LA ROSA CERCA UN’ALTRA COSA

La rosa /non cercava la rosa/immobile nel cielo/ cercava altra cosa. È il simbolo di donna Rosita, che, aspettando di essere ‘colta’ in sposa, sfiorisce in nome di un illusione che non si realizzerà mai. Questo personaggio di Lorca racchiude il mistero del non espresso, del non agito che si nasconde dietro a molte vite: nasciamo, viviamo, amiamo, procreiamo e moriamo attraverso una serie di riti, spesso svuotati di significato nel chiasso della quotidianità. Rosita non può accettarlo. Dedicato a chi non si adatta e difende dignitosamente la sua fragilità..

È da tempo che ho nella testa il monologo finale di donna Rosita dal Poema grandino Donna Rosita nubile o il linguaggio dei fiori di Federico Garcia Lorca. Lo avevo scelto per preparare un provino anni fa e, da allora, ho pensato spesso ai temi che questo personaggio porta. Quello che presenterò al festival è dunque un debutto assoluto in forma scenica scaturito proprio dall’incontro tra le parole della poesia e il luogo che ho scelto. Quest’ultimo, una terrazza su cui si affaccia una casa, mi sembrava un’ambientazione perfetta dove le parole di Lorca potessero trovare vita. E’ infatti un luogo sospeso da cui contemplare il cielo e anche la vita che brulica sotto ma mantenendo una certa distanza; non buttarsi nella mischia della strada è proprio quello che vuole Rosita. Mi piacerebbe far vivere proprio un frammento finale del dramma di Lorca. Come se un pezzo di teatro fosse stato tolto dal palcoscenico e portato in questo luogo che si è offerto di ospitarlo. Come un fiore che venga trapiantato per trovare nuova linfa. Immagino il terrazzo proprio come il giardino della casa dello zio di Rosita, in disordine perché siamo nel pieno di un trasloco. Per Rosita sono gli ultimi minuti da trascorrere nella casa dove lei ha sempre vissuto: il momento delle rivelazioni da fare alla zia e a se stessa. E il pubblico si trova proprio lì, in medias res, a partecipare a questa piccola storia tanto personale da essere universale.

DUMMY

Dummy è una performance tratta dall’ultimo spettacolo di UFO STUDIO, Dummies sulle maschere larvali, in cui agiscono tre attori e sette maschere. In occasione del festival, ho pensato di proporre la breve vicenda di uno dei personaggi dello spettacolo in un nuovo contesto. Ho dunque adatto ciò che avveniva sul palcoscenico ad uno degli spazi proposti dai direttori artistici. Ho scelto i ballatoi proprio perché nello spettacolo ‘i numeri’ del personaggio erano tre e una divisione dello spazio così a stazioni e con lo spostamento del pubblico mi sembra possa essere ideale per sviluppare le tre gags del personaggio. È stato poi proprio ragionando sullo spazio che ho pensato a un possibile sviluppo della drammaturgia della performance che, in questo contesto, deve avere una sua autonomia, staccata dallo spettacolo di partenza. Ho così aggiunto una ‘stazione’. Il condominio diventa luogo concreto e simbolico in cui il personaggio invita il pubblico. Da una parte casa vera e propria a cui accedere in maniera intima; dall’altra le scale e i ballatoi diventano tappe simboliche del percorso della vita, fatto di tentativi e successi o fallimenti. Si sale insieme, cercando di stabile un contatto, un modo di comunicare e un legame.

DUMMY17

Sono nata a Milano dove vivo e lavoro. Ho coltivato studi umanistici spendendomi nella creazione di un percorso artistico personale ed eclettico: formata come attrice nell’ambito del teatro di ricerca (laboratorio dell’attore di Raul Manso sul metodo Stanislavskij, esperienza del teatro di gruppo in collaborazione con l’Odin Teatret di Eugenio Barba e la Scuola del maestro russo Jurij Alshitz). Collaboro con diverse compagnie per produzioni che variano dal teatro ragazzi alla drammaturgia classica e contemporanea alla commedia dell’arte. Faccio parte di U.F.O STUDIO, associazione culturale attiva nello studio delle arti performative con cui ho prodotto gli ultimi lavori: La matematica del silenzio, narrazione su Giovanna D’Arco, Quaranta giorni, tragicommedia sul precariato e Dummies, performance con le maschere larvali.