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CO.R_it

Co.R – Comunità di Ricerca
coordinamento a cura di Loretta Mesiti

La Comunità di Ricerca (Co.R) rappresenta uno spazio permanente di riflessione e ricerca interdisciplinare organicamente legato ad Altofest. Ne fanno parte ricercatori e studiosi, portatori di molteplici prospettive e competenze, invitati a elaborare le questioni estetiche, poetiche e politiche sollevate dal fest e a collaborare alla creazione di pratiche riflessive e spazi di discussione, attraverso cui si sedimenta il tracciato di un discorso corale che evolve assieme all’opera di Altofest.
I percorsi e le attività della Co.R precipitano in diversi interventi che coinvolgono la comunità del fest, e in formati che conservano memoria delle relazioni, dei vissuti e dei processi cui Altofest dà luogo.

Le Attività della Co.R

Il foglio del Fest

Curato da Silvia Mei, pubblicato ogni giovedì costituisce una guida estetico-teorica per la comunità del fest. Il foglio raccoglie contributi dei membri della Co.R e brani dalle fonti, che offrono diversi approcci al tema “Abitare Futuro”.

L’Agorà

Curata da Loretta Mesiti, introdotta da uno sguardo ospite della Co.R, assemblea che si svolge ogni settimana il giovedì sera. Occasione di incontro tra cittadini ospiti e artisti in residenza, provenienti da due diverse aree geografiche coinvolte nel progetto. Oggetto dell’assemblea è la condivisione e l’analisi delle esperienze vissute durante la residenza, rilette alla luce del tema “Abitare Futuro”.

Voice Over

curata da Rosa Coppola; conversazioni radiofoniche con gli artisti, che si tengono ogni domenica mattina. Gli artisti in programma analizzano le proprie performance in dialogo con un membro ospite della Co.R. La conversazione è aperta e trasmessa via web radio.

La Co.R di Altofest Matera-Basilicata 2019 è composta da:
Loretta Mesiti

Loretta Mesiti

Scrittrice e dramaturg, cura processi collaborativi di scrittura e dispositivi di discussione che esplorano il pensiero suscitato dai processi di creazione artistica ed accolgono il suo farsi voce, parola, testo, intreccio, traccia. I suoi interventi accompagnano processi di ricerca interdisciplinare e dialogano con la fruizione di opere visive e performative, approfondendo questioni legate alla riformulazione di categorie spaziali ed identitarie da un punto di vista filosofico-politico ed estetico-poetico. Nell’ambito del lungo dialogo che la unisce a TeatrInGestAzione dal 2007, partecipa all’ideazione di Altofest – International Contemporary Live Arts; Alto Fragile-Corpi Esposti all’Opera; avVento piattaforma di ricerca interdisciplinare per l’elaborazione di un mito di fondazione contemporaneo; De Ri Va, gruppo di studio a partire da La Società dello spettacolo di Guy Debord. Fra gli spettacoli di cui cura la drammaturgia Blickackte. Betrachtungen aus der Ferne per la regia di Daniel Schauf vince nel 2012 il premio della giuria del concorso “Was heißt hier fremd” (Teatro Drachengasse, Vienna). Fra i suoi testi La Sindrome di Elettra, vince nel 2008 il premio Oltreparola come miglior autore under 30, mentre la giuria del premio per la poesia e per la prosa Lorenzo Montano le attribuisce nel 2017 la Menzione Speciale per la raccolta poetica Geologhemi, nata nell’ambito del progetto avVento. Nel 2018 cura assieme a Silvia Mei l’edizione del libro Displace Altofest.

Silvia Mei

Silvia Mei

è ricercatrice, critica e curatrice teatrale indipendente. Dopo il dottorato all’Università di Pisa e un assegno di ricerca presso l’Università di Torino, insegna come contrattista presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e il FISPPA dell’Università di Padova. Scrive per la webzine «Culture Teatrali», di cui è co-editor. Si occupa di estetica teatrale e di ibridazione dei linguaggi artistici in una prospettiva storica. Dal 2008 frequenta il teatro argentino occupandosi in particolare di Rafael Spregelburd e Claudio Tolcachir. Autrice di diversi saggi e articoli in rivista, in italiano, francese, inglese e spagnolo, ha realizzato, con Fabio Acca, Il teatro e il suo dopo, volume in omaggio a Marco De Marinis (2014); e curato il monografico La terza avanguardia. Ortografie dell’ultima scena italiana (2015). Di recente uscita il saggio storico Essere artista. Eleonora Duse e Yvette Guilbert: storia di un’amicizia (2018).

