AltofestWebRadio_it

AltofestWebRadio

RADIO LEIB si fa dimensione sonora di ALTOFEST 2022, accompagnando la programmazione con interviste, testimonianze audio, dirette radio dagli eventi e registrazioni in differita. La cura del palinsesto è affidata a Giovanni Passariello. Inoltre, la redazione 2022 accoglie un gruppo di cittadini donatori di spazio, grazie ad un percorso di formazione sostenuto dal programma IETM Local Journeys for Change.

15 MERCOLEDI’

18:30 – 22:00
PEOPLEofALTOFEST TALKS + CONGIUNZIONE
In dialogo con Maurizio Alampi e Claudia Fabris

Agorà – “Se ti dico Economia”
Assemblea del popolo di Altofest

Texture / I Sessione – “Il Pane e le Rose”
Incontro e confronto tra esperti e professionisti della cultura

Pratiche Poetiche di Congiunzione tra economia e poesia

16 GIOVEDI’

10:30 – 11:00 – BEAT-BANG
Antonino Talamo ci guida in un drum-circle mattutino, partecipato. Un percorso ritmico creato per il Popolo di Altofest, che risveglia l’energia collettiva attraverso le percussioni corporali, attivando il nostro corpo musicale.

11:05 – IPERSPAZI
Dove siamo stati, dove siamo, dove saremo.

12:10 – OTTICHE INTERNE: La Mappa del Cuore di Lea Melandri in VR
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

12:30 – INTRAVISTAA/R: Valeria Caboi & Manuel Pinheiro
Cronaca dell’arrivo: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

13:30 – 15:30 – TEXTURE RADIO CHAT / II SESSIONE – “Il Pane e le Rose”
Incontro e confronto tra esperti e professionisti della cultura, in dialogo con Maurizio Alampi e Claudia Fabris.

17:15 –  INCONTROVERSO: Roberto Corradino (Diario di Pinocchio)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

17:30 – SALISCENDI
In movimento verso le altrui scale.

18:40 – INTRAVISTA. A/R: Valeria Caboi & Manuel Pinheiro
Cronaca di ambientamento: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.
 
20:40 – INCONTROVERSO: YOTAM PELED & CHIARA OREFICE (Migrena2X2)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

SOMEWHERE OVER THE NITE

INTRAVISTAA/R: GIORGIA LOLLI
Cronaca dell’arrivo: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

INTRAVISTA. A/R: GIORGIA LOLLI
Cronaca di ambientamento: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

L’AMARO DELL’ECONOMIA
Pratica dialogica e poetica a cura di Maurizio Alampi

17 VENERDI’

10:30 – 11:00 BEAT-BANG
Antonino Talamo ci guida in un drum-circle mattutino, partecipato. Un percorso ritmico creato per il Popolo di Altofest, che risveglia l’energia collettiva attraverso le percussioni corporali, attivando il nostro corpo musicale.

11:05 – IPERSPAZI
Dove siamo stati, dove siamo, dove saremo.

13:10 – INCONTROVERSO: ATELIERSì ( La Mappa del Cuore di Lea Melandri in VR)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

14:10 – OTTICHE INTERNE: Diario di Pinocchio
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

14:00 – 16:00 – VOICE OVER
Conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola.

16:10 – CLOSE TO ME
Centro di lettura geografica. Interviste raminghe per misurare punti di partenza, senza arrivo.

16:35 – SALISCENDI
In movimento verso le altrui scale.

17:30 – INTRAVISTAA/R: Amalia Franco
Cronaca dell’arrivo: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

18:00 – IO-MONDO
Gli artisti declinano il tema di Altofest 2022.

18:40 – OTTICHE INTERNE: Nulla Concreto
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

19:40 – INTRAVISTA. A/R: Amalia Franco
Cronaca di ambientamento: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

SOMEWHERE OVER THE NITE

INCONTROVERSO: Barletti/Waas (Antigone una tragedia da camera)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

L’AMARO DELL’ECONOMIA
Pratica dialogica e poetica a cura di Maurizio Alampi

18 SABATO 

10:30 – 11:00 BEAT-BANG
Antonino Talamo ci guida in un drum-circle mattutino, partecipato. Un percorso ritmico creato per il Popolo di Altofest, che risveglia l’energia collettiva attraverso le percussioni corporali, attivando il nostro corpo musicale.

11:05 – IPERSPAZI
Dove siamo stati, dove siamo, dove saremo.

12:00 – IO-MONDO
Gli artisti declinano il tema di Altofest 2022.

13:00 – INTRAVISTAA/R: Barletti / Waas
Cronaca dell’arrivo: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

13:40 – INTRAVISTA. A/R: Barletti / Waas
Cronaca di ambientamento: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

13:50 – OTTICHE INTERNE: Antigone una tragedia da camera
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

14:10 – NEW LOOK NEW WORLD: Diario di Pinocchio
Incontro con l’altro: cosa vede chi entra per la prima volta in AltoFest.

14:00 – 16:00 – VOICE OVER
Conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola.

17:00 – SALISCENDI
In movimento verso le altrui scale.

18:40 – OTTICHE INTERNE: Migrena 2X2
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

20:10 – INCONTROVERSO: Amalia Franco (Esercizi per scomparire)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

SOMEWHERE OVER THE NITE

INCONTROVERSO: Giorgia Lolli (Eufemia, solo)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

L’AMARO DELL’ECONOMIA
Pratica dialogica e poetica a cura di Maurizio Alampi.

19 DOMENICA 

10:30 – 11:00 BEAT-BANG
Antonino Talamo ci guida in un drum-circle mattutino, partecipato. Un percorso ritmico creato per il Popolo di Altofest, che risveglia l’energia collettiva attraverso le percussioni corporali, attivando il nostro corpo musicale.

11:05 – IPERSPAZI
Dove siamo stati, dove siamo, dove saremo.

12:00 – INTRAVISTAA/R: Vöcks de Schwindt
Cronaca dell’arrivo: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

14:10 – OTTICHE INTERNE: On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

14:30 – INTRAVISTA. A/R: Vöcks de Schwindt
Cronaca di ambientamento: come cambiano le case attraverso la presenza dell’artista.

14:00 – 16:00 – VOICE OVER
Conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola

17:00 – CLOSE TO ME
Centro di lettura geografica. Interviste raminghe per misurare punti di partenza, senza arrivo.

17:30 – SALISCENDI
In movimento verso le altrui scale.

18:00 – IO-MONDO
Gli artisti declinano il tema di Altofest 2022.

18:40 – OTTICHE INTERNE: Esercizi per scomparire
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

20:10 – OTTICHE INTERNE: Eufemia, solo
Incursioni tra il pubblico: approfondimenti e immaginari condivisi post spettacolo.

SOMEWHERE OVER THE NITE

INCONTROVERSO: VÖCKS DE SCHWINDT (On the first night we looked at night – Los Alemanes del Volga)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

INCONTROVERSO: VALERIA CABOI & MANUEL PINHEIRO (Nulla Concreto)
Disorientamenti post performance in dialogo con gli artisti.

L’AMARO DELL’ECONOMIA
Pratica dialogica e poetica a cura di Maurizio Alampi.

Media 2022

ImmaginaAscoltaGuardaLeggiPensa

Diario fotografico
di Vicky Solli

Quale possibile racconto fotografico per Altofest?

