ACCABBAI

ACCABAI

La performance trae ispirazione dalla figura dell’Accabbadora.
Una donna vive nascosta in un sotterraneo le sue arti non sono più necessarie alla comunità . Vive conservando memoria di suoni e gesti che hanno accompagnato la sua esistenza fino agli anni 50.

SA FEMMINA ACCABBADORA. Dallo spagnolo acabar ovvero terminare, dal sardo accabaddare, incrociare le mani al morto.

Nella tradizione sarda veniva chiamata ad aiutare i moribondi che non riuscivano a lasciare il corpo, a morire. Era una donna che sapeva con tecniche rapide ed indolori aiutare il moribondo dolorante a morire. Era vestita di nero e una delle gonne era sollevata a coprirle il viso.
Con l’olio di mandragora addormentava il moribondo e con un martello di legno o per soffocamento, gli portava la morte.

In Sardegna tutti sanno di questa figura che sembra abbia agito fino al 1950. Era riconosciuta come opera umanitaria nei casi dove il dolore era forte e la morte era certa. Veniva chiamata dai familiari del malato terminale sempre di notte, e dopo aver fatto uscire i familiari entrava nella stanza del moribondo e gli portava la morte, poi in punta di piedi se ne andava. I familiari del malato le esprimevano profonda gratitudine per il servizio reso al loro congiunto offrendole prodotti della terra.

La sua esistenza è stata sempre vista come un fatto naturale, come esisteva la levatrice che aiutava a nascere, esisteva l’accabbadora che aiutava a morire. Si racconta che spesso era la stessa persona che distingueva il suo compito dal colore dell’abito, nero per portare la morte e bianco o chiaro per dare la vita.
Questa figura, che esprime un fenomeno socio culturale e storico, è simbolo di come nei piccoli paesi rurali della Sardegna ci si rapportava alla morte. Nessuna paura di fronte agli ultimi istanti della vita dell’uomo. Si può dire che I sardi avessero una gestione personale della morte considerata il naturale ciclo della vita

IL LAVORO RACCONTA DI UNA DONNA NASCOSTA PERCHÈ NON È PIÙ UTILE ALLA COMUNITÀ .
IL SUO OPERATO UN TEMPO IMPORTANTE OGGI È CONSIDERATO ILLEGALE.

Alessandra Asuni nasce a Cagliari nel 1970. Si diploma nel 1991 della scuola civica d’ arte drammatica Akroama e nel 1996 consegue la specializzazione a Parigi nella scuola per attori AIA (Association international pour les art) Jean Paul Denizon e Tapa Sudana attori del regista Peter Brook nel 1997 studia con l’ attrice storica di Grotowski. Rena Mireka.Dopo aver partecipato a vari spettacoli della compagnia Akroama lavora come attrice inTeppisti regia Sergio Manfredi compagnia Origamundi, Le Baccanti regia Walter Pagliaro Produzione Inda Siracusa. Elettra regia Walter Pagliaro. Arpa Muta regia Francesco Saponaro produzione Rossotiziano. Il decimo anno regia Andrea De Rosa e Francesco Saponaro produzione Teatri Uniti Rosso Tiziano. L’ Annaspo regia Cristina Pezzoli produzione LaContemporanea Studio su Horwath regia Cristina Pezzoli produzione la Contemporanea. L’ Opera da tre soldi accanto a Elio delle storie Beppe Barra, Maddalena Crippa. regia Lorenzo Mariani produzione Accademia Santa Cecilia Roma. Lo zio vania regia Fortunato Cerlino produzione Fattore k. Il DuelloRegia Fortunato Cerlino produzione Fattore k inizia a lavorare come regista nel 2004 per il Teatro della Tosse dirige piccole messe in scena per gli studenti universitari di Genova nell’evento Cantar di Moneta. Dirige e crea spettacoli musicali, partecipa al festival jazz di Rocella Jonica cantando testi di Stefano Benni accanto a musicisti jazz paul rogers e nicola alesini, Paolo Damiani.con cui collabora per diversi anni. crea lo studio dedicato a Federico Garçia Lorca con il musicista P.Damiani e l’ attore Peppino Mazzotta,altro spettacolo musicale è Humo Negro regia Asuni Papa Murgia Marceddu produzione Teatro dall’ Armadio 2008. lavora come attrice nella Maria Stuarda regia Andrea de Rosa produzione teatro Mercadante 2007.dal 2008 collabora come regista, con la compagnia napoletana Tourbillon teatro, con cui ha all’attivo diversi lavori;Studio Edipo 09, Mamma compie 70 anni, spettacolo che ha debuttato al festival fringe napoli 2010. e ultimo studio IL salto. Si trasferisce sferita nella città di Napoli nel 2004, subisce il fascino e lo sfascio di questa città, creando vari lavori tra cui l’ultimo con lo scrittore e critico Fabio Rocco Oliva, il Salto, che debutterà a ottobre del 2011,per altofest crea una performance legando luoghi e memorie tra la città di napoli in cui vive e la Sardegna..