Raffaele Marone

Raffaele Marone

è architetto, PhD. Dal 1997 ricercatore in Composizione architettonica e urbana, insegna all’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Nel 1994 ha vinto il Premio Nazionale di Architettura Luigi Cosenza. Ha svolto ricerche nelle università di Porto, Losanna, Milano e insegnato in diverse università. È docente invitato, visiting critic e lecturer a seminari e workshop internazionali di progettazione architettonica e urbana; suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero. Ha pubblicato progetti, articoli, saggi ed i libri Spazi scritti, Architecture, Continuous Pursuit / Architettura, occupazione costante, Pensare per spazi (per pensare spazi), in due volumi, e Ovunque è architettura. Fatti dello spazio che abitiamo. Scrive i blog http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/rmarone/ e http://pensareperspazi.tumblr.com/ La sua ricerca di un’architettura per l’abitare contemporaneo si nutre di pratiche compositive che esplorano diverse forme espressive, dalla fotografia, alla parola poetica, alle arti visive.

Vincenza Di Vita

Vincenza Di Vita

(classe 1983) è poeta, performer, giornalista, dramaturg e si occupa di ricerca nell’ambito delle discipline dello spettacolo. Collabora con registi e autori indipendenti della scena contemporanea e tiene corsi di critica teatrale, dirigendo fogli cartacei e online per osservatori permanenti con studenti italiani ed europei e richiedenti asilo migranti, organizzando eventi e convegni internazionali su temi d’interesse per la filosofia del teatro, creando reti di testimonianze e nuove collaborazioni tra artisti sia in ambito festivaliero sia per progetti di residenze internazionali. La sua attività di ricerca universitaria attualmente si colloca presso l’Ateneo di Torino per il progetto “Q. Theatre Theatrical Recreations of Don Quixote in Europe” e la redazione della rivista Artifara. Dal 2010 è conference guest in convegni internazionali e insegna in atenei e istituti di alta formazione in Italia e all’estero, è membro dell’Associazione Internazionale dei Critici di Teatro, di Rete Critica, della Consulta Universitaria dei Docenti di Teatro, del Coordinamento del Teatro in Carcere e membro della giuria Ubu per Franco Quadri. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i più recenti nel 2017 è stata finalista al Premio Nico Garrone e vincitrice del Premio La Tela di Penelope per l’impegno politico e sociale nel teatro. Nel 2015 cura con Alessandra Anastasi La scena dell’oralità. Per una voce fuori luogo, volume edito da Corisco Edizioni. Nel 2019 è uscito il suo Un femminile per Bene. Carmelo Bene e le Ma-donne a cui è apparso per Mimesis Edizioni. È in corso di pubblicazione la sua curatela ai testi inediti di Rino Marino per Editoria&Spettacolo.

Isabella Bordoni

Isabella Bordoni

(1962) è autrice e artista, curatrice indipendente. Inizia il proprio percorso artistico nella seconda metà degli anni ’80 all’interno della scena nord europea delle arti sceniche e elettroniche. Conclusa l’esperienza in seno a Giardini Pensili che ha fondato nel 1985 e co-diretto fino al 2000, con IB_Progetto per le Arti ha dato vita a una piattaforma collaborativa internazionale, nella relazione tra arte, luoghi, archivi della contemporaneità. Attenta alle poetiche dei luoghi e alla reciproca influenza tra l’organizzazione dello spazio naturale, urbanistico e abitativo, e il gesto dell’arte, ha fatto di questi orizzonti materia d’indagine con progetti artistici, cura, docenza. Interessata al “documento” come dispositivo di costruzione e decostruzione narrativa, la sua pratica comprende performance, installazioni, radio. Coinvolta nella sfera dell’arte pubblica e relazionale con progetti ad ampio raggio, introduce i termini poetry.scapes e cittadinanza poetica per descrivere l’ambito processuale che questi mettono in atto. È direttrice artistica di Associazione IMAGONIRMIA di Elena Mantoni e del premio «spostamento variabile» art residency and publishing project.

Dario Gentili

Dario Gentili

(Napoli, 1975) insegna Filosofia morale presso l’Università di Roma Tre. Ha conseguito il dottorato di Ricerca in Etica e filosofia politico-giuridica presso l’Università di Salerno; ha svolto nel biennio 2009-2010 un post-dottorato in Filosofia e storia delle idee presso il Sum (Istituto Italiano di Scienze Umane); nel 2011-2012 ha avuto una borsa post-doc DAAD presso il Walter Benjamin Archiv di Berlino; nel 2013-2014 è stato assegnista di ricerca presso il Sum/Scuola Normale Superiore di Pisa; nel 2014 visiting researcher presso la Heinrich-Heine-Universität-Düsseldorf. Si occupa di pensiero italiano contemporaneo, analisi dei dispositivi spaziali nel pensiero politico, giuridico e architettonico occidentale, concezione della crisi in ambito politico ed economico. È autore di saggi e articoli pubblicati in diverse lingue. Ha scritto le seguenti monografie: Il tempo della storia. Le tesi “sul concetto di storia” di Walter Benjamin (2002); Topografie politiche. Spazio urbano, cittadinanza, confini in Walter Benjamin e Jacques Derrida (2009); Italian Theory. Dall’operaismo alla biopolitica (2012); Crisi come arte di governo, Quodlibet, Macerata 2018.

Rosa Coppola
Chiara Rizzi