Ho iniziato a guardare in Altofest per caso e poi per gioco, giocando sempre più seriamente. Ho scoperto cose del mondo e di me stessa, sondato limiti e confini, ho capito che posso sempre mettermi in gioco e in dubbio, soprattutto con la fotografia.
Ad ogni edizione ho imparato che negli scatti restituiti di quest’esperienza di attraversamento – personale e collettivo – coesistono senza mai annullarsi la bellezza dei gesti e degli eventi, l’intuizione e la meraviglia, ma anche – e non poco – i miei timori, le più piccole e grandi fragilità.
Altofest insegna a cedere. Accoglienza è ritirarsi, dare luogo all’altro.
Mi auguro sempre che ogni immagine possa essere un frammento in costruzione per chi voglia fermarsi a guardare o ricordare, parte infinitesima di un immaginario condiviso che si alimenta passo dopo passo (ad Altofest, si sa, è il movimento ad essere pubblico), una porta d’ingresso in più per chi voglia farvi parte, una finestra in cui affacciarsi per chi è lontano, ma sempre “rivolto” con lo sguardo.
Spero che questo racconto per immagini possa essere per voi, come lo è per me ad ogni edizione, un mondo da esplorare, quasi una cartografia, una mappa della nostra esperienza.

Ad ognuno di voi, #peopleofaltofest, grazie.
Vicky

Giorno I

Giorno II

Giorno III

Giorno IV

Giorno V

Video Diario
di Antonio Arte

Da Altofest si esce a pezzi, fisicamente e spiritualmente. Mi ripropongo di tornarci preparato, mi concedo al tempo, agli eventi, agli incontri, ai luoghi, alle parole, alle immagini della città di Altofest. Ogni anno credo di aver catturato, tramite la macchina da presa, una parte di storia degli abitanti poetici d’alta quota. In fase di montaggio mi accorgo che non è così, ancora una volta sono costretto ad incollare i pezzi e ridisegnare i limiti, ogni anno sempre più in su verso la città sospesa.

Il Foglio del Fest

Il Foglio del Fest a cura di Silvia Mei e Loretta Mesiti, raccoglie questioni di natura estetica aperte alla comunità degli spettatori.

Visual Thinking
di Ilaria Garzillo

Agorà + Texture

Voice Over

Altofest 2022 Web Radio

by Marina Galzignato, Paola Silverii, Pina Lanna, Sofia Mbow, Enrico Voccia, Giovanni Passariello, Pippo Pirozzi

▼ Read More
▲ Read Less

PROGRAMMA 2022

Ingresso

Ingresso gratuito
Prenotazione obbligatoria (posti limitati).

Vi preghiamo di prendere nota che il programma del fest si svolge in luoghi informali, per cui non sempre sarà possibile sedersi, o rivendicare l’assegnazione di un posto a sedere. Potrà dunque accadere di dover restare in piedi, o di sedersi a terra.

Liberatoria

Il Fest è documentato con foto e video.

Gli spettatori sono consapevoli che Altofest è documentato con foto, video e registrazioni audio, prendendovi parte, quindi, acconsentono tacitamente ad essere filmati, fotografati e registrati in qualità di pubblico. Tutto il materiale potrà essere usato a scopi promozionali, compresa la loro diffusione sul web, senza che nessuno possa reclamarne diritti o corrispettivi economici.

Prenotazioni

Le prenotazioni sono raccolte via email info@altofest.net o WhatsApp
+39 320 0304861, oggetto [prenotazione].
Vi preghiamo di arrivare nel luogo degli spettacoli almeno 10 minuti prima dell’inizio dell’evento. La vostra collaborazione aiuterà lo staff di Altofest a garantire la migliore organizzazione.

IL VADEMECUM DI ALTOFEST / Consigli pratici per vivere una migliore esperienza di Altofest

In quanto atto poietico ed esercizio politico, Altofest si partecipa, non si consuma. Gli spettatori sono dunque parte attiva e responsabili della sua riuscita, quanto gli organizzatori, i cittadini donatori di spazio, gli artisti, gli operatori culturali, grazie ai quali Altofest può accadere ed essere gratuitamente offerto in dono.

Con questo in mente, porta con te:

Scarpe comode: aperte o chiuse a tua scelta, devono essere pronte a scalare la cima della Pedamentina così come a scendere nelle profondità della Sanità.

Foulard: proteggi le tue spalle dal sole e dai cambi di temperatura improvvisi.

Occhiali da sole: sei a Napoli, a Giugno!

Una bottiglia d’acqua, un ventaglio, crema solare se hai una pelle delicata, caramelle per i cali di zucchero.

Vestiario: riassumendo, sbalzi di temperatura, salite e discese, sedute improvvisate, saranno all’ordine del giorno. L’unico dress-code è il senso pratico (di quello estetico non dubitiamo).

Cellulare: Consulta il programma e i percorsi.Resta in contatto con la rete Altofest, per tutto il corso del festival e oltre, ma ricordati di tenerlo rigorosamente spento (spento! Non silenzioso…) durante le performance. Mantieni aperta una finestra web sul sito di Altofest, ti aiuterà a consultare in tempo reale le schede degli artisti, i percorsi e le mappe dei luoghi.

PROGRAMMA

15 June

18:30>
>22:00

PEOPLEofALTOFEST TALKS + CONGIUNZIONE

PEOPLEofALTOFEST TALKS + CONGIUNZIONE
In dialogo con Maurizio Alampi e Claudia Fabris

Agorà – “Se ti dico Economia”

Assemblea del popolo di Altofest

Texture / I Sessione – “Il Pane e le Rose”

Incontro e confronto tra esperti e professionisti della cultura

Pratiche Poetiche di Congiunzione tra economia e poesia

Riot Studio
Via San Biagio Dei Librai, 39

16 June

10:30>
>11:00

Beat-Bang

Drum-circle di percussioni corporali

Antonino Talamo

via E. de Marinis, 4

10:30>
>12:00

12:00>
>13:30

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR
Ateliersi

Vico Tronari

12:30>
>13:00

proiezione del film

Dispatches from 202X
di Giuseppe Valentino

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

13:30>
>15:30

Texture Radio Chat / II sessione da remoto

Incontro e confronto tra esperti culturali a cura di Maurizio Alampi e Claudia Fabris

Pic nic

Il picnic è una pausa condivisa per pranzare e discutere insieme.

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

15:30>
>17:00

Diario di Pinocchio 20202065 #Napoli
Roberto Corradino & Reggimento Carri | Teatro

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

18:00>
>18:30

Nulla Concreto
Valeria Caboi & Manuel Pinheiro

Piazzetta Crociferi, 2

19:30>
>20:30

migrena2x2

a phygital experiment between Berlin and Naples

Peled / Orefice

Vico Lammatari, 26

19:30>
>21:00

Antigone
una tragedia da camera
Barletti / Waas

Via Francesco Saverio Correra, 70

21:30>
>22:00

Eufemia, solo
Giorgia Lolli

Via E. De Marinis 10

22:00>

Afterfest

per rilassarsi e condividere l’esperienza
quotidiana di Altofest

Sciò – Drink and Food 

Vico buongiorno, 1

17 June

10:30>
>11:00

Beat-Bang

Drum-circle di percussioni corporali

Antonino Talamo

via E. de Marinis, 4

10:30>
>12:00

12:00>
>13:30

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR
Ateliersi

Vico Tronari

12:30>
>14:00

Diario di Pinocchio 20202065 #Napoli
Roberto Corradino & Reggimento Carri | Teatro

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

14:00>
>16:00

Pic nic

Il picnic è una pausa condivisa per pranzare e discutere insieme.

