SERVIZIO DI PULIZIA

 

 

di Valentina Diana, Claudia Hamm, Lorenzo Fontana

con: Valentina Diana e Lorenzo Fontana

ideazione e regia: Claudia Hamm

produzione: Associazione 15febbraio/Torino & Claudia Hamm/Berlino

coproduzione/Francia: Théâtre des Salins, scène nationale de Martigues

SPETTACOLO D’ASPORTO

Troppo occupato per pulire il Suo appartamento da solo? Affitti il nostro team di pulizia! per un’ora potrà restarsene tranquillo a casa Sua, seduto con gli amici a bere qualcosa e a godersi due attori al lavoro!
Qualcuno vuole qualcosa, ma non la ottiene così facilmente.

Quello che si vuole diventa irraggiungibile, si allontana sempre di più e ad un certo punto finisce ci si ritira, si voltano le spalle a quella meta di origine, all’idea di poterla raggiungere. Si riducono gli sforzi, li si sospende – li sostituisce. Qualcosa è svanito, e la sua assenza fa male. Si riducono le aspettative per il futuro, le si minimizza ancora, e ancora fino a renderle sottilissime, quasi inesistenti. Però una volta c’era qualcosa!

Caparbiamente, Vadi e Lofo sostengono che la vita migliore debba ancora arrivare. E infatti arriva, perché loro giocano a che arrivi.

Io vorrei raccontare la vita di qualcuno normale che perà abbia una speranza. Vorrei raccontare una possibilità non privilegiata ma determinata. Voglio credere che esista. È fondamentale.”

Il centro sta nel non andare a cercare una struttura di storia, ma raccontare una sensazione che si ha nel vivere.”

Potremmo partire proprio da noi. Raccontare cose frammentarie. Episodi. Che alla fine uno si dice: non ho capito un cazzo. Proprio come nella vita. Forse bisogna rassegnarsi all’idea che la forma narrativa classica, la struttura della storia – è una cosa del novecento. Perché le vite avevano una struttura più forte per necessità sociale: famiglia, lavoro, casa e chiesa e pensiero politico. Questo non significa essere qualunquisti. Solo trovare una forma più adeguata all’oggetto che descrivi.”

Il senso consiste appunto nella prontezza di riflessi e nella capacità di inventarsi delle strategie di scansamento: scansare la rassegnazione, il buon senso comune, scansare l’idea che è impossibile farcela, che bisogna rispondere a determinati canoni, rientrare in categorie riconoscibili… in pratica ciò che si può raccontare è l’esercizio di una resistenza.”

Una specie di sogno di gruppo su basi disperate, già demenziale in partenza, senza successo inaspettato, solo il tentativo che fa sperare per un po’ un gruppo di persone, che le fa restare insieme sulla base di una speranza, sottilissima e praticamente impossibile.”

Con queste idee, scambiate attraverso l’e-mail, Valentina Diana, Lorenzo Fontana e la regista berlinese Claudia Hamm hanno indagato su un modello di vita dell’indigenza precaria, dell’auto interrogazione ironica e dei desideri inappagati. Recitazione e pensiero analitico, la dedizione (impossibile da vendere) alla poesia o la danza e dedizioni ad invenzioni più redditizie, come il servizio di distruzione di opere d’arte, l’affitto di organi o la pizza-pompino. Tutte queste “dedizioni” fanno parte delle offerte enumerate da questi due elaboratori di progetti. Proprio come la pulizia di appartamenti che, a quanto pare, vengono puliti malvolentieri ma durante la quale si riscoprono valori, idee, spezie e prospettive sorprendenti.
Le Improvvisazioni nella cucina della regista hanno progressivamente composto una performance ironica-melanconica, che non si può rappresentare su nessuna scena ma necessita di uno spazio condiviso con il pubblico, privato o pubblico che sia – con quest’idea di base si puliscono appartamenti e bar, teatri e centri sociali, biblioteche e gallerie, scuole e festival, degli hotel, municipi e gerontocomi…

Ecco: questo spettacolo non è propriamente uno spettacolo. È uno sguardo tristissimo e divertito su uno spettacolo: lo spettacolo della vita di un fiore tropicale che per non crepare di freddo si trasforma in pino silvestre e per non crepare di arsura, si trasforma in cactus.

foto-di-Francesca-Paciello-3

15febbraio nasce nel 2008 a Torino. Dal 2009 inizia un’intensa attività sia totalmente indipendente che di coproduzione con importanti festival e istituzioni spettacoli e progetti. Sport. Una pièce. Primo studio di Elfriede Jelinek debutta a Cosenza, co-prodotto con il Centro R.A.T. Teatro dell’Acquario e viene ripreso in co-produzione con il Festival delle Colline Torinesi nel giugno dello stesso anno; il Secondo studio è presentato in prima nazionale a luglio al Festival Teatro a Corte e ripreso in dicembre all’interno della stagione della Fondazione TPE. Con Comitragedia spaziale di Valentina Diana partecipa al Festival Terre di Frontiera. Con Sistema Teatro Torino, all’interno del Festival Prospettiva 2009, è stato prodotto e presentato in prima nazionale lo spettacolo Le mammole di M.M.Bouchard e sempre con Sistema Teatro Torino debutterà nella prossima stagione Fratelli di Valentina Diana, con la regia di Lorenzo Fontana.

15febbraio ha preso parte agli incontri tranfrontalieri di Carta Bianca nell’ottobre 2009 a Chambéry. Da questi incontri sono nate diverse collaborazioni importanti: il Théâtre des Salines, Scène nationale de Martigues è il distributore in Francia di Servizio di pulizia o corpo sociale, la prima collaborazione con la regista berlinese Claudia Hamm, che ha debuttato, nella versione francese, a gennaio 2010 a Aix-en-Provence ed è ospite al Théâtre des Bernardins di Marsiglia all’interno del festival “Arrêtons le gaspillage”. Still live è la prima tappa di una continuazione di questo lavoro, in residenza al Théâtre Durance di Château-Arnoux/Saint-Auban, coprodotto dal Festival delle Colline Torinesi.

15febbraio continua inoltre l’attività nella sua piccola sede di Via Baretti 31a, al quarto piano, dove propone letture e mise en espace.

Formare un nuovo pubblico

Se per formare un nuovo pubblico si intende riuscire a raggiungere categorie di persone che normalmente non hanno occasione di fruire del teatro, siamo molto favorevoli. Invece ci sembra, a ragion veduta, troppo ambizioso cercare nei nostri spettacoli una funzione educativa.

Ci siamo resi conto che lo spettacolo non ha una difficoltà di fruizione (chiunque è in grado di comprenderlo) ma necessita che il pubblico sappia che cosa sta vedendo e non si aspetti un intrattenimento generico. Purtroppo, per la tipologia non accademica di questo lavoro, ci è capitato di essere inseriti in contesti nei quali ci si aspettava un’azione in qualche modo terapeutica.

In questi casi il lavoro non ha funzionato nel senso giusto, perché il nostro non è un lavoro terapeutico e non può svolgersi in contesti nei quali il pubblico non sia lì per scelta deliberata ed abbia una disposizione all’ascolto.

Siamo a disposizione per approfondimenti e domande, perché ci rendiamo conto che quello che abbiamo scritto possa non essere del tutto esaustivo.

A presto
A Napoli,
Valentina e Lorenzo