GESAMTKUNSTWERK a domicilio

 

Sei un performer e vivi in un posto dove nessuno nel raggio di chilometri ha mai visto cosa fai. cosa fai? continua cosi’! persevera nell’anonimato! non cercare contatti. non scendere per strada. non abbracciare lampioni. non accarezzare l’aria ammiccando ai passanti. chiuditi in casa. serrati e celebra la tua alienazione! se poi vivi in una casa disabitata ma ancora imbottita di vestiti, giornali, penne, tupperware dei tuoi predecessori non preoccuparti di rendere questo ambiente piu’ conforme a te, ai tuoi gusti e alle tue esigenze. renditi conforme all’ambiente, oggettificati! diventa un soprammobile, un tappeto da bagno, un parato. scopri lo spazio dal loro punto di vista. diventa un oggetto in mezzo agli altri e fa in modo che il tuo essere oggetto dia risalto agli oggetti circostanti. rendi omaggio alla tua tana, dedicale un ritratto. un ritratto stratificato.


 

[wptab name=’VOCAZIONE’]
opera una fuga dalle categorie
tornaci solo
per rassicurare i familiari
e per convincere potenziali finanziatori
[/wptab] [wptab name=’ARTIST STATEMENT’] Non perdersi in esibizioni virtuose. Creare formule che
siano una risposta meno automatica alle circostanze. Un
insieme di regole da adottare, assorbire, manipolare,
contraddire da chiunque. Mettere in discussione la
dicotomia creatore- fruitore. artista-pubblico.
[/wptab] [wptab name=’DOSSIER’]

Estate 1998: la macarena. Un mese di rodaggio di ‘residenze a domicilio’ create e improvvisate in un paesino del Monferrato. Tre anni di formazione di danza contemporanea al Laban di Londra per capire l’importanza del gioco. Tre anni di formazione alla Silvio D’amico. Uno spettacolo con cinque americane. obese e nude (Young Jean Lee theatre company). L’esperienza in un posto occupato, in cui la gestione della quotidianità diventa un esperimento, una messa in discussione costante. I canti degli alpini. I balli tirolesi.

[/wptab] [wptab name=’ISPIRAZIONE’]

One Man’s trash is another man’s treasure

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