 
Voice Over

conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

16:00>
>16:30

proiezione del film

Dispatches from 202X
di Giuseppe Valentino

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

16:00>
>17:30

17:30>
>19:00

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR
Ateliersi

Vico Tronari

18:00>
>18:30

Nulla Concreto
Valeria Caboi & Manuel Pinheiro

Piazzetta Crociferi, 2

19:00>
>19:30

Esercizi per scomparire
Amalia Franco

Via Depretis, 145

20:00>
>21:30

On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga
Vöcks de Schwindt

Via Sanità, 6

20:30>
>22:00

Antigone
una tragedia da camera
Barletti / Waas

Via Francesco Saverio Correra, 70

22:00

Afterfest

per rilassarsi e condividere l’esperienza
quotidiana di Altofest

Sciò – Drink and Food 

Vico buongiorno, 1

18 June

10:30>
>12:00

12:00>
>13:30

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR
Ateliersi

Vico Tronari

12:00>
>13:30

Antigone
una tragedia da camera
Barletti / Waas

Via Francesco Saverio Correra, 70

12:30>
>14:00

Diario di Pinocchio 20202065 #Napoli
Roberto Corradino & Reggimento Carri | Teatro

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

14:00>
>16:00

Pic nic

Il picnic è una pausa condivisa per pranzare e discutere insieme.

 
Voice Over

conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

16:00>
>16:30

proiezione del film

Dispatches from 202X
di Giuseppe Valentino

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

16:00>
>17:30

17:30>
>19:00

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR
Ateliersi

Vico Tronari

17:30>
>18:30

migrena2x2

a phygital experiment between Berlin and Naples

Peled / Orefice

Vico Lammatari, 26

19:00>
>20:30

On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga
Vöcks de Schwindt

Via Sanità, 6

19:30>
>20:00

Esercizi per scomparire
Amalia Franco

Via Depretis, 145

21:00>
>21:30

Eufemia, solo
Giorgia Lolli

Via E. De Marinis 10

21:00>
>22:00

migrena2x2

a phygital experiment between Berlin and Naples

Peled / Orefice

Vico Lammatari, 26

22:00

Afterfest

per rilassarsi e condividere l’esperienza
quotidiana di Altofest

Sciò – Drink and Food 

Vico buongiorno, 1

19 June

10:30>
>11:00

Beat-Bang

Drum-circle di percussioni corporali

Antonino Talamo

via E. de Marinis, 4

10:30>
>12:00

12:00>
>13:30

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR
Ateliersi

Vico Tronari

11:30>
>12:00

Eufemia, solo
Giorgia Lolli

Via E. De Marinis 10

12:30>
>14:00

On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga
Vöcks de Schwindt

Via Sanità, 6

14:00>
>16:00

Pic nic

Il picnic è una pausa condivisa per pranzare e discutere insieme.

 
Voice Over

conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola

UOSM ds.29 – Centro Salute Mentale Via Santa Maria Antesaecula, 49

18:00>
>18:30

Esercizi per scomparire
Amalia Franco

Via Depretis, 145

18:00>
>18:30

Nulla Concreto
Valeria Caboi & Manuel Pinheiro

Piazzetta Crociferi, 2

19:30>
>20:00

Eufemia, solo
Giorgia Lolli

Via E. De Marinis 10

19:30>
>21:00

On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga
Vöcks de Schwindt

Via Sanità, 6

21:30>
>22:00

Nulla Concreto
Valeria Caboi & Manuel Pinheiro

Piazzetta Crociferi, 2

21:30>
>22:00

Esercizi per scomparire
Amalia Franco

Via Depretis, 145

22:00

Afterfest

per rilassarsi e condividere l’esperienza
quotidiana di Altofest

Sciò – Drink and Food 

Vico buongiorno, 1

COMUNITA’ DI RICERCA 2022

COMUNITA’ DI RICERCA

La Comunità di Ricerca (Co.R) rappresenta uno spazio permanente di riflessione e ricerca interdisciplinare organicamente legato ad Altofest, coordinato da Loretta Mesiti.

Nell´ambito della Co.R autori, ricercatori e studiosi, portatori di molteplici prospettive e competenze, sono invitati a condividere pratiche riflessive e ad animare spazi di discussione attraverso cui elaborare le questioni estetiche, poetiche e politiche sollevate dal fest.
I percorsi e le attività della Comunità di Ricerca precipitano in diversi formati e in materiali che conservano memoria delle relazioni, dei vissuti e dei processi cui il dispositivo dà luogo.
Si sedimenta così il tracciato di un discorso corale che evolve assieme all’opera di Altofest.

Forme di un pensiero “fuori posto”

Nell’ambito di Altofest il pensiero risulta dislocato, esposto, messo in movimento, prossimo dell’azione, agito su un territorio di confine che mette in dialogo agire, pensare, creare, riunendo spesso in una medesima conversazione o in un medesimo dibattito studiosi, artisti, cittadini.

Come l’artista in programma lavora fuori dalla sua “comfort zone”, sperimentando l’evolversi dei propri processi in territorio straniero, innestando il proprio lavoro nel cuore del quotidiano domestico del donatore, così anche ai ricercatori che animano le attività della Co.R viene richiesto di ri-leggere il proprio sapere alla luce dell’ esperienza di cittadini e artisti coinvolti e di tradurre le questioni che animano le proprie ricerche all’interno di un discorso corale che coinvolge le voci di tutti coloro che partecipano al fest.

Le attività

Il Foglio del Fest

Concepito come una guida estetica che combina l’approccio teorico con le proposte artistiche in programma.

Edizione 2022

Voice-over

Conversazioni con gli artisti a cura di Rosa Coppola.
Le conversazioni si terranno presso il Centro Salute Mentale in via Santa Maria Antesaecula nel cuore del quartiere Sanità, durante un momento conviviale in cui è possibile consumare il proprio pranzo a sacco in un picnic collettivo, la comunità del Fest si riunisce per ascoltare le riflessioni estetiche che gli artisti lasciano emergere analizzando il proprio lavoro.  La conversazione è aperta e trasmessa via web radio.

Agorà

Un’assemblea aperta con la comunità di Altofest

Introdotta e moderata dai membri della CoR.

TEXTURE_IT_2022

IL PANE E LE ROSE

Economie Ribelli

“Se hai due pani, vendine uno e compra dei fiori, perché il pane è cibo per il corpo, ma i fiori sono cibo per la mente.”

— Galeno di Pergamo, III sec. d.C.

“[…] pane e rose, il necessario e il superfluo, una società dove si mangia meglio e di più (non solo pane), dove si lavora meglio e di meno, ma anche una società dove si è più felici, realizzati, liberi”.

— Karl Marx, XIX sec. d.C.

Da Galeno a Marx, dalle fabbriche di Lawrence alla poesia di James Oppenheim, dal Medioevo ai nostri giorni, “il pane e le rose” è un binomio auspicabile per una dimensione umana, sociale e politica dignitosa. Ne sentiamo tutt’oggi il forte richiamo. Laddove si intenda il lavoro culturale come sovversivo di una logica capitalistica, fioriscono economie ribelli, che danno vita a progetti ibridi, diversamente sostenibili, generativi, sorgivi.
L’ultimo decennio ha visto mettere in discussione i consueti formati nominati come festival, favorendo sperimentazioni di portata “politica”, amplificate dalle crisi nelle quali siamo immersi. Processi creativi che, attraverso la ricerca di un nuovo rapporto fra artisti, pubblico e comunità, mirano ad attivare nuovi diritti di cittadinanza, individuando nel presente tracce di futuri possibili. Pretendere il Pane (il necessario, una vita dignitosa per tutti) e le Rose 

(tutto quello che non riguarda la pura sopravvivenza e che spesso è quello che rende la vita degna di essere vissuta), ci sembra ancora una sintesi perfetta per qualsiasi inevitabile divenire che si desideri poetico e non soltanto necessario.

