Un teatro fortemente visivo, di memoria filmica e pittorica: Barocco nei modi, e il barocco è – cito a memoria e invento- qualcosa che è saltato in aria, si è rotto in mille pezzi, ed è stato ricomposto in una forma sottilmente diversa da quella che aveva prima di rompersi

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LUDOVICA RAMBELLI (IT – Napoli)

Attrice, regista, drammaturga. Nel ’96 fonda una propria sigla: Malatheatre, con cui calca le scene nazionali. Il suo è un teatro fortemente visivo, di memoria filmica e pittorica: Barocco nei modi, e il barocco è qualcosa che è saltato in aria, si è rotto in mille pezzi, ed è stato ricomposto in una forma sottilmente diversa da quella che aveva prima di rompersi.

La Madonna delle Rose

Installazione performativa in forma di Tableaux Vivant. Dedicata a Filumena Marturano, prede spunto dal monologo della Madonna delle Rose, il celeberrimo ‘e figlie so’ figlie: “ è stata Essa, allora…è stata ‘a Madonna! S’è vista affrontata a tu per tu, e ha voluto parla’ . Ma allora ‘a Madonna pe’ parla’ se serve ‘e nuie.”

Il mio è un lavoro fortemente laboratoriale per quanto riguarda la prassi. L’opera e la drammaturgia attinte da memorie antiche, sedimentate a lungo e spesso suggerite dai luoghi. Come artista residente in Pedamentina non posso mancare l’occasione di far parlare i luoghi. E quel luogo in particolare – quello che chiamo il largo della Madonnina- è un luogo speciale: pausa necessaria per chi sale, scoperta di bellezza e quiete per chi scende.

Ludovica Rambelli & Laura Lisanti per MALATHEATRE hearted

Ludovica Rambelli, attrice, regista, drammaturga.

Nel ’96 fonda una propria sigla: Malatheatre, insieme a Mauro Milanese. Per Malatheatre cura i testi e la regia producendo nei successivi dieci anni una serie di spettacoli tra i quali ricordiamo : Apokryphos (finalista premio scenario 2001), Sogno di una notte di mezza estate (Napoli, Teatro Festival Italia-Effetti Collaterali 2008). Nel 2006, con La conversione di un Cavallo 17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio, inizia il suo percorso alla riscoperta e reinvenzione del genere dei quadri viventi. La tecnica dei tableaux vivants, o quadri viventi, molto in voga nel settecento, e caduta poi quasi completamente in disuso, riscoperta in quella occasione, è diventata la cifra distintiva del lavoro che Ludovica Rambelli porta avanti con i propri attori negli ultimi anni. Il suo lavoro viene ospitato al museo di Capodimonte in più di una occasione, del Maggio dei Monumenti per le edizioni del 2008 e del 2009, e in giro per l’Italia in musei, gallerie, piazze, sacrati conservando sempre la sua suggestione, e la sua magia per un pubblico tanto più attento e complice, quando non avvertito della epifania di un lavoro semplice, rigoroso, artigianale. Per Ritorno al Barocco, nel 2009, realizza uno studio sulle porcellane del ‘700 sempre in forma di tableaux.

Durante gli anni accademici 2010/2011 conduce un laboratorio all’Accademia di Belle Arti di Napoli sulla tecnica dei tableaux, e, con gli studenti, ha realizzato Caravaggio XXIII e Salvi per miracolo, una galleria vivente ispirata alle edicole votive partenopee.

Il progetto Caravaggio, dall’ottobre 2012, ha trovato asilo al Complesso Monumentale di Donnaregina. Lo spettacolo La conversione di un Cavallo è in scena una domenica al mese al Museo Diocesano di Napoli, a Largo Donnaregina. Nell’ultimo anno ha fondato – con altri artisti – The Hats Company, una shakespeariana – tutti i lavori sono in lingua inglese – che ha debuttato la scorsa stagione con Wrong Play my Lord! ,da Amleto. E’ in preparazione Don’t say that name! dal Macbeth.

www.malatheatre.com