Abbiamo immaginato un’opera, un’opera unica, che si dissemini nel tempo, lasciando intervalli in bianco. Intervalli nei quali proseguire l’azione e maturare la riflessione dentro e fuori la scena: Alto Fragile. Alto Fragile inaugura quindi una nuova pratica teatrale: una pratica teatrale che non ambisce alla realizzazione di uno spettacolo finito, ma si propone di condividere con il pubblico il tempo e lo spazio della ricerca.

 

 

 

 

 

 

Abbiamo immaginato un’opera, un’opera unica, che si dissemini nel tempo, lasciando intervalli in bianco. Intervalli nei quali proseguire l’azione e maturare la riflessione dentro e fuori la scena: Alto Fragile. Alto Fragile inaugura quindi una nuova pratica teatrale: una pratica teatrale che non ambisce alla realizzazione di uno spettacolo finito, ma si propone di condividere con il pubblico il tempo e lo spazio della ricerca.

ALTO FRAGILE è un dispositivo per artisti in residenza e spettatori attivi. Il progetto è l’ESPOSIZIONE PUBBLICA DELL’INGRANAGGIO CHE MUOVE UN CORPO IN STATO DI CREAZIONE, dell’opera che si fa corpo sotto lo sguardo del pubblico.

Esso si basa sulla condivisione tra artisti e spettatori del processo creativo e dello spazio che lo ospita, affinché si possa costruire una memoria comune intorno alla nascita di un’opera, al meccanismo umano che l’ha generata, che crei un’affezione e generi una nuova curiosità verso i linguaggi della scena contemporanea, affinché si possano superare le distinzioni di genere. Sentiamo il bisogno di ricostruire una lingua comune. Per questo abbiamo creato ALTO FRAGILE, affinché ogni spettatore potesse apprendere la grammatica della scena contemporanea, imparare una nuova lingua che è destinata sì a una continua mutazione, ma che nel suo incedere può divenire riconoscibile al passo.