Questi i temi che affronteremo durante Texture, piattaforma di incontro e confronto tra esperti culturali, programmatori e progettisti; che in questa edizione si sviluppa in due sessioni e due forme di incontro differenti, dal vivo e in remoto.

Il 15 giugno alle ore 19:30, presso il RIOT Studio, in continuità con l’Agorà – assemblea cittadina del popolo di Altofest, che inizierà alle 18:30.
In questa sessione, riteniamo essenziale l’ascolto reciproco e la contaminazione degli ambiti di discussione, così come l’incontro che si vuole tentare tra professionisti e cittadini.

Il 16 giugno alle ore 13:30, presso la UOCSM ds. 29 (unità operativa complessa di salute mentale) di Via Santa Maria Antesaecula, 34, in Radio Chat e dal vivo, durante il consueto Picnic di comunità.
Questa seconda sessione sarà aperta alla partecipazione da remoto, attraverso un collegamento Telegram.

Entrambi gli incontri saranno trasmessi in diretta su Radio Leib.

La tessitura dei dialoghi è affidata a Maurizio Alampi e a Claudia Fabris, che stanno sviluppando una ricerca su “Le economie di Altofest”, nell’ambito di Congiunzione – una pratica dialogica e poetica, che invita gli artisti delle passate edizioni di Altofest a tornare ad abitare la comunità, attivando dispositivi poetici di indagine e discussione sui principi fondativi dell’Altofest. 
Invitiamo pertanto coloro che in qualità di professionisti ed esperti volessero partecipare ad una o ad entrambe le sessioni dal vivo, o da remoto soltanto per la seconda, ad inviarci le proprie disponibilità all’indirizzo info@altofest.net, indicando:
Nome
Cognome
Progetto e/o Organizzazione
Luogo di provenienza
Tipo di partecipazione, se dal vivo il 15 e/o il 16 giugno; oppure da remoto il 16 giugno.

Gli incontri saranno in italiano, accompagnati da facilitazione linguistica in inglese.


Visual thinking a cura di Ilaria Garzillo


artisti2022

ARTISTI

migrena2x2 / a phygital experiment between Berlin and Naples

Yotam Peled & the Free Radicals + Chiara Orefice (DE / IT)
Yotam Peled & the Free Radicals + Chiara Orefice (DE / IT)  migrena2x2 / a phygital experiment between Berlin and Naples Altofest
Ph. Valentin Braun

Una sperimentazione inedita tra Berlino e Napoli: una residenza “ibrida” in collaborazione con Chiara Orefice, performer di base a Napoli, alla quale Yotam Peled “trasmetterà” a distanza la sua performance. Durante i giorni di residenza, Yotam e Chiara lavoreranno in video chiamata zoom affinchè Chiara possa accogliere nella sua casa e nel suo corpo la performance “migrena2x2” di Yotam. Insieme ricostruiranno la performance, cercando un modo per Yotam di essere presente durante le repliche in calendario, aperte al pubblico. Quindi l’esperimento si basa sulla possibilità di essere presenti anche se a distanza. In questo esperimento, il concetto di ospitalità si estende anche al corpo dell’artista locale, che “ospita” la performance, prestando a Yotam il suo corpo, la sua voce, la sua abilità e la sua presenza nello spazio domestico. Il corpo di Chiara ospiterà la coreografia e la drammaturgia; lo spazio domestico ospiterà un nuovo modo di incontrarsi:”phygital” (fisico-digitale). La presenza “digitale” di Yotam a distanza, in diretta (e non registrata), sarà essenziale durante la performance; significherà ridurre la distanza geografica tra Italia e la Germania.

migrena2X2 è una performance ibrida che esiste in uno spazio confinato, fatto di frammenti di memoria, attraverso la sospensione e la manipolazione degli oggetti. È un’interpretazione astratta e contemporanea della storia del Giona biblico, che incarna la nozione di profezia esplorando il subconscio, affrontando traumi e fantasie. Il fardello del performer è incarnato dalle kettlebell, e il suo liberarsi si svolge attraverso un rituale – tra una preghiera e un delirio. Un’intensificazione di schemi di movimento selvaggi fa sì che il corpo lentamente si decostruisca, si scomponga, si sciolga e si arrenda per risvegliare un materiale astratto, un insieme di arti e organi che divorano lo spazio, facendo emergere spazi e superfici nascoste, raggiungendo la catarsi e infine il riconoscimento di sé.

Lavoro originale di Yotam Peled
Rivisitato con Chiara Orefice
Project management & distribution: Laia Montoya / TINA agency
Produzione: Sofia Fantuzzi
Documentazione: Valentin Braun
Con il supporto di Fonds Darstellende Künste sovvenzionato dal Federal Government Commissioner for Culture and the Media, Collider AIR / Contemporary Calgary, e Goethe Institute.


Yotam Peled & the Free Radicals + Chiara Orefice (DE / IT)

Yotam Peled è nato in Israele nell’89 e fin da bambino ha coltivato le belle arti, l’atletica e la capoeira. All’età di 21 anni, dopo aver terminato il servizio militare, ha iniziato a danzare e successivamente ha seguito una formazione superiore in circo contemporaneo. Nel 2015 si è trasferito a Berlino e da allora ha lavorato come interprete freelance con diversi coreografi europei, oltre a creare il proprio lavoro coreografico, che ha girato in tutto il mondo e ha ricevuto diversi premi. Insieme all’ensemble “Yotam Peled & the Free Radicals”, è stato artista residente in “THINK BIG” / TANZtheater International festival di Hannover, TalentLAB#19 / Grand Theater Luxembourg, Choreographic Center di Heidelberg, TanzLabor / ROXY Ulm, Skopje Dancer Theater, Tanzhaus Zürich, PimOff Milano, Altofest Napoli. Yotam è stato insegnante ospite presso ACAPA, Folkwang University of Arts, Dock11, Munstrum Theater, Cie. Hors Surface, Cia. Maura Morales, Overhead Project, PRISMA festival, tra gli altri.

