“Ho iniziato a fotografare gli zingari per parlare della vita.
Ho seguito gli zingari per la musica.
Mi affascinavano quei suoni e quelle canzoni.
Dormivo sempre per terra, spesso sotto le stelle.
E gli zingari pensavano fossi più povero di loro.”

(Josef Koudelka)

 

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ILARIA ABBIENTO (IT – Napoli)

Fotografa di stanza a Napoli, presso lo studio Icona. Dopo gli studi di Architettura diventa prima grafica pubblicitaria e poi Art Director in uno studio di comunicazione, Ikedea. Tra le sue opere “A’ Juta a Montevergine” e “Concetta dei fiori”. È tra i partecipanti al progetto “Laboratorio irregolare” tenuto dal fotografo Antonio Biasiucci esponendo il proprio progetto fotografico “In ogni luogo” durante la collettiva Epifanie al Castel dell’Ovo a Napoli.

Appartamenti

Donare uno spazio significa donare anche un po’ sé stessi, quello che si è, la propria quotidianità, il vissuto delle persone che ci abitano. L’opera è composta dai ritratti dei donatori di spazio di Alto Fest, traslocati ed esposti nei luoghi di altri donatori. Un’azione, un movimento dell’immagine dunque che si fa racconto di un’esperienza collettiva.

Appartamenti nasce dal desiderio di mettere in luce, attraverso un progetto fotografico,
l’essenza di Alto Fest, (Festival Internazionale d’Arti Performative ) che ruota intorno ad alcune parole chiave: dare luogo, ospitalità, dono, incontro, scambio, interazione, spazio.
Ilaria Abbiento decide di ritrarre alcuni “donatori di spazio”, nei luoghi destinati agli interventi artistici che si svolgono durante il Festival.
Con una cartina di Napoli, una lista di nomi, indirizzi, numeri di telefono e la sua macchina fotografica l’artista parte una mattina di settembre alla ricerca delle persone che hanno donato il proprio luogo.
“Ciao sono Ilaria, la fotografa che sta realizzando un progetto fotografico per Alto Fest.
Mi piacerebbe farti un ritratto. Possiamo concordare un appuntamento?…”
31 sono i donatori che aderiscono al progetto e che si mettono in gioco aprendo le loro porte di casa insieme al loro cuore.
Ilaria Abbiento realizza così 31 ritratti ambientati e da ciascun “donatore” si fa dare in prestito una cornice di casa dove poi verrà inserita la foto del ritratto.
Tutte le immagini, che raccontano storie diverse, sono legate da un unico oggetto: una tazzina di caffè, simbolo di cortesia e ospitalità, rito della tradizione antica di Napoli.
Le tazzine di caffè, 31 anche queste, sorseggiate durante questo viaggio, creano l’incontro tra la fotografa e la persona ritratta prima dello scatto. Rappresentano un elemento fondamentale per instaurare un rapporto di intimità e per entrare, anche se per pochi attimi, nella quotidianità di persone fino ad allora sconosciute.
Durante il Festival questa immagine, insieme alla sua cornice, è stata esposta nell’appartamento di un altro donatore.
Il soggetto fotografato si è cercato e scoperto, durante il Festival, in un’altra casa, in un luogo a lui sconosciuto e a sua volta ha “ospitato” in casa sua il ritratto di un altro donatore.

Un’azione performativa fotografica che ha avuto l’obiettivo di creare movimento, azione, attraverso l’immagine conservata in luoghi diversi da quelli ritratti in foto.
Alla fine di questo percorso la cornice, insieme al suo ritratto, è tornata nel proprio appartamento.

Un viaggio fotografico condito da zollette di zucchero e appunti di vita.

Fotografa napoletana ha avuto il primo incontro con la fotografia all’età di cinque anni quando
uno zio fotografo la introduce per gioco in camera oscura dove si innamora delle pellicole,
i sali d’argento e le fotografie che appaiono nel liquido di sviluppo delle bacinelle.
Comincia a fotografare già da ragazzina.
Dopo il diploma di Liceo Scientifico e tre anni nella Facoltà di Architettura diventa prima grafica pubblicitaria e poi Art Director in uno studio di comunicazione, Ikedea.
Ma la fotografia continua ad essere per lei compagna di vita al punto tale da scegliere di
dedicarle tutto il suo tempo.
Ha fatto 2 mostre personali: “A’ Juta a Montevergine” e “Concetta dei fiori”.
Ha partecipato a diverse collettive ed ha vinto il Concorso fotografico “Scatta Mojoca”.
Ha partecipato per 2 anni al “Laboratorio irregolare” tenuto dal fotografo Antonio Biasiucci
esponendo il suo progetto “In ogni luogo” nella collettiva Epifanie al Castel dell’Ovo a Napoli.
Ha partecipato ad Alto Fest 2014 Festival Internazionale d’Arti Performative
con la mostra fotografica “Appartamenti”.
Quest’anno fa parte della giuria fotografica del Concorso “Fotogrammi” del Napoli Film Festival.
Attualmente Il progetto fotografico “In ogni luogo” è in mostra al Museo Macro di Roma per il Festival Internazionale della Fotografia e al SiFest Savignano Immagini Festival.

http://www.ilariaabbiento.com

“Creare un nuovo modo di associarci, mettere del colore nuovo nell’acqua di

Berlino o nel cielo. Credo che sia solo questione di tempo perché questo

avvenga.”

Bisogna riqualificare i luoghi come la propria vita.

Bisogna capire che siamo, quali sono i nostri reali desideri e ridipingere gli spazi

che abitiamo.

Quali sono i nostri colori per pitturare le pareti?

Bisogna sognare e ricreare quella chimera nello spazio affinché anche il passante

possa attingere da quella vernice azzurra.