dissacrare il rito dell’incontro col critico

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SILVIA MEI + FABIO ACCA (IT – Bologna)

Silvia Mei, curatrice indipendente e critica affiancatrice, svolge attività di ricerca presso l’Università di Pisa e collabora alle attività di La Soffitta. Centro di promozione teatrale dell’Università di Bologna. Di “Culture Teatrali” è redattrice per la testata web.

Fabio Acca, critico e studioso di arti performative, svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Fa parte delle redazioni di “Culture Teatrali” e “Prove di Drammaturgia”.

In Camera Caritatis 

Un dispositivo critico di Fabio Acca e Silvia Mei.

Una grata, un confessionale, un confessore, una confessione. Si bussa tre volte per chiedere udienza. Lo spettatore può lasciare libero sfogo al suo flusso di coscienza critica.
In camera caritatis dissacra il rito dell’incontro col critico – mediatore tra le due sfere dell’artista e del pubblico – in un momento di comprensione dei fatti della scena.

Il dispositivo è ospitato all’interno della scultura geogamica di Francesco Cirillo e Roberta Cannatelli Questua di Pensieri – rappresentazione del cammino di un artista in un intreccio di pensieri.

 

IN CAMERA CARITATIS

Un dispositivo critico di Fabio Acca e Silvia Mei

Ideazione e cura: Fabio Acca e Silvia Mei

Struttura plastica/Scultura geogamica “Questua di Pensieri” di Francesco Cirillo e Roberta Cannatelli

con la partecipazione dell’Osservatorio Critico e di speciali ospiti.

Uno speciale ringraziamento alla direzione artistica del festival perAspera / drammaturgie possibili.

 

Una grata, un confessionale, un confessore, una confessione.

Si bussa tre volte per chiedere udienza. Lo spettatore può lasciare libero sfogo al

suo flusso di coscienza critica, porre domande, confessare sconcerto, irritazione,

soddisfazione. Una voce additerà il sentiero della ragione o della follia, rispondendo alle

domande, ai dubbi, alle incertezze del pubblico. Oppure l’assoluzione potrà essere data

anche per eccesso di competenza.

In camera caritatis dissacra il rito dell’incontro col critico – mediatore tra le due sfere

dell’artista e del pubblico – in un momento di comprensione dei fatti della scena. I rapporti

dello spettatore con la figura dell’addetto ai lavori si rinegoziano in uno scambio solitario

e raccolto, uno a uno. Una relazione al limite del privato, dove l’asimmetria dei ruoli posta

dal classico dispositivo confessionale può anche sorprendentemente invertirsi.

 

 

Fabio Acca, critico e studioso di arti performative, svolge attività di ricerca presso il

Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Fa parte delle redazioni

di “Culture Teatrali” e “Prove di Drammaturgia”. I suoi contributi sono apparsi, tra gli altri,

anche su “Art’O”, “Lo Straniero”, “Rolling Stone”, “Hystrio”, “Alias”, “Artribune”.

Silvia Mei, curatrice indipendente e critica affiancatrice,svolge attività di ricerca

presso l’Università di Pisa e collabora alle attività di La Soffittà. Centro di promozione

teatrale dell’Università di Bologna. Scrive per diverse testate specializzate,

tra cui “Culture Teatrali”, di cui è redattrice per la testata web, “Antropologia e

Teatro”, “Danza&Ricerca”, “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre”.

http://www.cultureteatrali.org/redazione/141-silvia-mei.html

http://www.cultureteatrali.org/redazione/10-fabio-acca.html