Chiara Orefice danzatrice e performer , dopo gli studi di danza classica, moderna e contemporanea si avvicina alla danza butoh e poi al teatro. Tra i suoi maestri: Raffaella Giordano, Claudia Dias, Maria Mugnoz, Julie Stanzak , Masaki Ivana, Silvia Rampelli, Cloude Coudly, Daniele Ninarello. Approfondisce lo studio del corpo attraverso la pratica dello Shiatsu e consegue il diploma di laurea in Filosofia della comunicazione con tesi dal titolo “ Il corpo e la danza in Nietzche”. Dal 2005 al 2008 è membro della compagnia “Danza Flux” diretta da Fabrizio Varriale. Dal 2009 segue il corso di formazione “Scritture per la danza contemporanea” diretto da Raffaella Giordano presso il Teatro Stabile di Torino e Arboreto Teatro Dimora di Mondaino. Da questa esperienza fonda insieme ad altri 10 artisti il collettivo Famiglia Fuché con progetto “Quaderni” ( selezionato per Premio Equilibrio presso il Palladium di Roma,Fast-Festival internazionale delle arti contemporanee- Terni – Festival Santarcangelo 41). Autrice di vari progetti coreografici, tra i quali “Benvenuta 40°/15”: Piattaforma 2009 – Torino; Invito di sosta produzione Sosta Palmizi, Arezzo; Vetrina Giovane danza d’autore 2010, Ravenna ;vincitrice del premio Nero di scena 2010,Teatro Nuovo – Napoli. Dopo l’incontro nel 2010 con la Regista Gey Pin Ang e inizia a dedicarsi allo studio della voce e del canto insieme al musicista Raffaele Natale dando vita allo spettacolo- concerto “Fabula Suite”. Nel 2012 lavora con il Teatro Valdoca per le produzioni “Cage parade” e “Ora non hai più paura” Dal 2013 entra a far parte della comunità dei lavoratori dello spettacolo L’Asilo di Napoli dove inizia la sua ricerca performativa sul rapporto tra corpo suono e spazio – sviluppando performance in spazi non convenzionali in collaborazione con i musicisti Les Enerves, Giuseppe Frana, Fabrizio Elvetico, Peppe Vietri, Stefano Costanzo, Jean Philippe Gross ed altri. Dal 2014 con il progetto “People” sperimenta pratiche di incursione in contesti sociali (feste e club in particolare) per indagare il rapporto tra pubblico e privato attraverso dispositivi di interazione. Nel 2015 fa parte del collettivo Yeald ricerca composizione coreografica con il tutoring di Claudia Dias presso l’atelier Real di Lisbona – in questa occasione incontra Joao Fiadeiro fondatore del metodo Real Time composition. Nel 2016 collabora come coreografa il regista Pierpaolo Sepe, nello spettacolo Crave di Sarah Kane (Napoli Teatro festival) e nel progetto “Brigata Napoli” presso l’Asilo di Napoli. Nello stesso anno rende parte a “Riabituare il futuro” – progetto di riqualificazione degli spazi abbandonati dell’Abruzzo – associazione “ArteAlter” in collaborazione con le danzatrici Francesca Saraullo, Gisela Fantacuzzi ed Helen Goutier. Nel 2017 entra a far parte del progetto Half a house per il Festival Fabbrica Europa di Firenze. Tra i suoi ultimi lavori: “Back Pink Poem – per una leggenda familiare” con Renato Grieco ad Altofest 2018 Malta e 2019 Matera” – “Appunti per un incendio” Teatro Nuovo Napoli – e “we are here” in collaborazione con il fotografo Fabio Artese – Marosi Festval, About city – Feltrinelli Milano e Grande Vento L’Asilo di Napoli. Attualmente partecipa come coreografa e regista video al progetto “Little Italy“ del compositore Giovanni Guidi.



yotampeled.com

Esercizi per scomparire

Amalia Franco (IT)
Amalia Franco (IT)  Esercizi per scomparire Altofest
ph Andrea Macchia

“Immagino un elenco numerato in cui perdere il filo, nonostante o data la presenza dei numeri: l’elenco numerato di esercizi propedeutici alla sparizione.”

L’opera agisce come “corpo intensivo, attivo localmente per salti, scarti, vibrazioni e modulazioni”. Più che di una scrittura drammaturgica, si tratta di un dispositivo, che dà all’opera la forma di uno zibaldone dei pensieri, o dei pensierini bambini. La figura, il corpo danzante e la parola sono gli elementi atti alla costruzione di molecole specializzate, i singoli esercizi, in cui è attiva la tecnologia del corpo, che disgrega, lega, moltiplica le cellule. Si tratta di un esercizio di appropriazione ed uso sconsiderato dei codici, necessario alla localizzazione (nel corpo) del pensiero. Gli Esercizi si esercitano nell’indeterminatezza, nel dominio del ‘pressappoco’, del non misurabile. L’attenzione è sullo spostamento dalla centralità dell’opera intesa come fatto concluso alla composizione come luogo decentralizzato.

Di Amalia Franco e Gianluca Vigone
Con Amalia Franco
Marionette Amalia Franco e Gianluca Vigone
Consulenza marionette Damiano Privitera
Produzione La Terra Galleggiante_Teatro del Lavoro, Pinerolo
Con il supporto di
Workspace Ricerca X / research & dramaturgy, Torino
TRAC_Centro di residenza pugliese-Crest-Teatro Tatà di Taranto
Maison Copeau, Pernand Vergelesses


Amalia Franco (IT)

Amalia Franco è un’artista indipendente, la cui ricerca verte sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. È autrice e performer in Corpo Unico in collaborazione con il Quartetto Muarice e la compositrice Giulia Lo Russo, in Trittico. Cantillazioni in collaborazione con la danzatrice Anna Moscatelli e la musicista Renata Frana, e Trittico. Lasciare andare con grazia. Performer per la compagnia Barca dei matti, diretta da Natacha Belova, Ifoperator Production e per il Teatro del Lavoro, diretto da Damiano Privitera. Partecipa al GDA 2015, all’interno di Nuove Traiettorie, con il progetto Moving Masks. Ha lavorato sulla drammaturgia del paesaggio con il progetto Tillandsie, drammaturgia urbana dei crolli, in collaborazione con Leonardo Delogu e Lajos Talamonti.



amalia-franco.tumblr.com/


Eufemia, solo

Giorgia Lolli (IT)
Giorgia Lolli (IT)  Eufemia, solo Altofest

“Il linguaggio è un atto costante di identità. Noi siamo ciò che scegliamo di dire.”
– Vera Gheno, sociolinguista

Eufemia, dal greco, “colei che parla bene”, o “colei di cui si parla bene”, è una creazione per una giovane danzatrice e una macchina da scrivere. Sulla scena, una visione non romantica del romanticismo e una nostalgia di epoche mai vissute si incontrano, per scrivere una lettera d’amore diretta al Teatro ed al suo pubblico. Eufemia: celeste, lunatica, eloquente, intima, sofisticata, leggera. È tutto quello che decidi che sia.

Da e con: Giorgia Lolli
Musica: AA.VV.
Produzione Anghiari Dance Hub 2020 Progetto
Vincitore del Bando Abitante – Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze.
Con il sostegno di SdFactory Laboratorio Creativo (Reggio Emilia) e blueFACTORY (Fribourg, CH).
Selezionato per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore – azione del Network Anticorpi XL 2021.


Giorgia Lolli (IT)

Giorgia Lolli è una danzatrice e autrice italiana. Si laurea in Danza Contemporanea presso Zürich University of the Arts e si sposta in Israele, completando la formazione con Batsheva e Kibbutz Contemporary Dance Company. Durante gli studi danza creazioni di Emanuel Gat, Rami Be’er, Dor Mamalia & Dariusz Nowak, Yoshiko Chuma e Regina Van Berkel. Nel 2019 riceve il supporto i-Portunus per una residenza presso Skopje Dance Theater, dove danza in creazioni di Simon Kuban e Yotam Peled. Dal 2019 è attiva come danzatrice freelance con progetti in Italia, Danimarca, Finlandia e Svizzera. Negli ultimi anni si avvicina alla ricerca autoriale: il suo progetto Eufemia, prodotto da Anghiari Dance Hub, è selezionato dal Network Anticorpi XL per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore 2021, finalista a Direction Under 30, e presentato a TodiOFF, Festival Hasard (CH) e Festival Lugar Futuro (PT).





Nulla Concreto

Valeria Caboi & Manuel Pinheiro (PT)
Valeria Caboi & Manuel Pinheiro (PT)  Nulla Concreto Altofest
ph. Chiara Mela

Interferenze, isolamento, ritmo e trance. Nulla Concreto è il goffo tentativo di un corpo umano di mantenere il suo stato inalterato. È il viaggio di un essere vivo, attraverso il suono e il movimento, alla ricerca di una neutralità utopica. Questo progetto nasce con l’intenzione di creare un’opera d’arte dove nulla e tutto sarebbe successo, inviando un messaggio semplice con un corpo immobile, e con un sound design monotonale e aritmico. Già durante il primo studio è apparsa chiara la necessità di una mediazione tra il desiderio di scomparire, di nascondersi dal pubblico, dai social network, dall’aggressività della città e l’impulso comunicativo di cui un corpo organico ha bisogno, producendo movimento e suono. I significati di interferenza e isolamento hanno ora, con la Pandemia, subito un cambiamento radicale, una estremizzazione che non lascia indifferente il processo di creazione del lavoro.

