SERENDIPITY/Ripensando Cage

Serendipity è un concerto per corpo e musica. Musica e danza si sfidano nella costruzione e decostruzione di architetture sonore e di movimento, si rincorrono alla ricerca di mutevoli spazi acustici e visivi, dialogano attraverso le specificità di ogni strumento, condividendo una struttura spazio-temporale, la performance, attraverso una composizione che avviene in tempo reale.
Infatti, la danza e la musica dal vivo qui non sono esecuzione di una partitura pre-scritta (coreografia e spartito), ma il risultato di una stesura nel e dell’istante.

Serendipity è disciplinato da un’attenzione per il particolare e dall’esercizio verso un ascolto rigoroso, che identifichiamo con uno stato di silenzio, che è per noi accettazione partecipe di sé e dell’altro da sé (luogo, pubblico, atmosfera…).
La performance prende forma momento dopo momento sotto l’occhio attento dello spettatore. Il pubblico non è più voyeur, ma testimone di un processo, che condiziona con la propria partecipazione, anche solo attraverso un respiro, un movimento che genera rumore, un colpo di tosse. Tutto ciò diventa parte integrante di questa performance. Il fuoco della ricerca è spostato dal risultato, la performance, al suo processo generativo, composizione istantanea, o meglio, in questo lavoro i due termini vengono a coincidere. Questo permette di costruire ogni volta performance uniche perché frutto di quel preciso momento creativo (il contesto architettonico e/o sociale in cui performiamo): il pubblico, posto di fronte all’atto stesso della creazione artistica, è testimone partecipante della nascita dell’evento.

Composizione istantanea
La scelta di questo specifico linguaggio si ricollega alle origini del nostro duo che si è conosciuto improvvisando, ma è anche frutto di una ricerca di ‘tracce di italianità’ odierni e passati che ci ha portati ad attingere alla Commedia dell’Arte – che ricorreva proprio all’Arte all’Improvvisa – reinterpretata secondo dettami contemporanei. Così, delineando bozzetti gestuali, situazionali, sonori ci proponiamo di dare vita a loci intesi sia come luoghi reali, sia come atmosfere e sapori caratterizzanti del nostro paese. Le nostre performance sono frutto di un ascolto reciproco rigoroso e di una pratica costante che ci permette di confrontarci a livello compositivo nonostante le differenze dei reciproci mezzi (la danza e la musica). Il corpo risuona come qualsiasi altro strumento, così la danzatrice contribuisce in maniera visibile alla creazione della partitura musicale offrendo input che il musicista coglie e con i quali si confronta durante la composizione istantanea.
Insieme, verso la composizione di un momento.

Trasformazione e site specific
La trasformazione di cui cerchiamo di essere portatori non è quella che contraddistingue i grandi cambiamenti, ma piuttosto la continua e inesorabile trasformazione che è propria dell’esistenza: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Crediamo che la danza e la musica facendosi e trasformandosi sotto l’occhio dello spettatore, siano soggetti privilegiati a esprimere questa poetica e a farsi esempio esistente della possibilità e accettazione del cambiamento. Arte site specific significa per noi entrare in contatto col contesto performativo (sociale, architettonico, storico…), farsi coinvolgere dalle premesse ambientali e coinvolgere i presenti, il pubblico, instaurando un dialogo diretto, poichè agito sul momento, con loro.
Questo per noi significa anche occuparsi della contemporaneità.

 

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Coinvolgimento del pubblico: i lavori nascono sotto l’occhio attento dello spettatore che diventa partecipe dell’atto creativo e contribuisce a crearlo con la propria presenza ispirando l’evento.
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Accrescere la sintonia improvvisativa per creare performance immediate capaci di generare atmosfere, evocare paesaggi visivi e sonori, suscitare emozioni, suscitare memorie. Danza e musica si confrontano in parallelo componendo a livello visivo e sonoro, ma anche sullo stesso piano: due corpi (danzatrice e musicista), due strumenti (corpo danzante e percussione) capaci di risuonare.

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Gennaio 2012. Partecipazione a Takla Making Arts: progetto triennale di residenza incentrato sulla ricerca in ambito improvvisativo, del gruppo TAKLA presso la Triennale Bovisa, Milano. Novembre 2012. Ospiti al festival d’improvvisazione PULSI presso il Teatro dell’Arte, Triennale Cadorna, Milano. 2012-2013. Piccole Meraviglie: performance di improvvisazione per bambini da o+ anni presso Teatro dell’Arte, Triennale Cadorna, Milano. Collaborazione con la Compagnia Nari-Frangioni/ UBIdanza, Genova. Collaborazione col gruppo TAKLA, Milano.
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Giselda Ranieri
Per la danza: Eugenia Casini Ropa, storica della danza e mia relatrice per la Laurea Magistrale Discipline dello Spettacolo a Bologna. Maestri della danza come Dominique Dupuy, Carolyn Carlson e coreografi come Virgilio Sieni, Julyen Hamilton e Katie Duck (composizione istantanea); Ivan Wolfe a Ray Chung (contact improvisation); Roberto Castello, Giorgio Rossi, Michele Abbondanza, Aline Nari (danza-teatro), Nicola Laudati, Simona Bertozzi (danza contemporanea). Per il teatro: Danio Manfredini, Teatro delle Moire.

Elia Moretti
Musica improvvisata e free jazz. William Parker, Christian Kyhl, Adam Pultz Melbye (contrabbassista), Jeppe Højgaard, Johanna Borchert, Francesco Bigoni, Anders Filipsen, Sture Ericson Paolo Damiani, Armando Bergallo e le compagnie Riserva canini e Band à part Umberto Petrin, Gianni Mimmo e Nicola Arata Workshop con Gianni Lenoci, Karl Berger, Giorgio Pacorig, Alberto Fiori, Fabrizio Puglisi, Alberto Tacchini, Dana Hall, Steve Coleman (Seminari S.Anna Arresi Jazz), Han Bennink, Fabio Tricomi, Filippo Monico, Dave Burrell, Michele Rabbia, Lê Quan Nihn, Phil Minton, Taylor Ho Bynum.

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