporare da principio la postura, poi l’andatura, fino ad arrivare al respiro, poi al verso e dunque alla parola. Un processo che si fonda su un meticoloso adattamento di una anatomia ad un’altra, con tutto ciò che ne consegue: una disposizione del peso inusuale e una articolazione del movimento conseguentemente diversa. Si reimposta la coordinazione tra gli arti superiori e quelli inferiori, accentuando il lavoro sulla spina dorsale, con passaggi frequenti tra condizione verticale e orizzontale. La postura inedita per il corpo del performer influenza la respirazione, che apprende nuovi ritmi e direzioni. La mimesi del corpo animale libera il performer dall’attitudine alla significazione sia della presenza che del gesto, così come del movimento e della relazione con lo spazio e gli elementi che lo definiscono. E’ un lavoro di rinuncia, di abbandono all’altro da sé.


Varcando le frontiere o le fini dell’uomo, giungo all’animale: all’animale in sé, all’animale in me e all’animale che si sente mancante, a quell’uomo di cui Nietzsche diceva pressappoco, non mi ricordo dove, che era un animale ancora indeterminato, un animale mancante di sé

J. Derrida, L’animale che dunque sono

INFO

In due appuntamenti distinti e indipendenti, incontreremo un massimo di 16 partecipanti.
Aperto a chi abbia esperienza anche minima di scena, resistenza fisica e attitudine al movimento.
Non importano l’età, la lingua, la provenienza geografica.


I sessione/ 60 euro
– 23 e 24 aprile, dalle 10:00 alle 17:00


II sessione/ 60 euro
– 28 e 29 maggio, dalle 10:00 alle 17:00

Dove:
La Serra – art & theater nursery
Napoli, vicoletto II Santa Maria ad Agnone


Per iscriversi:
inviare una email a info@teatringestazione.com
Oggetto email: animali lab – sessione (specificare se prima o seconda) – nome e cognome.
Corpo email: breve nota biografica, accompagnata dai dati anagrafici e di contatto.
info@teatringestazione.com
+39 320 0304861