Coreografia: Valeria Caboi
Sound design: Manuel Pinheiro
Con: Valeria Caboi e Manuel Pinheiro
Voci registrate: David Jacinto
Registro Video e Montaggi: Chiara Mela
Logistica: Reunion Festival-Alkantara
Assistenza alla Produzione: Pulso Companhia Instável
Accompagnamento artístico: Igor&Moreno
Appoggio logistico – residenze: S’Ala Sassari
Co-produzione: Teatro José Lucio da Silva


Valeria Caboi & Manuel Pinheiro (PT)

Valeria Caboi, coreografa, danzatrice e insegnante. Laureata in Arti dello Spettacolo presso l’Univ. Sapienza di Roma e post-laurea in Advanced Dance Studies presso la London Contemporary Dance School, ha studiato anche allo I.A.L.S. (Roma), al M.A.S. (Milano), al Forum Dança (Lisbona). Ha partecipato al Master di danza-terapia della Sapienza di Roma.
Come interprete ha collaborato con: Elisa Monte Dance Company (NY), Nine Bob Note (UK), GBCorsetti (IT), Arthur Pita (UK), CDN (PT), PIA (PT), The Yonis (UK), Aldara Bizarro (PT), TaikaBox (FIN).
Come coreografa ha creato: GestAzione (Premio Marte Live 2010, Roma), Red T-Shirt Project (Inghilterra, Italia, Portogallo 2012-2015). È stata coreografa del progetto svedese Open Lab Halland (2015), EYE LIE (2016), The closest thing (2017).

Manuel Pinheiro. Sound Designer / Musicista / Operatore del suono. Si è laureato in Sound Arts & Design al London College of Communication, dopo aver studiato Produzione musicale a Lisbona presso RESTART, Tecniche audio presso ETIC, Fotografia presso ARCO e Jazz presso HOT CLUB.
Come sound designer lavora con coreografi e registi in Inghilterra, Svezia e Portogallo, come: Ricardo Jacinto, Robin Dingemans, Young Vic Theater, Laura Farnsworth, Bijan Sheibani e lo scrittore Tarrel Alvin McCraney.
Come percussionista e operatore del suono, fa parte della scena pop/rock portoghese con Diabo Na Cruz, You Can’t Win Charlie Brown, Real Combo Lisbonense, Tv Rural.

La collaborazione tra i due artisti è iniziata nel 2011 quando si sono incontrati alla London Contemporary Dance School (The Place), durante la creazione del progetto di nuove tecnologie e coreografia a distanza “Red T-Shirt Project”, guidato da Valeria Caboi e con il sound design di Manuel Pinheiro. Insieme hanno anche creato EYE LIE (una creazione che utilizza il suono per guidare danzatori non visivi o bendati), Gray Coat Mood (video di danza) e hanno partecipato, rispettivamente come performer e sound designer, con la compagnia portoghese CDN (North Dance Company).
Nulla Concreto, tuttavia, è il primo lavoro in cui i due artisti si ritrovano insieme sul palco in una vera e propria co-creazione, dove suono e coreografia vogliono mantenere lo stesso livello di importanza comunicativa e dove la soglia tra i diversi ruoli creativi e i loro spazi vuole essere infranta.



valeriacaboi85.wixsite.com/valeriacaboi

La mappa del cuore di Lea Melandri in VR

Ateliersi (IT)
Ateliersi (IT)  La mappa del cuore di Lea Melandri in VR Altofest
Ph. Margherita Caprilli

Ateliersi sperimenta il linguaggio della realtà virtuale proponendo una diversa modalità di fruizione – intima, individuale, immersiva – del suo spettacolo La mappa del cuore di Lea Melandri. A metà degli anni ‘80 il settimanale Ragazza In fece la scelta dirompente di affidare a Lea Melandri, figura tra le più significative del femminismo italiano, una rubrica di corrispondenza in cui lei, anziché rispondere direttamente a chi scriveva, apriva un confronto con le giovani lettrici e i giovani lettori, creando – di fatto – un primo network sociale. Seguendo la “scandalosa inversione tra individuo e cultura” perseguita da Lea, Ateliersi conduce un viaggio emotivo attraverso quelle lettere intrecciando le urgenze e gli ardimenti sonori di allora con le risonanze presenti.

Di: Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi
Performer: Margherita Kay Budillon
E nella realtà virtuale:
Con: Fiorenza Menni, Andrea Mochi Sismondi e Francesca Pizzo
Musiche arrangiate ed elaborate da: Vincenzo Scorza e Mauro Sommavilla
Progetto sonoro: Fiorenza Menni
Abiti a cura di: Federica de Pascalis
Grazie a Lea Melandri per il pensiero condiviso, la vicinanza e la capacità di smontare gli schemi.
Produzione: Ateliersi
Con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
In collaborazione con le software house Touchlabs e Gravital


Ateliersi (IT)

Ateliersi è un collettivo di produzione artistica che opera nell’ambito delle arti performative e teatrali. Riconosciuto per una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica e musicale, Ateliersi si occupa sia di creazione artistica che della cura e della programmazione culturale dell’Atelier Sì a Bologna. La creazione di Ateliersi si compone di opere teatrali e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulano senso intorno ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. Un approccio antropologico all’arte caratterizzato da un’attrazione per l’alterità, dalla predilezione per l’evoluzione culturale come oggetto di studio, dallo sviluppo della dimensione contestuale e dalla sperimentazione di pratiche interdisciplinari.



ateliersi.it/

Diario di Pinocchio 20202065 #Napoli

Roberto Corradino & Reggimento Carri | Teatro (IT)
Roberto Corradino & Reggimento Carri | Teatro (IT)  Diario di Pinocchio 20202065 #Napoli Altofest
Ph. Eat the Rich/Marco Rich Albanese

Pinocchio è tutti i bambini, gli adolescenti, i burattini familiari che siamo stati. I burattini statali, contribuenti, professionalmente realizzati o disoccupati. Flessibili. Fino a essere dinoccolati, disarticolati, fino a non essere più. Che fine ha fatto Pinocchio dopo esser diventato ragazzo e poi uomo in carne ed ossa? Ha avuto una famiglia, una donna, un uomo, ha avuto dei figli? E che ne pensava la preside della scuola di Pinocchio dopo l’episodio dell’incendio? Per vent’anni non ne abbiamo saputo più nulla. Ora si ritorna sul luogo del delitto. Ci ritroviamo tutti a scuola, quella dove Pinocchio è stato bambino, ragazzino, adolescente. Conveniamo vent’anni dopo, tutti noi, i personaggi di questa storia collodiana che è l’Eatalya, come testimoni di una cerimonia genealogica, un libro Cuore malato, un’iniziazione collettiva in ritardo che prova a raccontarsi la biografia culturale, il modello identitario, la nostra storia personale nazionale sullo sfondo della Grande Storia.

Vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2020
Drammaturgia, regia e interpretazione Roberto Corradino
con Roberto Corradino e gli spettatori
Col sostegno di Verso Sud/Ecosistema culturale
Col sostegno di Teatro delle Albe/Ravenna Teatro


Roberto Corradino & Reggimento Carri | Teatro (IT)

Roberto Corradino & reggimento carri | teatro nasce nell’ottobre del 2000 da un’idea di Roberto Corradino, attore e regista, che studia e lavora con: Marco Martinelli / Ermanna Montanari (Teatro delle Albe/Ravenna), Mimmo Cuticchio, Cesare Ronconi (Teatro della Valdoca / Cesena), Maria Maglietta / Marco Baliani, Pippo Delbono, Federico Tiezzi / Sandro Lombardi, Eimuntas Nekrosius. reggimento carri | teatro lavora a lungo sulla drammaturgia contemporanea. Cerchiamo la verità dell’attore, come singolare o collettivo, attraverso la drammaturgia contemporanea, cercando di riconquistare uno spettacolo teatrale come rito collettivo, coniugando tradizione e nuovi linguaggi in un teatro semplice e popolare. reggimento carri | teatro ha messo in scena: Piaccainocchio, finalista al Premio Scenario nel 2003; Perché ora affondo nel mio petto – 2005, tratto da Pentesilea di von Kleist; La commedia al sangue – 2005, dal romanzo Di questa vita menzognera di Giuseppe Montesano, coprodotto dal Festival di Castel dei Mondi; Conferenza / Nudo e in semplice anarchia coprodotto dall’Es.Terni Festival 2008, tratto da Shakespeare Riccardo II. Nell’agosto 2009 ha debuttato Le Muse Orfane di M.M.Bouchard, coprodotto da Castel dei Mondi Festival 2009 e Officina Triangolo Scaleno Teatro/ Festival Teatri di vetro 2009, il primo di una trilogia sulla famiglia come microcosmo di relazioni sociali. Nel 2011 ha prodotto Cuore (Cuore. Like a drum in the night…dal romanzo di Edmondo De Amicis ai giorni nostri) per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (1861) con il patrocinio della Regione Puglia/Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo e sostenuto da Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito delle azioni di sviluppo del Fondo Europeo/P.O.R. FESR 2007 – 2013 per “Gruppo teatrale giovane” e Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (Di cosa si parla quando si parla di amore), un progetto di messa in scena da Il paese lontano di Jean Luc Lagarce, sostenuto da Teatro Kismet O.per.A., Alliance Francaise e Facè a Facè/Words of France for Scena italiana 2011, in collaborazione con PAV (Roma). Attualmente in lavorazione Cantiere Le Braci/Progetto Le Braci un progetto sulla tragedia dell’antica Grecia, mescolato con materiale contemporaneo, scrittura di autofiction e installazioni/performance. Un progetto straordinario, una “Bibbia” teatrale divisa in sette capitoli come i sette peccati capitali, indaga il senso dell’essere umano terrestre e la sua presenza sulla Terra. Negli ultimi anni si è interessato al lavoro partecipativo con le comunità, dai bambini agli anziani, in particolare collegando luoghi di lavoro creativi e site specific o di rievocazione ai luoghi attraversati dalle esibizioni. Dal 2015 con Knownone o Roberto Corradino è morto, fino ai progetti con Altofest, Teatri di Bari / TeatroKismet OperA, fino alle opere più recenti legate al tema della vacanza legato alla tradizione e al ciclo degli eventi naturali, le forme performative si sono estese dal laboratorio tout court al lavoro diretto sul territorio con le comunità di abitanti. E quindi Skausche (il film di Michele), una narrazione home theater sulla storia di un giovane pastore suicidatosi negli anni ’70, a CapuletiMontecchi zeroazero ispirato a Romeo e Giulietta, laboratorio per ragazzi dai 6 ai 13 anni e per i nonni sotto forma di partita di calcio per un evento di piazza, in cui è coinvolta l’intera comunità cittadina, fino alle opere home theater Una bistecca di J.London (2017), Kankroukore o Quella notte che mia nonna parlava come un corvo (2016), Shakespearealacàrte (2016), sorta di menu di intrattenimento per il pubblico dei pub, o le esibizioni Come loose your dogs on me (2017), una performance di una persona che canta, o Con piedi per terra che cammina spettacolo per 15 spettatori sul rapporto fisico con il suolo e sulla speciazione dei regni animali, fino a L’unica casa certa (Altofest/Matera capitale europea della cultura 2019) commedia umana itinerante per 25 spettatori messa in scena in una casa privata su personali ricordi e rievocazioni ancestrali con gli antenati e i morti, ispirata a Giordano Bruno e alla teoria degli infiniti mondi incrociati con la storia personale del film Interstellar o Suona la musica di Lucignolo / Su tutta la paura ti piace un’opera alchemica itinerante per 8 persone, coprodotta nel 2021 con Verso Sud / Ecosistema culturale negli spazi non urbani della campagna pugliese (Corato / Bari / Castel del Monte). L’ultima produzione, drammaturgicamente pensata per gli spazi di un edificio scolastico, si è concentrata sul modello educativo e sull’auto-fiction di una biografia immaginaria dell’artista Pino Gelosi alias Pinocchio quando da burattino diventa umano Diario di Pinocchio 20202065, vincitore del Premio Tuttoteatro.com 2020, performance che coinvolge il pubblico nell’azione.



youtube.com/channel/UC_njT-CIUhCL1h4Z-MnMnig

Antigone una tragedia da camera

Barletti/Waas (DE)
Barletti/Waas (DE)  Antigone una tragedia da camera Altofest
Ph. C.M. Causati

Libertà personale e ragion di stato sembrano attualmente in conflitto. Le categorie di cosa è necessario e giusto vengono ridefinite giorno per giorno da ognuno di noi. Antigone si occupa di queste e altre questioni cui è difficile dare una risposta univoca. Da millenni, non smette di interrogarci. Ci parla di donne e uomini, guerra e riconciliazione, comunicazione e incomprensione, vita e morte. La nostra è una versione molto particolare dell’Antigone di Sofocle, lontana dai fasti del “teatro di stato”, ridotta al minimo, con solo due interpreti a dividersi i ruoli e, con i ruoli, le responsabilità, le colpe, i destini. Una sorta di “tragedia da camera” pensata soprattutto per appartamenti e/o spazi non teatrali e per un ridotto numero di spettatori. Una versione intima della tragedia sofoclea, dove i conflitti sono soprattutto interiori e lo spettatore è invitato a spiare da vicino, come con una lente, la lacerazione della coscienza di fronte a scelte difficili. Nella nostra Antigone non esistono personaggi se non nel senso di persone e non esistono buoni o cattivi: il conflitto è sempre dell’essere umano con se stesso.

Autore: Sofocle.
Traduzione: F. Hölderlin (tedesco)/ Fabrizio Sinisi (italiano).
Performance: Lea Barletti, Werner Waas. Sound design: Luca Canciello.
Regia: Barletti/Waas.
Produzione: Barletti/Waas
Con il sostegno di un Crowdfundingn (piattaforma Startnext) e il Fonds Darstellende Künste (programma NEUSTART KULTUR) della regione di Berlino.


Barletti/Waas (DE)

Lea Barletti e Werner Waas lavorano insieme dal 1998, prima a Roma, poi a Lecce e dal 2012 a Berlino. Insieme hanno realizzato numerosi spettacoli, fondato un premio di drammaturgia contemporanea (Il centro del Discorso), un festival/laboratorio sperimentale (K-now!) e collaborato con vari artisti da tutta Europa. Dal 2012 lavorano con il nome di Barletti/Waas facendosi conoscere soprattutto per il loro lavoro su Peter Handke e più recentemente anche con la messa in scena di propri testi. Dal 2016 collaborano continuativamente con il TD Berlin. I loro lavori, spesso concepiti in due lingue, mostrano un particolare interesse per il linguaggio poetico e per l’immediatezza e trasparenza del discorso teatrale, e sono stati visti in molti luoghi teatrali e non, grandi e piccoli, ufficiali e underground, in Germania e Italia. Dal 2020 Barletti/Waas fa parte dell’utilizzo pionieristico dell’ Haus der Statistik a Berlino, uno spazio di sperimentazione multidisciplinare.



barlettiwaas.eu/

On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga

Vöcks de Schwindt (DE)
Vöcks de Schwindt (DE)  On the first night we looked at maps – Los Alemanes del Volga Altofest
Ph. Jana Kiesser

​​Il pubblico viene accolto al suo posto al tavolo, dove sono sparsi foto, mappe, documenti e un libro di canzoni e dove viene servito il tè al mate. Con la performance documentaria “La prima notte che guardammo le mappe – Los Alemanes del Volga”, la coppia di artisti argentino-tedeschi Federico e Wenzel Vöcks de Schwindt invita il pubblico a un viaggio storico e biografico. Seguendo i tedeschi del Volga emigrati nel XVIII secolo, si ripercorre il loro passaggio dalla regione tedesca dell’Assia alla Russia e, cento anni dopo, il loro cammino verso le Americhe. Gli interpreti si confrontano con i frammenti della migrazione passata e con le contraddizioni dell’identità familiare in una narrazione sempre mutevole di una coppia alla ricerca di un’eredità queer – e di una patria che forse non è mai esistita.
Una performance multilingua: principalmente in inglese, in parte in italiano, tedesco e spagnolo.

