Feld, campo, spazio musicale eterogeneo, unito ed infinitamente parcellabile, percorso, calpestato e resistente, in constante rinnovamento.
Feld

IIIOPERAARTISTReWriting

FELD (DE)

Feld, campo, spazio musicale eterogeneo, unito ed infinitamente parcellabile, percorso, calpestato e resistente, in constante rinnovamento.
Lynda vive a Berlino da 7 anni. Ha studiato Belle Arti in Francia e alla Weissensee Kunsthochschule. Si occupa di arti performative, pedagogia e musica. Susanna ha studiato musica classica e Comunicazione Interculturale a Genova, prima di trasferirsi a Berlino quattro anni fa. È parte di tre progetti musicali: Brabrabra, Liquorice e Feld.

Feld in concerto

Concerto per pianoforte percussioni e voci. Un tentativo di esplorare diversi terreni a passi liberi. Non contemplando e non ponendo confini tra porzioni di territorio, ossia tra improvvisazione, musica classica, ritmi tradizionali, melodie semplici e complesse, ci si propone di elaborare singoli elementi di composizioni esistenti e originali, nella forma di studi, ripetizioni insistenti, variazioni sottili, cambi di prospettiva, in cui il livello pratico e quello concettuale si sovrappongono organicamente.

Manifesto del Campo

Feld è un tentativo di esplorare diversi terreni a passi liberi. Non contemplando e non

ponendo confini tra porzioni di territorio, ossia tra improvvisazione, musica classica, ritmi

tradizionali, melodie semplici e complesse, ci si propone di elaborare singoli elementi di

composizioni esistenti e originali, nella forma di studi, ripetizioni insistite, variazioni sottili,

cambi di prospettiva, in cui il livello pratico e quello concettuale si sovrappongono

organicamente.

Biografia del Campo

Lynda vive a Berlino da 7 anni. Ha studiato Belle Arti in Francia e alla Weissensee

Kunsthochschule. Si occupa di arti performative, pedagogia e musica.

Susanna ha studiato musica classica e Comunicazione Interculturale a Genova, prima di

trasferirsi a Berlino quattro anni fa. È parte di tre progetti musicali: Brabrabra, Liquorice e

Feld.
Starting to play in bands has completely changed my way of experiencing music. i was already playing an instrument, but i discovered a totally different world that lets me enjoy myself and share thoughts and feelings, communicate with friends i love and people in general on a different level.

I think there is space for people to express themselves and try things out, at least in my experience. and i think this means a lot. 

La definizione di riqualificazione per Feld non può che partire dal concetto di spazio. Lo

spazio che Feld intende, che Feld è (il suo stesso nome significa infatti in tedesco

‘campo’, è l’equivalente dell’inglese ‘field’), è un territorio eterogeneo, in perenne

mutazione, che si rinnova ciclicamente, fatto di innumerevoli frazioni diverse tra loro ed

insieme unico, esteso ed aperto allo scambio con l’esterno. La scelta che sta alla base

del progetto è quella di esplorare l’interazione tra percussioni, pianoforte e voci, non

ponendo confini di genere, lasciando, cioè, che si mescolino elementi della musica

classica, ritmi della tradizione algerina e non solo, armonie vicine alla musica leggera,

melodie e sequenze in forma di loop.

Il metodo che utilizziamo nella ricerca di un panorama sonoro plurale, contaminato, libero

da costrizioni e lontano dai rifugi del conosciuto e del facilmente definibile, è quello di

lasciare più spazio possibile alla spontaneità dei gesti e delle idee sonore. che prendono

forma e struttura solo in un secondo tempo. In questo senso risuona per noi la chiamata

dell’architetto Libeskind ad abbandonarsi, ad avere il coraggio di sondare, di addentrarsi

nelle parti oscure, rinunciando al conosciuto e al ripiegamento sulle modalità consuete.

Se lo spazio e la riqualificazione sono stati sin qui declinati in senso metaforico, risulta

naturale che allo stesso principio risponda la scelta dei luoghi dove la ricerca viene

presentata, dove avviene l’incontro/scambio tra chi la attua e il pubblico. La ricerca che ci

interessa è infatti quella che prende vita nel contesto di un superamento sostanziale delle

barriere tra luoghi dell’arte e luoghi della vita, tra linguaggio dell’arte e linguaggio della

vita. Siamo felici per questo di prendere parte ad Altofest insieme agli altri partecipanti,

agli organizzatori, al pubblico, ai donatori di spazi e di ospitalità che ringraziamo di cuore.