Fiori è fuori legge. Fiori è resistenza. Fiori è la trasformazione dello spazio vissuto attraverso la
pratica estetica

Moebius Walk
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Foto di Gaetano Pappalardo

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PROGETTO FIORI (IT – Napoli)

Nasce nel 2010 come ricerca per la messa in scena di un testo poetico. Il gruppo comincia così a camminare in luoghi abbandonati, dimenticati, così facendo si riappropria degli spazi negati. Tre componenti del gruppo Daniela Allocca (performer e docente universitario), Carla Merone (pittrice, costumista), Vanna Piacente (maestra di danze orientali, performer) lavorano insieme per oltre due anni a laboratori, organizzazione e creazione di eventi culturali presso Spazio Torchio (Somma Vesuviana-Na).

Moebius Walk

La percezione dei percorsi quotidiani è spesso ancora intrappolata in sistemi binari: dentro-fuori, esterno-interno, i percorsi non vengono vissuti ma attraversati solo in relazione ai punti di partenza e di arrivo. Moebius Walk vive la camminata, sta nel passo e sta al passo con, ridisegna il luogo per moltiplicarne le dimensioni. La camminata diviene atto poetico capace di far scorgere paesaggi latenti, percorsi inaspettati o dimenticati. Una linea che riesce a creare paesaggi.

Möbius Walk

La percezione dei percorsi quotidiani è spesso ancora intrappolata in sistemi binari: dentro-fuori,

esterno-interno, i percorsi non vengono vissuti ma attraversati solo in relazione ai punti di partenza

e di arrivo. Möbius Walk vive la camminata, sta nel passo e sta al passo con, ridisegna il luogo per

moltiplicarne le dimensioni. La camminata diviene atto poetico capace di far scorgere paesaggi

latenti, percorsi inaspettati o dimenticati. Una linea che riesce a creare paesaggi.

Möbius Walk vuole cogliere l’unione tra gli spazi e la loro moltiplicazione senza separazione, nella

continuità, creando una multidimensionalità dello spazio e di svelare paesaggi latenti nelle superfici

attraversate.

Le nostre camminate sono concepite come un continuum nello spazio. Come la goccia che cade

nell’acqua crea delle onde così le azioni, gli esercizi, i gesti che inseriamo nella camminata creano

delle interferenze nella percezione. Queste interferenze agiscono per riprogrammare le nostre

pratiche percettive. Fondamentale è l’interdisciplinarietà, nella relazione stessa tra le arti – poesia,

danza, pittura- cerchiamo una continuità tra i linguaggi, una condivisione e ibridazione tra le

pratiche.

Progetto fiori va incontro alle cose latenti. L’essenza di spazi abbandonati, di percorsi inaspettati

svela la presenza di ritmi, paesaggi differenti nei luoghi. Progetto fiori è l’esplorazione di ciò che

giace silente nelle periferie del sentire.

Progetto Fiori (Daniela Allocca, Carla Merone, Vanna Piacente Denies)

Progetto Fiori nasce nel 2010 come ricerca per la messa in scena di un testo poetico. Il gruppo

comincia così a camminare in luoghi abbandonati, dimenticati, così facendo si riappropria degli

spazi negati. Tre componenti del gruppo Daniela Allocca (performer e docente universitario), Carla

Merone (pittrice, costumista), Vanna Piacente (maestra di danze orientali, performer) da giugno

hanno ideato e tenuto: Le Camminate sensoriali: Laboratori di percezione del paesaggio. Questo il

gruppo presente ad Altofest che ha lavorato insieme per oltre due anni a laboratori, organizzazione

e creazione di eventi culturali presso Spazio Torchio (Somma Vesuviana-Na) e ha realizzato varie

azioni performative come Amanar.

http://progettofiori.wordpress.com/

Fb: Progetto Fiori groups

video online:http://vimeo.com/83311237

Abbiamo iniziato a camminare per raccogliere materiali e creare una performance da

presentare in spazi teatrali convenzionali; questa pratica ci ha portato verso altri modi di intendere il

nostro agire performativo, siamo rimasti in cammino ‘per-formare’ spazi.

Partiamo dal considerare lo spazio come costruzione sociale (Lefevere); ognuno di noi può

quindi diventare architetto del proprio spazio, interagire/ interferire con le costruzioni di spazio date

e ognuno può scegliere la strategia con cui affrontare il quotidiano (De Certeau). Lo spazio è inteso

come relazione tra gli spazi, tra noi e lo spazio; e la camminata come atto poetico capace di

ricostruire/riscrivere la relazione tra noi e i luoghi (Careri, Glissant).

In questo senso andare in luoghi abbandonati, o attraversare illegalmente delle soglie,

significa istituire una relazione con spazi altri (Foucault). Cartografare camminando è un esercizio

per ri-vedere gli spazi e ‘creare visioni’. La riscrittura degli spazi è legata alle pratiche di percezione.

Ri-modulando la percezione ri-qualifichiamo uno spazio, partendo da una percezione

ampliata, differente, differita, difforme, istituiamo una forma di relazione altra, accogliendo quello

che lo spazio ci offre. Fiori è fuori legge, fiori si abbandona allo spazio circostante, contrabbanda

spazi, proclama un bando contro lo spazio dato. ‘Siamo api’ scrive Waterhouse nel poemetto Fiori,

e così cercando la prospettiva delle api creiamo la nostra semantica (Deleuze e Guattari), senza

produrre nuove cartografie ma vivendo costantemente nella trasformazione di esse, nella pratica,

nella relazione con i luoghi.