Ricerca, Testi & Performance: Federico & Wenzel Vöcks de Schwindt
Prodotto da Vöcks de Schwindt in collaborazione con TATWERK | Performative Forschung.


Vöcks de Schwindt (DE)

Gli artisti argentini e tedeschi Federico e Wenzel Vöcks de Schwindt condividono dal 2014 una relazione che si estende dalla vita privata alle collaborazioni artistiche. I loro lavori congiunti sotto l’etichetta Vöcks de Schwindt spaziano da documentari e opere performative a produzioni teatrali multilingue e teatro musicale. Attualmente stanno esplorando le questioni delle identità migranti, dell’eredità queer, della tenerezza maschile e della performatività degli oggetti. Con “On the first night we looked at maps” i Vöcks de Schwindt sono stati selezionati nel 2020 per la piattaforma dei nuovi autori del Performing Arts Festival di Berlino (Germania). Inoltre, sono stati invitati a presentare il loro lavoro al Furore Festival di Ludwigsburg (Germania), al TD Berlin e al WUK Theater Quartier di Halle/Saale (Germania).



voecks-de-schwindt.de/

– EXTRAFEST –

Beat-Bang

Antonino Talamo (IT)
Antonino Talamo (IT)  Beat-Bang Altofest

Un’esplosione di ritmo collettivo! Antonino Talamo ci guida in un drum-circle mattutino, partecipato. Un percorso ritmico creato per il Popolo di Altofest, che risveglia l’energia collettiva attraverso le percussioni corporali, attivando il nostro corpo musicale.
Una performance-laboratorio ispirata al “Batuque Na Mao”, il Laboratorio di Percussioni Corporali che Antonino Talamo ha sintetizzato in una pubblicazione metodologica.
Il metodo intende favorire lo sviluppo delle possibilità creative ed espressive musicali attraverso l’ulitizzo del proprio corpo come uno strumento a percussione.
Ritrovarsi nel suono, in un rituale collettivo di esplosione ritmica, farsi mondo che suona, percuote e sprigiona musica.

Condotto da Antonino Talamo


Antonino Talamo (IT)

Antonino Talamo è musicista, percussionista, strumentista live & studio recording. Capace di un virtuosismo ludico con cui dosa sonorità e ritmi, creando estemporaneamente partiture travolgenti in cui si incrociano le fonti disparate, dall’elettronico al tribale, con una spiccata capacità di coinvolgere il pubblico in un qui ed ora inatteso, continuamente sorprendente. In lui si incrociano i linguaggi musicali del sud del mondo.



batuquenamao.wordpress.com/

Dispatches from 202X

Giuseppe Valentino (IT)
Giuseppe Valentino (IT)  Dispatches from 202X Altofest

Un breve viaggio nell’ultima edizione del Festival, l’anno del Covid, il ritorno ad una pseudo-normalità, idee e meditazioni sulla creazione, lo spazio (domestico e condiviso), l’economia e il futuro.

scritto e diretto da Giuseppe Valentino


Giuseppe Valentino (IT)

Giuseppe Valentino è nato nel 1978. Compie gli studi nella città natale prima di trasferirsi a Bologna. Lascia l’Italia per Zurigo dove vivrà per 9 anni lavorando come direttore della fotografia e regista di videoclip musicali. Nel 2006 si trasferisce a Città del Capo, Sud
Africa per studiare inglese e Documentary Filmmaking al Thupelo Institute di Woodstock vivendo e studiando in uno dei quartieri più pericolosi della città dove la realizzazione di documentari si inserisce direttamente nelle vicende legate alla realtà circostante. Fonda la casa di produzione Ferula Film producendo un lungometraggio dal titolo Xolo. Presentato al Black Star Film Festival vince il premio come miglior attrice e fa parte della sezione Orizzonti del BiF&ST 2018 e al 40esimo Festival di Villerupt in Francia. Con Ferula Film ha prodotto ‘Senza Tempo’, un documentario in co-produzione con RaiCinema. Nell’agosto del 2019 realizza a Parigi e Bruxelles un documentario sull’ultimo film di Leos Carax, ‘Annette’. Giuseppe Valentino vive e lavora in Puglia, è un regista e direttore della fotografia freelance.



ferulafilm.com

Altofest it 2022

Io-Mondo 

Siamo nel ventre della Balena, cavo antro interiore in cui il mondo si è rifugiato.

Siamo in un abisso al cuore di un abisso, 

Le fauci si sono chiuse alle nostre spalle. 

Il buio assorbe la luce, che si fende squarcio improvviso, imprevisto. 

Brandelli di tempo e di vita anteriore prendono forma negli anfratti, scoperti per un attimo, sotto le coltri nascoste. 

Nel ricordo il mondo lasciato sotto un lenzuolo, a proteggersi durante una prolungata assenza.

Siamo nella piega, dove luce non filtra, ma senso si consolida, nel percorso ritorto che si frastaglia, si affastella, vibra.

Alla superficie nessuna epidermide, nessuna soglia tattile.  Un dispositivo

riflettente, traspone  sequenze visive prodotte altrove. Pulsano, si sovrappongono le immagini trasmesse, poi nuovamente assorbite dal buio.

Seguiamo il verso della piega, un cammino verso il fondo, verso l’origine, verso il sé,  un rovescio del reale, viscera e grembo, scrigno della memoria e fucina della profezia,  luogo in cui la storia personale si riformula, attribuendo un posto nuovo ad ogni tassello.

Qui tutto alberga, inaspettatamente accostato a tutto. 

Se fuori pare che il mondo debba dispiegarsi lungo vie e geografie che assegnano ad ogni presenza il suo posto stabilito, qui dentro il cammino si insinua per anfratti non contigui, attraversa rovesci, cadute, contraddizioni.

Se l’agguato del mostro non si rivela mortale, se il mostro può ingerirci senza annichilirci o ucciderci, e semplicemente ospitarci nel suo stomaco e offrirci alloggio fra le sue interiora, nella sua più remota intimità ritroviamo quel rimosso dettaglio di mondo, ritroviamo il posto, disposto per colui che ci siede accanto, uno spazio d’accoglienza dove tutto può permanere ed albergare.

Fin tanto che permarrete in questo antro vi invitiamo a rintracciare e percorrere il filo nascosto che lega i lavori in programma, il cammino sotterraneo che li unisce. 

Una volta riemersi alla superficie vi invitiamo a seguire la direzione del vostro sguardo, per un tempo, in silenzio, per ri-tracciare l’asse dei vostri punti cardinali e misurare lo scarto percettivo, il depistaggio, lo smarrimento operato.

Loretta Mesiti – Altofest Dramaturg