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Altofest 2022

Io-Mondo 

Siamo nel ventre della Balena, cavo antro interiore in cui il mondo si è rifugiato.

Siamo in un abisso al cuore di un abisso, 

Le fauci si sono chiuse alle nostre spalle. 

Il buio assorbe la luce, che si fende squarcio improvviso, imprevisto. 

Brandelli di tempo e di vita anteriore prendono forma negli anfratti, scoperti per un attimo, sotto le coltri nascoste. 

Nel ricordo il mondo lasciato sotto un lenzuolo, a proteggersi durante una prolungata assenza.

Siamo nella piega, dove luce non filtra, ma senso si consolida, nel percorso ritorto che si frastaglia, si affastella, vibra.

Alla superficie nessuna epidermide, nessuna soglia tattile.  Un dispositivo

riflettente, traspone  sequenze visive prodotte altrove. Pulsano, si sovrappongono le immagini trasmesse, poi nuovamente assorbite dal buio.

Seguiamo il verso della piega, un cammino verso il fondo, verso l’origine, verso il sé,  un rovescio del reale, viscera e grembo, scrigno della memoria e fucina della profezia,  luogo in cui la storia personale si riformula, attribuendo un posto nuovo ad ogni tassello.

Qui tutto alberga, inaspettatamente accostato a tutto. 

Se fuori pare che il mondo debba dispiegarsi lungo vie e geografie che assegnano ad ogni presenza il suo posto stabilito, qui dentro il cammino si insinua per anfratti non contigui, attraversa rovesci, cadute, contraddizioni.

Se l’agguato del mostro non si rivela mortale, se il mostro può ingerirci senza annichilirci o ucciderci, e semplicemente ospitarci nel suo stomaco e offrirci alloggio fra le sue interiora, nella sua più remota intimità ritroviamo quel rimosso dettaglio di mondo, ritroviamo il posto, disposto per colui che ci siede accanto, uno spazio d’accoglienza dove tutto può permanere ed albergare.

Fin tanto che permarrete in questo antro vi invitiamo a rintracciare e percorrere il filo nascosto che lega i lavori in programma, il cammino sotterraneo che li unisce. 

Una volta riemersi alla superficie vi invitiamo a seguire la direzione del vostro sguardo, per un tempo, in silenzio, per ri-tracciare l’asse dei vostri punti cardinali e misurare lo scarto percettivo, il depistaggio, lo smarrimento operato.

Loretta Mesiti – Altofest Dramaturg