Napoli

La Resistenza Teatrale
Il teatro di ricerca a Napoli dalle origini al terremoto

2011 Bulzoni editore
Collana: Culture teatrali

interverranno Mario Santella e Antonio Grieco 

È a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta che per opera e intuizione di alcuni giovanissimi sovversivi della scena, ha inizio a Napoli un intenso percorso di rottura nei confronti dei codici espressivi imperanti. Un percorso che inizialmente è ancorato alla città e che proprio dal confronto/scontro con la città trae la sua principale ragione d’essere. Pur tenendo aperto in alcuni casi un rapporto dialettico con la parte viva della tradizione (Viviani, Eduardo, Petito, la sceneggiata), il nascente nuovo teatro napoletano va fortemente contro la scena cosiddetta ufficiale, incrociandosi con quanto succede sul piano nazionale negli stessi anni e contaminandosi con le più importanti avanguardie internazionali. Rispetto al contesto locale in cui operano, i giovani della nascente scena off compiono un’azione che non è esagerato definire rivoluzionaria, o quantomeno di forte e consapevole resistenza teatrale. Ed è in questa azione che va riconosciuta l’origine di quanto viene dopo: la Nuova Drammaturgia, per intenderci, ma anche i Teatri Uniti e tutto il nuovo teatro cosiddetto napoletano che ha varcato più facilmente i confini della città a partire almeno dalla seconda metà degli anni Ottanta, non sono nati affatto dalnulla, anzi.

Il percorso di ricerca che questo volume restituisce è durato circa dieci anni e si è basato soprattutto sulle testimonianze di molti tra i moltissimi protagonisti del clima culturale napoletano dalla seconda metà degli anni 50 al 1980. Intersecando i racconti con i tanti documenti esistenti che ancora aspettano dovuta sistematizzazione (la maggior parte è ‘archiviata’ in case private) e con i pochi studi fin’ora pubblicati, si è arrivati alla ricostruzione del clima che di volta in volta ha visto nascere alcuni eventi piuttosto che altri. Uno stesso clima che ha attraversato la città in diverse fasi, intersecando tra loro le molte energie che l’hanno sempre contraddistinta e che troppo spesso sono andate disperse. Gran parte del lavoro è consistito nelconnettere le informazioni tra loro, con l’ambiziosa pretesa di restituire alla città uno dei pezzi più affascinanti della sua storia recente e, alla comunità teatrale nazionale, un frammento importante della sua memoria, che sembrava di fatto destinato a perdersi. Le esperienze, non solo teatrali, che questo libro ripropone e mette in relazione sono invece un patrimonio enorme che, oggi più che mai, è importante e doveroso ri-conoscere. Chi lavora ‘dal basso’, investendo le proprie energie spesso oltremisura, troverà forse in queste pagine un motivo in più per continuare a farlo, sempre e comunque, ‘nonostante tutto’.

OUVERTURE

PRIMA PARTE : LE TRACCE

1. COSTRUIRE SULLE MACERIE – gli anni Cinquanta e Sessanta

1.a. Il laurismo
1.b. L’emigrazione intellettuale
1.c. Alcuni protagonisti

Pasquale Prunas – Renato Caccioppoli – Paolo Ricci

1.d. Gli spazi del dibattito: il cinema
2. OLTRE I LIMITI DELLA CITTA’ – le avanguardie extra teatrali
2.a. Le avanguardie visive
2.a.a. Il Gruppo Sud
2.a.b. Il MAC napoletano
2.a.c. Il Gruppo ‘58
2.a.d. Il ruolo dell’Accademia di Belle Arti
2.b. Le riviste sperimentali
2.c. La saletta rossa
2.d. Lo sguardo scritto
2.d.a. I ritorni
2.d.b. La napoletanità
2.d.c. Nel sentire l’assenza

SECONDA PARTE: IL TEATRO SCOMODO

3. LA SCENA INTORNO
3.a. Il solco di Raffaele Viviani
3.b. Ipotesi di sedativi:
3.b.a. La festa di Piedigrotta
3.b.b. La sceneggiata
3.b.c. Eduardo, questo fantasma
3.b.d. I teatri chiusi

4. LA PROTOSPERIMENTAZIONE

4.a. Il Teatro Esse
4.b. Effetto Living4.c. I Santella

5. L’IMMAGINAZIONE E IL POTERE

5.a. Il Sessantotto a Napoli
5.b. Via Martucci e dintorni, la zona dell’off
5.b.a. Centro Teatro Esse
5.b.b. Teatro Alfred Jarry
5.b.c. Teatro Instabile
5.b.d. Play Studio
5.c. La mise en crise degli scantinati

TERZA PARTE: LA BATTAGLIA DELLE IDEE

6. LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE – gli anni Settanta

6.a. La disoccupazione mentale
6.b. Quando l’animazione non è teatro
– esperienze di intervento politico a partire dai bambini
6.b.a. Fabrizia Ramondino e l’ARN
6.b.b. Architettura d’animazione – Riccardo Dalisi
6.b.c. Felice Pignataro e la Scuola 128
6.b.d. La Mensa Bambini Proletari

7. DALLE CANTINE ALLA PIAZZA

7.a. Animazione teatrale e decentramento
7.b. Teatro in strada
7.b.a. Teatro Contro
7.b.b. Chille de la balanza
7.c. L’urgenza del proletariato a teatro
7.c.a. Centro Sperimentale di Arte Popolare
7.c.b. Libera Scena Ensemble
7.d. Il conflitto partecipativo
7.d.a. Situazione Teatro
7.d.b. La lotta per il Mercadante

8. ANTI CAMPANILISMO, RADICI E TRADIZIONE

8.a. Cultura popolare e Movimento operaio
8.b. Roberto De Simone e la NCCP
8.b.a. Annibale Ruccello, antropologo
8.c. Attraversamenti e giri di boa
8.c.a. dalla scena on

   Gennaro Magliulo – Mico Galdieri – Tato Russo

8.c.b. dalla scena off

    Leo e Perla – Cecchi

9. CONFLUENZE – verso gli anni Ottanta

9.a. Gli spazi porosi (tra off e on)
9.a.a. Lo spazio libero
9.a.b. Il cinema No e la cineteca Altro
9.a.c. Il Sancarluccio
9.b. Segnali tellurici
9.b.a. Antonio Neiwiller e il Teatro dei Mutamenti
9.b.b. Falso Movimento e Teatro Studio di Caserta
9.c. Assestamento

    Teatro Nuovo – Galleria Toledo

10. 23 NOVEMBRE 1980
Pro – Memoria / POSTFAZIONE di Antonio Grieco
BIBLIOGRAFIA
INDICE DEI NOMI
ILLUSTRAZIONI

marta porzio, la resistenza teatrale AltoFest

 

Marta Porzio si è laureata al Dams di Bologna e ha conseguito il dottorato in Discipline dello Spettacolo presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo di quella Università, sotto la guida del prof. Marco De Marinis. Collabora con la rivista “Culture Teatrali”, con la quale ha pubblicato i seguenti studi: L’arte silenziosa di Antonio Neiwiller; II teatro che (in)segna – parole, idee e domande sul teatro in lingua dei segni; Nello stesso palazzo di Eduardo. Vive a Napoli, dove rincorre sogni e lavoro, occupandosi -quando ci riesce – di teatro e di bambini.